Cultura

I Gravity Co: “Scappiamo dalle luci tradizionali della ribalta bulgara”

Articolo pubblicato il 11 settembre 2011
Articolo pubblicato il 11 settembre 2011
In Bulgaria si sono accaparrati praticamente tutti i premi, compreso quello di MTV come “Band del decennio” nel 2008, per aver abilmente rinvigorito la musica progressive in un paese post-socialista. I quattro rocker di Sofia spiccano nel panorama musicale bulgaro come alieni color liquirizia; e un quarto album è stato promesso per il 2011. Intervista.

I Gravity Co., da Sofia realizzeranno quest’anno un nuovo album "indietronico" (mix tra indie e elettronica, ndr), lo stile che li ha sempre contraddistinti. La loro musica combina elementi new wave a sapori elettro-pop, con l’aggiunta di un tocco di spirito britannico. La band, formatasi all’inizio come un semplice progetto per la composizione della colonna sonora di un video-gioco del 2001 chiamato Trans, ha fortunatamente deciso di continuare la collaborazione. I Gravity Co. non sono scritturati ma partecipano regolarmente al festival Spirit of Burgas. Nel luglio 2004, il singolo Wings tratto dal loro secondo album, è diventato il primo video musicale di un artista bulgaro ad essere mandato in onda su MTV. Quindi, chi sono i Gravity Co.? Il team di cafebabel.com a Budapest, ha incontrato Yavor Zahariev (voce), Peter Samnaliev (tastiere e programmatore), Ivo Chalakov (chitarre) e Stefan Popov (batteria) al festival ungherese di Sziget, dove hanno elettrizzato il palco Europe.

E’ difficile riuscire ad emergere in uno scenario di musica sofisticata come quello bulgaro?

Siamo la band che tutti amano odiare. Siamo lodati per il nostro suono ricco e pieno e vinciamo tutti i premi. Veniamo continuamente criticati tra le band di nuova generazione – le nostre canzoni sono tutte in inglese e rifuggiamo dalle luci tradizionali della ribalta bulgara.

Come definireste il vostro stile?

Amiamo i ritmi che pulsano nei synth, le linee di basso pesanti e le chitarre con distorsione fuzz. Su tutto questo, cerchiamo di stendere linee vocali calde e melodiche. E’ difficile includere il nostro suono in uno stile. Noi diciamo di essere una “band indietronica”.

Pensate che questa subcultura stia fiorendo nel vostro paese o è più di nicchia e intriga solo una modesta parte di pubblico?

Teniamo sempre gli occhi aperti su artisti nuovi ed interessanti, anche se di solito siamo sollevati nello scoprire che la competizione non è cambiata molto. La scena indie ha raggiunto il suo picco a cavallo del secolo e, da lì in poi, ha fatto un tuffo di testa. Tuttavia, noi speriamo ancora in un ritorno; vogliamo veramente che in Bulgaria suonino più band.

Come è stato il vostro concerto al festival di Sziget? Siete soddisfatti della vostra permanenza a Budapest?

Budapest è sorprendente! C’è un’atmosfera che non esiste in nessun’altra capitale europea. Ne siamo innamorati! Sziget ci ha fatto rimanere senza fiato. La nostra formazione, l’esibizione, la folla, tutto di prima qualità! Il nostro concerto è stato profondo. Abbiamo suonato su un palco più piccolo durante il pomeriggio e lo abbiamo fatto per un numero di persone minore di quello che avevamo sperato, ma pensiamo di aver trasmesso il nostro messaggio: “Siamo i Gravity Co. e siamo fantastici. Continuate a tenerci d’occhio!”. Ma dovete fare qualcosa per la vostra lingua. E’ impossibile da capire.

Pensate che l’influenza americana sia maggiore in Bulgaria che nell’Europa occidentale?

Il percorso di occidentalizzazione è simile in qualsiasi posto ti trovi. Sicuramente l’influenza americana è più visibile ma, grazie alla tecnologia, ora ci sono molte più tendenze da seguire. Oggi, passano più informazioni rispetto all’epoca socialista, quindi la gente può scegliere i propri valori. La Bulgaria non è molto diversa dall’Ungheria sotto questo punto di vista. Entrambi i paesi stanno passando un momento difficile cercando di riprendersi dai regimi oppressivi, ed entrambi, ora, fanno parte della comunità europea (rispettivamente dal 2007 e dal 2004, ndr).

Chi vi ispira?

Terry Gilliam, Steven Soderbergh, Guy Ritchie, Hunter Thompson, Joseph Heller, Jack Kerouac – siamo tutti appassionati di cinema e letteratura. La nostra libreria di influenze musicali cresce quotidianamente ma è sempre possibile trovare i Beatles e i Nine Inch Nails.

Create i meticolosi dettagli della vostra musica in modo consapevole, usando la razionalità? O è tutto frutto di fantasia inconsapevole?

Ivo, il nostro mastro compositore, dice sempre che la musica è una scienza esatta. Siamo una di quelle band che lasciano poche cose al caso. Preferiamo decisamente l’approccio analitico. In effetti, è incredibile il tempo che impieghiamo per parlare dei dettagli.

Poi ci sono i vostri video: vere e proprie opere d'arte.

Proviamo un amore sfrenato per l’arte e gli artisti. Se siamo devoti in modo maniacale ad un artista, ci spingiamo spesso molto lontano. Non siate quindi sorpresi nel vedere Petar indossare delle bretelle solo perché il suo attuale produttore di documentari preferito indossa le stesse.

Images: main and in-text (cc) Gravity co/ Myspace; video (cc) anji777 / youtube