Cultura

Il design ungherese ha il Wamp in poppa!

Articolo pubblicato il 01 aprile 2010
Articolo pubblicato il 01 aprile 2010
Dal 2006, il mercato del design WAMP raggruppa ogni mese a Budapest centinaia di giovani designers ungheresi che vengono a presentare le loro creazioni davanti a un gruppo sempre più numeroso di visitatori. Ma WAMP non è solo un collettivo per valorizzare il design ungherese, è anche un formidabile catalizzatore economico.

Nel quartiere del ponte Margit di Budapest, non lontano dalle rive del Danubio, la boutique Musu occupa un piccolissimo locale, al pianoterra di un edificio borghese. In vetrina: una televisione sovietica, dei pin’s, dei pupazzi e, ovviamente, alcuni indumenti. Le due amiche “Betty” e “Boggy” hanno creato la loro piccola azienda di abbigliamento nel 2007 e si sono in seguito specializzare negli indumenti ciclistici alternativi, comodi e resistenti: chic & choc.

Disegnami una pecora

Betty e il suo panda, la mascotte del marchioNel 2008, il Musu inizia a partecipare al WAMP, al termine di una selezione in cui si scelgono i designers secondo la qualità del loro lavoro. In premio: un posto desiderato da tutti nel famoso mercato del design di Budapest. Questo evento, divenuto l’appuntamento imperdibile dei giovani creatori della capitale, raggruppa ogni mese più di 100 espositori (sui 400 che fanno parte del collettivo). 5.000 visitatori si ritrovano in un mercato coperto in inverno e, con l’arrivo delle belle giornate, all’aria aperta magiara.

Réka Matheidesz, una delle tre fondatrici della piattaforma, non è una designer ma garantisce il management del WAMP: «Esiste un mercato del design a New York, perché non dovrebbe esistere a Budapest?» Ogni mese, vi sono presentati abiti, bijoux, ceramiche, giochi, oggetti riciclati ecc. «Si tratta di un’opportunità incredibile per i designers perché molti creatori non hanno la fortuna di avere un negozio». Il WAMP li accompagna anche nello sviluppo del loro marketing : «Ogni mese, un designer è messo in primo piano per la qualità e l’originalità del suo lavoro e questo permette di pubblicizzare i migliori».

Festival internazionale del design

Oltre agli incontri mensili, WAMP organizza ogni anno un festival internazionale del design il cui obiettivo è quello di far nascere un dialogo internazionale fra designers e di far iscrivere i giovani creatori ungheresi in una rete professionale. L’ultima edizione, organizzata insieme ai Paesi Bassi, ha riunito più di 8.000 visitatori in tre giorni, fra sfilate, ateliers creativi e serata di chiusura. In futuro, il WAMP vorrebbe estendersi per impiantarsi in altre città ungheresi.

Dal 2006, più di 500 designers in erba vendono qui i loro prodotti

Tuttavia il collettivo non è un semplice mercato d’artigianato: «Connettiamo la creazione-design con altri ambiti per attirare l’attenzione sulla bellezza degli oggetti di tutti i giorni e creare nuove tendenze nel design ungherese». In un paese che resta fortemente marcato dal «Soviet way of life» e dai suoi oggetti correnti duplicati all’infinito, il design è una novità. «È solo da una decina di anni che si vedono delle reali iniziative - ci confida Réka – Ancora un po’ di tempo e potremmo vedere la nascita di un design propriamente nazionale».

Avendo spesso studiato all’estero e viaggiato molto, lo sviluppo in ambito europeo è una vera posta in gioco per le tre responsabili della piattaforma: alcuni designers hanno inoltre avuto l’opportunità di partire con il collettivo per rappresentare l’Ungheria durante eventi internazionali a Vienna, Berlino e anche a Pechino.

Il design non è un lusso

«Ciò che rende il design caro, sono i margini di profitto dei negozi di design. Moltiplicano facilmente il prezzo per tre».

La crisi economica? Mai sentito parlare! La maggior parte dei designers del WAMP godono di una fama sempre più crescente ed aumentano il loro fatturato. «Oggi, si vuole comprare solo ciò che è veramente economico , o unico. Ma noi rendiamo l’unico e l’originale, differente, ci dice compiaciuta Betty. Gli acquirenti sanno perché pagano determinati prezzi». Il design non è un prodotto di lusso come molti credono: ciò che rende il design caro sono i margini di profitto dei negozi di design sulle creazioni che gli affidiamo, moltiplicano facilmente il prezzo per tre - ci spiega Betty -, nel mercato WAMP, vendiamo le creazioni ai nostri prezzi». «Una ragione per far parte del WAMP - continua Réka – è quello di rendere il design accessibile: creare una passerella fra il pubblico ed i designers».

Il settore si rivolge del resto ad un pubblico piuttosto giovane, fra i 15 e i 35 anni, con una popolarità sempre crescente fra i giovani di meno di venti anni. Ma non solo: «Vedo sempre più delle madri arrivare in negozio con tutti i loro figli per fare il pieno di abiti - afferma Betty - il design si sta democratizzando».

Musu : «Pensare, ridere, funzionare»

Nonostante gli esiti positivi, non tutti i designers possono vivere delle loro creazioni, Betty è contenta di poter approfittare dell’appartamento del suo ragazzo. Molti altri hanno un secondo lavoro più rimunerativo. «Bisogna essere pazienti - afferma Réka -, quando abbiamo iniziato, WAMP era una passione, lavoravamo gratuitamente. Ora si tratta di un vero lavoro».

Betty ha inoltre una laurea in arte. «Fare del design è anche un modo di insegnare alle persone il senso della consumazione e degli acquisti. Non creiamo degli oggetti alla moda, ma oggetti che hanno un valore particolare». Non è dunque un caso che lo slogan del Musu sia «Pensare. Ridere. Funzionare». Ed effettivamente, il design ungherese sembra essere un affare che funziona.

Foto: Fabien Champion