Cultura

Il teatro è pubblico in Germania. I Lokstoff

Articolo pubblicato il 05 marzo 2008
Selezionato dalla redazione
Articolo pubblicato il 05 marzo 2008
Nessun sipario, nessun palcoscenico. Nessuna fila di poltrone imbottite, nessun diritto alla visuale migliore. I Lokstoff si esibiscono a Stoccarda nel bel mezzo dell’area urbana.

Un bus al centro di Stoccarda. Una fermata e un uomo che sale. Tutti i posti sono occupati. Resta in piedi, si tiene con forza e guarda incredulo. Perché tutti sghignazzano? Qualcosa non va. Fermata successiva. I passeggeri ridono ancora. Visibilmente disorientato, l’uomo prende la palla al balzo e scende. Che cos’era?

L’autobus non era un vero autobus, ma un teatrobus. Dentro non c’erano veri passeggeri, ma attori e spettatori. E il passeggero, che ignaro è salito alla fermata, è stato un attore inconsapevole di Vorher/Nachher (Prima/Dopo), tratto da La metamorfosi di Kafka.

(Foto: ©Lokstoff)

«Il luogo ideale? Pubblico, lurido e sporco»

Fondata nel 2002 dai tre attori – Kathrin Hildebrand, Wilhelm Schneck e Andrea Leonetti – la compagnia si è fatta un’ottima reputazione nei circoli culturali della cittadina della Germania meridionale. «Anche i giovani, o coloro che non sono abitudinari del teatro, vedono le nostre rappresentazioni e questo ci fa particolarmente piacere», dice il manager dei Lokstoff, Tom Schößler.I Lokstoff fanno tutto al contrario: decidono prima il luogo, poi il pezzo più appropriato da recitare. Unica condizione: il posto deve essere accessibile a tutti. «Il luogo ideale deve per forza essere pubblico», dice Schößler. Deve essere un posto di passaggio come, ad esempio, la stazione della metro Charlottenplatz di Stoccarda. Un punto della città in cui la gente aspetta con le braccia conserte.

Lokstoff-Trailer

«Luoghi con angoli luridi e sporchi», racconta Schößler. «Dove passano molte persone al giorno. Con il nostro teatro vorremmo sensibilizzare la gente nei confronti dell’ambiente che li circonda. E tirare fuori dal quel posto qualcosa che non si vede di primo acchito».Ogni rappresentazione è una sfida, in cui lo spettacolo è fatto, oltre che dagli attori, dal luogo e dalle persone, siano essi spettatori o passanti. Tutti ugualmente protagonisti. Una dei fondatori, la Hildebrand, ci dice: «La cosa speciale è che ogni spettacolo è diverso ad ogni rappresentazione».

'Top Dogs' all'aeroporto di Stoccarda (Foto: ©Lokstoff)

Teatro alle uscite di imbarco degli aeroporti

E non si limitano alle fermate dei bus. Invadono stazioni ferroviarie, metropolitana e aeroporti. Kathrin Hildebrand si ricorda di un inconveniente accaduto durante una rappresentazione di Top Dogs all’aeroporto di Stoccarda: «Stavamo recitando in coda all'uscita di imbarco. Io ero un'impiegata di un’agenzia di collocamento che cercava di preparare un manager a tornare sul mercato del lavoro. In una scena, c’era un confronto diretto con il mio collega che, licenziato, doveva reagire aspramente, gridare e strapparsi i vestiti di dosso». All’improvviso compare un “vero” manager, sudato fradicio, completamente in delirio, tra gli spettatori, e si avvicina alla Hildebrand: «Mi ha chiesto da dove partiva il volo per Londra. Gli ho risposto di calmarsi, che si era sbagliato, e che sarebbe dovuto andare all’ufficio informazioni dell’aeroporto. L'uomo ha continuato a discutere e poi se n'è andato imprecando. La rappresentazione è proseguita, ma agli spettatori non era chiaro se anche l’uomo fosse un attore o meno».

Amleto alla stazione centrale

La prima del nuovo progetto dei Lokstoff è alle porte: da aprile, la compagnia recita alla stazione centrale di Stoccarda. Il pezzo scelto è un classico di Shakespeare: Amleto che sarà messo in scena tra binari, cartelli luminosi e persone in attesa.I passanti assistono già alle prove nella stazione, ma questo non disturba gli attori. «Al contrario», dice Schößler, «fino a ora abbiamo fatto solamente ottime esperienze. La gente osserva e poi ci chiede di cosa si tratta, e dove si possono acquistare i biglietti». Così, i passanti sono già dentro al teatro dei Lokstoff. Questo fa parte del concetto. Schößler: «Ci prendiamo la libertà di fingere nei luoghi dove si vive realmente».