Cultura

Il potere dei libri 

Articolo pubblicato il 28 aprile 2015
Articolo pubblicato il 28 aprile 2015

I libri sono in grado di far viaggiare il lettore, risvegliare emozioni e suggerire immagini. Inoltre, essi sono in grado di creare conflitti e di richiamare all'ordine. Far nascere un modo di pensare o rimpiazzarlo. Insomma, riescono a non lasciare indifferenti coloro che si immergono nella lettura e godono di essa.

«È compito dei cavalieri erranti, diceva don Chisciotte, porre rimedio alle ingiustizie e soccorrere e aiutare i poveri». Con queste parole, lo scrittore Juan Goytisolo ha accolto questa settimana il Premio Cervantes in onore alla sua carriera letteraria. Si rifaceva così ad un'immagine che aveva ben chiara: quella dell'hidalgo "in groppa a Ronzinante" con la lancia puntata contro la corruzione, l'esproprio degli sfrattati o i cancelli appuntiti di Ceuta e di Melilla.

Si trattava di una dichiarazione d'intenti motivata da un libro che si è trasformato nel pilastro della sua opera: Don Chisciotte de la Mancha, di Cervantes. Nel suo discorso durante la consegna del premio, lo scrittore ha citato in diverse occasioni colui che egli ritiene il suo "primo autore": quello che l'ha segnato e con cui ha dato vita ad un racconto rigoroso che è diventato l'abc della sua penna.

Goytisolo testimonia la capacità dei libri di evocare immagini e risvegliare sentimenti. Anche per cambiare ideologie e credenze o conficcarle in profondità, grazie alla storia. Persino per scatenare guerre, conflitti e minacce, oppure per calmarle, stabilendo una tregua con un paio di righe.

Chi non ha mai recitato il motto di «specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?» O ha fatto il gesto di gettare una treccia dalla finestra come Raperonzolo e si è ricordato di Romeo e Giulietta di fronte ad amori impossibili. 

I libri hanno addirittura il potere di riunire centinaia di persone in occasione di un festival dedicato ai supereroi. Al loro interno, la gente si traveste e imita per un giorno gli eroi del mondo che «lottano ogni giorno contro il male». I libri sono capaci di riunire lettori a caccia di novità nelle feste annuali e nelle lunghe file che si creano nell'attesa di ricevere un autografo su una copia.

Alcuni autori sono rimasti negli annali delle figure celebri, come Cervantes, Shakespeare, Zola, Ibsen, Joyce, Hemingway, Lorca e un lungo elenco di tanti altri nomi che riempirebbe ancora diversi articoli.  Altri sono vere e proprie stelle dei nostri giorni e alcuni, al contrario, devono combattere contro antipatie e persecuzioni per quello che hanno scritto.

I libri si proibiscono, si censurano, si comprano, si leggono con voracità, si memorizzano e mettono in ordine sugli scaffali, in piccole, grandi o immense biblioteche. Essi hanno il potere di non lasciare indifferenti i lettori, anche se si tratta di reazioni come noia o sonno, e in molte pagine li fanno viaggiare, ridere o piangere. Un buon libro è un'insostituibile compagnia garantita.