Cultura

Eurovision: "sempre un evento politico"

Articolo pubblicato il 15 maggio 2017
Articolo pubblicato il 15 maggio 2017

Ogni anno, l'Eurovision importa un'enorme quantità di abiti colorati e canzoni pop di cattivo gusto da ogni paese del Vecchio Continente. Quest'anno, è stata la volta dell'Ucraina di accogliere questa parata di bandiere e buoni sentimenti, nonostante la sua complessa situazione politica. Benvenuti nella fanzone dell'Europa!

"L'Eurovision è soprattutto atmosfera!" Non importa se indossano trucco e abiti colori dei loro paesi o semplicemente vestiti casual, se hanno percorso molti chilometri o pochi isolati, se partecipano alla finale dal Centro Fieristico Internazionale di Kiev o vi assistono da uno dei grandi schermi installati in città; tutti gli spettatori sono uguali. Nadia, con la bandiera bielorussa a forma di cuore dipinta sulla sua guancia, spiega: "Mi piace vedere tutte queste persone diverse tra loro che si riuniscono e sostengono il proprio paese, che urlano il suo nome con orgoglio, e portando buonumore". Agli occhi di un adolescente, le feste gioiose dell'Eurovision sono più importanti della qualità della musica.

" È un po' pericoloso andarci"

Ma quest'anno, la politica si è fatta strada tra festeggiamenti. Il conflitto tra Ucraina, il paese organizzatore, e Russia ha dominato l'area negli ultimi tre anni. E nonostante il loro aspetto da groupie, Nadia e le sue due amiche non si fanno ingannare. "Sicuramente è un evento politico, e il fatto che questo evento europeo si stia svolgendo qui ha un significato", dice Tatiana (il cui padre è ucraino) prima di tornare ad un argomento più serio: "Comunque, qual è il tuo preferito?"

Il significato dell'evento, più che la competizione, è ciò che sembra aver affascinato Sergei e sua moglie Olga. Il giovane, che preferisce parlare in inglese piuttosto che in russo, confessa: "Non sono davvero un fan della musica dell'Eurovision". Il desiderio di sentire l'atmosfera che quella notte ha regnato nella capitale li ha spinti a raggiungere la fanzone, situata in via Khreschatyk, a pochi passi da piazza Maidan  . "Siamo qui per questo", dice riferendosi alla festa dietro le porte di sicurezza. "Il solo fatto di essere qui a parlare con te è incredibile!", continua, mentre un nordirlandese, un irlandese del sud e un finlandese avviano una discussione in fila. 

Indossando ciglia finte e abiti con i colori dell'Union Jack, queste due amiche seguono la gara da quando avevano sette anni e sono ora al loro quarto viaggio per partecipare alla finale. È questo l'aspetto dell'evento che gli piace di più, il fatto che le porti "in luoghi dove non andrebbero mai". "Quando l'anno scorso abbiamo visto che l'Ucraina era il paese vincitore, abbiamo esitato un po' perché pensavamo fosse un po' pericoloso andarci," ammette Catherina, battendo le sue ciglia argentee. Ma ora, intente a ballare e posare per alcuni selfie tra i tavoli in legno, concludono: "Kiev ha superato le nostre aspettative".

Lampi, fuoco incrociato e Gérard Depardieu

Mentre si continua a sparare colpi nell'est del Paese, un evento europeo come l'Eurovision rappresenta un'opportunità inaspettata per rafforzare l'immagine dell'Ucraina. E la campagna seduttiva del governo sembra riuscita. Alle 15:00 il Centro Espositivo Internazionale è già pieno di vyshivanka per la prova dei costumi. La tradizionale camicia ricamata dell'Ucraina si fonde non soltanto con tessuti di colore blu e giallo, ma anche con le bandiere di molti paesi come Svezia, Gran Bretagna, Germania e PoloniaLuc, che mostra orgogliosamente una maglietta con la scritta: 'Non far arrabbiare i fan dell'Eurovision', non rimpiange di essere partito dall'Australia. "Amo Kiev, sono rimasto davvero sorpreso dall'energia della città e dall'accoglienza dei suoi abitanti", dice prima di accendere la torcia del suo smart phone imitando l'effetto di un accendino. 

Nemmeno il divieto di entrare nel territorio che ha impedito alla candidata russa Yulia Samïlova di partecipare al concorso (a causa di un concerto che ha tenuto in Crimea nel 2015 senza passare attraverso l'Ucraina o avvertire le autorità del paese) è riuscito a danneggiare l'immagine di questa edizione 2017 dell’Eurovision agli occhi dei suoi appassionati”. "È sempre un evento politico", commenta  Ingrid-Louise   senza sorprendersi, "ma la legge ucraina è la legge ucraina, quindi credo che sia stato giusto applicarla". Ioulia, residente a Kiev, condivide la sua opinione. "L'hanno considerato scandaloso, ma non c’è niente di strano. Non è la prima volta che divieti come questo vengono applicati. È successo persino a Gérard Depardieu", spiega la giovane donna.  

Solo Anastasia, interrotta nel mezzo di una sessione fotografica presso la fanzone, sembra scettica: "Mi auguro che non si pensi a questo tipo di problemi e che si parli solo di musica." Anastasia può riprendere a posare tranquillamente ora che Salvadore Sobral ha soddisfatto la sua richiesta di una foto. Per la sua vittoria di sabato, l'anno prossimo il concorso lascerà l'est del continente per tornare in Portogallo, un paese che vive in pace con i suoi vicini dal 1918.