Cultura

Il pianista polacco Rafal Blechacz: un bambino prodigio che vive coi suoi

Articolo pubblicato il 15 novembre 2011
Articolo pubblicato il 15 novembre 2011
Sono le 12:58. Aspetto la telefonata di Rafal Blechacz, supernova della musica classica. La carriera del 26enne proveniente dalla piccola cittadina di Naklo sul Notec ha raggiunto la velocità della luce dopo il Concorso Chopin nel 2005, nel quale ha battuto tutti i concorrenti asiatici vincendo tutti i primi premi in concorso. I premi per il secondo posto non sono stati assegnati.

Speravo di incontrarlo a Parigi, dove il giovane pianista ha suonato con la Filarmonica Varsavia l’11 novembre scorso, ma purtroppo non è stato possibile. “Per favore, ci dia un giorno e un’ora e Rafal Blechacz le telefonerà”. Il 13. Rispondo al telefono. Alla fine della telefonata devo inviare il link dell’articolo all’indirizzo email  della sua segreteria. Chi c’è in segreteria? Rafal Blechacz. A volte suo padre.

Cafebabel.com: da dove chiami?

Rafał Blechacz: Da casa. Sono appena rientrato dalla Svizzera, domani vado in Germania. Ho un giorno per preparare le valigie.

Cafebabel.com: Non ti stanca vivere con questi ritmi?

Rafał Blechacz: Mi stanca di più viaggiare in aereo per questo lo evito e viaggio in macchina. Ad eccezione naturalmente di quando vado negli Stati Uniti e in Giappone.

Cafebabel.com: Viaggi da solo?

Rafał Blechacz: Spesso con mio padre.

Cafebabel.com: Chi guida?

Rafał Blechacz: Facciamo a cambio.

Cafebabel.com: Abiti con i tuoi genitori?

Rafał Blechacz: Con i miei genitori e la mia sorellina. Da poco ho comprato una casa in campagna, qui non abbiamo problemi con i vicini, posso esercitarmi con calma. Nel palazzo dove abitavamo prima non potevo suonare dopo le 22. Invece a me piace lavorare il pomeriggio e la notte. E la mia famiglia ormai si è abituata.

Cafebabel.com. Non ti piacerebbe trasferirti in un centro culturale più grande?

Rafał Blechacz: Non lo escludo, forse tra un paio di anni andrò a vivere in uno delle grandi capitali della musica in Europa. I più importanti sono: Vienna, Berlino, Londra, Parigi o Amsterdam. Ma non penso ad un trasferimento fisso. Certamente stare in un grande centro come questi offre molte possibilità, e quando ci vado cerco di vedere qualcosa, andare al museo per esempio. Ma nella vita di tutti giorni ho bisogno di calma per lavorare.

Cafebabel.com:Quante ore al giorno dedichi alla musica?

Rafał Blechacz: Quando non ho concerti, mi esercito per 6-7 ore al giorno.

Cafebabel.com:E cosa fai il resto della giornata?

Rafał Blechacz: Mi sono iscritto all’Università di Torun in filosofia. Mi interessa in particolar modo la filosofia della musica.

Cafebabel.com: Che genere di musica ascolti oltre quella classica?

Rafał Blechacz: Veramente non ne ascolto. A volte ascolto qualcosa alla radio quando sono in macchina, ma in genere non ho tempo né voglia.

Cafebabel.com: Quale è stata l’ultimo libro che hai letto?

Rafał Blechacz: Principalmente testi filosofici. Per quanto riguarda la narrativa ho letto qualche libro di Paulo Coelho.

Cafebabel.com: Suoni dai primi anni dell'infanzia. Che requisiti deve avere chi vuole intraprendere la professione del pianista?

Rafał Blechacz: Bisogna essere sistematici, organizzati, saper sfruttare il tempo al massimo. Avere tutto sotto controllo è molto importante, soprattutto riguardo all’agenda dei concerti.

Cafebabel.com: E la passione?

Rafał Blechacz: Naturalmente bisogna essere convinti di ciò che ci riempie il giorno e la vita.

Cafebabel.com: Che succede se la passione diventa un lavoro?

Rafał Blechacz: Il rischio è che può diventare routine ma questo dipende dall’artista. Per qualcuno 40 concerti in un anno possono essere molti, qualcun altro ne può fare 100 ed avere ancora energia. Io di solito ne dò 40 ma l’anno scorso, l’anno di Chopin in Polonia, sono stato più impegnato.

Cafebabel.com: Cioè?

Rafał Blechacz: 44 concerti.

Cafebabel.com: E’ possibile parlare di identità nazionale quando si parla di musica?

Rafał Blechacz: Si, è possibile. Questa è una domanda che mi fanno spesso i giornalisti giapponesi, vogliono sapere se mi è più facile suonare le mazurche di Chopin perché sono polacco. In un certo senso si, perché conosco il folklore polacco, ma  faccio sempre il nome di artisti non polacchi che suonano benissimo i brani del compositore. Bisogna avere prima d’ogni cosa intuizione musicale, conoscere l’epoca, la biografia del compositore, riconoscere l’identità della musica. Ad ogni modo questa è una lingua universale.

Cafebabel.com: Ho l’impressione che l’ispirazione per la tua musica viene dalla musica stessa. E cosa mi dici del mondo esterno?

Rafał Blechacz: Per fortuna nella mia vita non ci sono stati eventi tragici. Non sempre si devono provare le emozioni di cui parla la tua musica.

Cafebabel.com: Nel caso in cui la tua famiglia non ti accompagni durante il tour, con chi parli in un momento di crisi, nervosismo e dubbi?

Rafał Blechacz: Ad essere sincero fino a questo momento non ho avuto nessun problema. La mia agenda è così piena che non ho tempo per pensare molto. Naturalmente ci sono momenti più difficili ma rimango da solo con il mio strumento. E' la musica che mi accompagna..

Images © courtesy of Rafał Blechacz