Cultura

Il collettivo Voina: “Contro gli 'zhlob' al potere nella Russia di oggi”

Articolo pubblicato il 07 dicembre 2011
Articolo pubblicato il 07 dicembre 2011
La “street-art gang” (banda di artisti di strada), come loro stessi si definiscono, è nata a Mosca nel 2005. I suoi quattro membri principali sono il presidente Leonid Nikolaev e l’ideologo Oleg Vorotnikov, la coordinatrice Natalia Sokol e suo figlio di due anni, nonché attivista più giovane di Voina, KasperNon-Possiamo-Togliergli-Gli-Occhi-Di-Dosso Sokol.
La prima parte di un’intervista esclusiva traccia la loro breve storia.

cafebabel.com: Come è nata “Voina”?

Vor (alias Oleg Vorotnikov): Io mi sono laureato in filosofia all’università statale di Mosca (MSU). Koza ha un dottorato in fisica e collabora con il dipartimento di fisica molecolare della MSU. Leo è l’unico a non avere una laurea. Diciamo che è naturalmente dotato. Lo invidio un po’. Io e Koza abbiamo vissuto “off the grid” (Letteralmente “vivere fuori dalla griglia”, cioè vivere senza far affidamento ad alcun servizio pubblico N.d.T.) a Mosca per dieci anni, per sette dei quali abbiamo rinunciato all’uso del denaro. Abbiamo affermato che mangiare è un diritto, non un privilegio, e per questo ci siamo rifiutati di spendere soldi in cibo. Non abbiamo mai pagato niente. Eravamo interessati ad azioni sociali nello spazio urbano, al “come” vivere in una delle città più care al mondo rifiutando tutto ciò che ci viene imposto come necessario. Abbiamo via via rinunciato a tutto ciò che è “umano”: una casa, la ricchezza, un lavoro, una carriera. A Mosca tutte queste comodità dipendevano in un modo o nell’altro dalla lealtà al regime di turno, per il quale esiste un unico aggettivo: cannibalistico. Eravamo avversi al regime. Vivevamo in delle soffitte e passavamo le notti nei corridoi e nelle aule dell’università. In estate dormivamo per strada. Lo chiamiamo il “modo per non prostituirci”.

Koza (Natalia Sokol alias Kozlenok): Questo modo di vivere alla fine ha portato alla nostra prima esibizione di azioni di strada, che ha avuto luogo al Centro culturale DOM di Mosca. L’apertura dell’esposizione, nel maggio del 2006, ha segnato il punto di inizio dell’esistenza pubblica di Voina come “street art gang”. La nostra vita avventurosa e criminale riceveva una definizione estetica. Al gruppo ho dato il nome del mio compagno: “Vor” ha lo stesso suono di “war” (guerra in inglese N.d.T.), e “war” in russo è “Voina”.

Vor: tutta la nostra vita è una guerra senza fine, una guerra contro il filisteismo.

Leo: I nostri principali nemici sono la polizia corrotta e il regime russo, la personificazione del filisteismo aggressivo. Nella cultura criminale russa c’è una parola per indicare il filisteo aggressivo: zhlob. Sono gli zhlob che hanno il potere nella Russia di oggi. Sono sbirri col vestito da prete. Si sono appropriati del paese solo per poter riempirsi le tasche di denaro sporco. In sostanza è il trionfo della mentalità della polizia di stato e del reazionismo di destra spacciato per patriottismo. Un regno di zhlob. Quindi noi siamo contro gli zhlob.

cafebabel.com:Voina è composta da oltre 200 attivisti. C’è anche un nucleo principale?

Vor: La spina dorsale del gruppo, il suo nucleo ideologico è composto da poche persone. Al momento sono 13. I dieci del diavolo. Per me sono i veri leader di Voina. Kasper è il nostro attivista più giovane. È nato il 19 aprile del 2009 e da questa data in poi non si è perso nessuna delle nostre azioni. La prima iniziativa a cui ha partecipato è stata il concerto punk di Voina nel tribunale di Tagansky a Mosca, il 29 maggio del 2009. Il concerto si è svolto durante il processo contro i curatori d’arte Andrei Yerofeev e Yuri Samodurov, perseguiti per aver organizzato l’esposizione “Arte Proibita” al museo Sakharov. Di nascosto abbiamo introdotto in aula chitarre elettriche, un microfono e un amplificatore. Poi abbiamo interrotto il giudice con un’esibizione live della canzone All Cops Are Bastards (Tutti gli sbirri sono bastardi N.d.T.). Koza urlava al microfono tenendo tra le braccia il piccolo Kasper di un mese.

Leo: Kasper è il più giovane prigioniero politico in Russia. È stato arrestato tre volte dalla polizia russa in connessione con le nostre attività. Il 31 marzo 2011 la polizia ha arrestato Kasper in strada lungo il corso Nevsky nel cuore di San Pietroburgo. Lo hanno strappato con forza dalle braccia dei suoi genitori e lo hanno mandato in un ospedale come bambino non identificato.

cafebabel.com:Avete mai vissuto fuori dalla Russia?

Leo: Siamo russi. Non ho mai viaggiato all’estero e non ho in programma di farlo. È in corso una guerra alla distruzione nella Russia di oggi. Il regime si sta sbarazzando dei russi. Un gran numero di persone, soprattutto gente molto istruita, ha già lasciato il paese dopo aver tentato, senza riuscirci, ad avere successo qua. I progetti di vita di decine di milioni di persone che sono rimaste in Russia non sono riusciti a materializzarsi. Il responsabile di tutto ciò è il regime. Ecco perché non posso lasciare il paese. Per me la prima linea è qua.

Image: main, the group (cc) Voina/ wikimedia