Cultura

Eugenia Loli: l'arte del collage diventa utopia

Articolo pubblicato il 21 novembre 2014
Articolo pubblicato il 21 novembre 2014

Quando l'arte incontra il vintage e i colori nascono composizioni che spingono l'immaginazione verso scenari inaspettati. È questo, in poche parole, il mondo di Eugenia Loli. L'artista ritiene che andare alla ricerca di uno stile preciso significhi togliere vita all'opera in sé. L'arte come non l'avete mai vista. 

Eugenia Loli nasce ad Atene, cresce a pochi km dalla città di Preveza, nel nord ovest della Grecia e vive per un breve periodo in un paesino di montagna. Dopo il trasferimento prima a Braunschweig, in Germania e poi nel Surrey in Inghilterra, parte alla volta della California del Sud con suo marito di origine francese. Per farla breve, Eugenia è cittadina del mondo. È importante tenerlo a mente quando si osservano le sue opere che creano suggestioni visive di oggetti e persone immersi in contesti surreali ed inaspettati. Quella di Eugenia è una vita dalla mille sfaccettature; un percorso che l'ha resta l'artista che oggi conosciamo. 

È durante la sua infanzia in Grecia che si manifesta il suo amore per il disegno, ma le scarse possibilità economiche la costringono a mettere da parte le sue aspirazioni artistiche per seguire la strada dell'insegnamento. Studia programmazione computer e divide la sua vita tra blog, cinema e animazione. Unendo le sue competenze, nel 2012 registra molti video musicali per artisti locali. «In un certo senso, l'arte del collage è venuta da sé», confessa.

La morte dell'Artista

Ma cosa c'è realmente nell'immaginazione dell'artista? Oltre ai mondi suggestivi e irreali che rappresenta nelle sue composizioni, Loli ha una serie di filosofie artistiche che potrebbero non essere colte a prima vista nelle sue opere. Sembra che Loli regali la sua arte, cosa che lascerebbe perplessi gli artisti che cercano di vivere del loro mestiere. «Credo che l'arte perda valore quando diventa puramente commerciale. L'artista pensa a seguire l'ultima moda artistica o soddisfare i desideri del cliente. Come posso farti capire chi sono se l'arte ha un prezzo? È un ossimoro. L'arte dovrebbe essere condivisa gratuitamente».  Alcune delle maggiori opere artistiche della storia non sono forse nate nella speranza di compiacere i committenti? Michelangelo Brunelleschi, ad esempio, non dipingevano per soddisfare i gusti dei loro mecenati? Ora viviamo in un'altra era; un'era dove i computer e internet fanno da padrone permettendo a chiunque di diventare un artista. Ed è proprio perché oggi c'è così tanta inflazione artistica che le dinamiche che portano un artista ad affermarsi sono sempre più complesse.

Per alcuni artisti è imperativo inquadrarsi in uno stile, per distinguersi dalla massa. Secondo Eugenia, questo è un errore. «Fissarsi su uno stile significa fare sempre le stesse cose; in questo modo le tue opere sono immediatamente riconoscibili e vendono più facilmente. È tutta qui la questione». I mecenati del Rinascimento utilizzavano le opere d'arte per manifestare il proprio benessere ma al tempo stesso avevano anche intenzioni più alte: riportare in vita e dare lustro agli splendori dell'antichità e far uscire la società dall'ignoranza. Nonostante ciò, i benefattori moderni e le gallerie fanno di tutto per svuotare l'immaginazione e limitare la libertà dell'artista spingendolo a realizzare opere ricavate dallo stesso stampo, in modo da fare soldi alla svelta. «Per vendere le loro opere più facilmente, le gallerie chiedono all'artista di limitarsi ad un unico stile e di non allontanarsene mai. Questo, secondo il mio modesto parere, crea stagnazione artistica e determina la morte dell'arte». Ma non dimentichiamo i collage di Loli. Osservando le sue opere, si notano alcune somiglianze. «Non penso di avere uno stile unico. Faccio collage di immagini dada, surrealiste e pop art. Ad ogni modo, nella maggior parte dei miei lavori, si rintraccia il sarcasmo che è una costante nelle mie composizioni. Se dovessi affermare di avere uno stile mio, quindi, direi che è l'ironia e non un aspetto estetico».

Photoshop come Mezzo

All'inizio, ero sorpreso dal fatto che Eugenia non ritagliasse foto da riviste per incollarle su tela o su carta. Tutti gli artisti di collage che ho incontrato fino ad oggi facevano questo e credevo fosse l'unica tecnica possibile. L'artista utilizza Photoshop ed ha scoperto, in questo modo, di poter rimanere fedele alla sua filosofia distribuendo gratuitamente i suoi lavori ad alta risoluzione. «Il motivo per cui lavoro in digitale è perché è più veloce e flessibile. Oltre a questo, i miei lavori, se stampati, sono identici ai collage su carta. Nonostante questo, come fanno gli altri artisti, devo acquistare riviste vintage e andare alla ricerca delle immagini più adatte. L'unica differenza è che utilizzo Photoshop per ritagliarle, anziché le forbici». Tutto ciò le permette di opporsi all'idea di «opera d'arte come pezzo unico» che molti collezionisti cercano e che lei invece definisce «cavolate d'élite». Dal suo punto di vista, è l'opera d'arte in sé che conta e non quanto è quotata da persone che hanno così tanti soldi da non sapere come impiegarli. «Non importa se è stata elaborata con Photoshop, o se è stata ottenuta ritagliando e incollando immagini prese da vecchie riviste. In fin dei conti, trattandosi della stessa opera e veicolando lo stesso messaggio, le considero identiche. E' il messaggio ciò che conta».

L'Arte come utopia

Senza ombra di dubbio, la sua filosofia non si basa solo su una visione negativa della relazione tra artista e mecenate. Fondamentalmente, Eugenia vede l'arte come utopia. «È ciò che accompagna la nostra vita ma anche ciò che dà voce alle nostre fantasticherie sul futuro del genere umano». A volte, passeggiando nel parco o in città, si sorprende a sovrapporre mentalmente immagini sulla realtà circostante e di questa abitudine a volte ci scherza su con suo marito. Anche se non ha fatto esempi concreti, possiamo immaginarla mentre vede con la fantasia piovre giganti avvolgere grattacieli con i loro tentacoli, o un mucchio di caramelle colorate uscire dai comignoli delle case. 

Grazie al fatto che la maggior parte delle sue composizioni hanno una licenza Creative Commons BY-NC, chiunque può scaricarle, stamparle e utilizzarle liberamente. Allo stesso tempo, Eugenia vende le sue opere a chi non abbia una stampante; offre perfino custodie per iphone o tende da bagno! Per scaricare o osservare tutte le altre opere dell'artista e per informazioni sull'acquisto, visita il suo sito o accedi a tumblr.