Cultura

Esplosione d’arte contemporanea a Lisbona

Articolo pubblicato il 12 dicembre 2007
Selezionato dalla redazione
Articolo pubblicato il 12 dicembre 2007
Chi sono gli artisti contemporanei lisbonesi? Chi vende? Chi compra? Chi organizza? Riesame dell’ingiustificato pessimismo creativo della capitale lusitana.

Una mattina a Culturgest

Miguel Wandschneider, di Culturgest

Culturgest è la fondazione di arte moderna e contemporanea più grande, ricca e attiva della capitale portoghese. Appartiene a una delle maggiori banche del Portogallo, la Caixa Geral de Depósitos. Il 38enne Miguel Wandschneider è curatore e direttore della sezione di Arti Visive. Ci racconta che esiste una nuova ondata di artisti in Portogallo, con figure emergenti come tra gli altri Pedro Reis e Vasco Araujo.

Wandschneider, in quanto curatore, ha tra i suoi obiettivi dal 2004, oltre che la presenza di artisti portoghesi, di «attrarre grandi nomi dell’arte moderna internazionale, come The Atlas Group o Robert Moulene, al fine di far creare produzioni proprie esclusive». Questo ha risvegliato molti giovani artisti. Dopo dieci anni da curatore, crede che il fatto che il Portogallo sia un Paese piccolo e periferico impedisca a molti artisti locali di aprirsi e mostrare il loro lavoro all’estero. A tutto questo si deve aggiungere, a suo avviso, che «il pubblico appassionato d'arte moderna a Lisbona è piuttosto ridotto, a causa di una mancanza di rivalità tra le fondazioni produttrici d’arte, le gallerie e gli artisti.

Zdb: l’ultimo grido

Natxo Cheka, di ZDB

Lo spagnolo Nacto Cheka, a Lisbona da 39 anni, ci spiega che il Colectivo Zdb, nel trendy Barrio Alto lisbonese, è un’istituzione e comunità indipendente di artisti nata nel 1994. «L’idea centrale è sempre stata quella che gli artisti producano i loro progetti senza nessuna limitazione commerciale. Qui si mescolano artisti che disegnano i loro progetti e altri invitati che espongono i propri.» Non mancano i compratori d’arte e curatori di tutta Europa che non siano al corrente delle loro nuove produzioni, dal momento che questo posto produce e vende progetti completi: fotografia, pittura, mixed media, installazioni e tutta una serie di performances. Cheka crede che «oggi ci sono meno ostacoli per un artista locale che vuole mostrare il suo lavoro all’estero».

Il giovane artista angolano, Yonamine nello Zdb

L’orientamento dello Zdb è molto internazionale. Il pittore angolano 32enne Yonamine, si trova qui per elaborare un nuovo progetto che presenterà nel 2008. È a Lisbona da due mesi e crede che «questa esperienza gli sarà di grande aiuto per perfezionare quello che ha in mente». E puntualizza che «non esiste un luogo ideale per creare arte, ma che l’importante è la gente che forma quel luogo».

Francisco Vidal nello Zdb

In un altro piano dello Zdb incontriamo altri artisti, intenti a lavorare a un progetto. Francisco Vidal, nato e cresciuto a Lisbona, ha studiato Belle Arti e questo è il suo secondo progetto per Zdb. Crede che «Lisbona e Zdb siano un luogo ideale per produrre arte».

Il Modulo: un pioniere

Teixeira nel suo studio

La fermata successiva è il Modulo, uno spazio incentrato sull’arte visiva. Il suo direttore e proprietario, Mario Texeira da Silva, di 50 anni, è uno dei nomi dell’arte contemporanea in Portogallo. Dagli anni Settanta partecipa a importanti esposizioni d’arte. In quell’epoca, «i controlli alle frontiere erano difficili e lo spostamento delle opere quasi impossibile», ricorda. Assicura che oggi esiste una nuova ondata di giovani artisti con lavori importanti. Nonostante la sua opinione positiva sulla nuova arte portoghese e il nuovo contesto creato dall'Ue, insiste sul fatto che «l’uscita di un artista portoghese non è facile perché, oltre all’inesistente appoggio dello Stato, molti artisti e curatori hanno fretta di mostrare opere che non “ dominano” al 100%».

Catarina Botelho: la nostra scelta

La giovane fotografa lusitana Catarina Botehlo

La fotografa Catarina Botelho, nata a Lisbona 26 anni fa, voleva diventare pittrice. «Esiste più movimento e dinamismo tra i nuovi artisti lisbonesi che altrove, ma non c'è stato un vero e proprio boom. Nella linea pessimista dei primi intervistati, ci racconta «di quanto è difficile per un fotografo partecipare a eventi europei».

«Riguardo alla fotografia», precisa, «non esiste nessuna scuola o movimento perché non esiste una tradizione». È cosciente del fatto che solo se oltrepassa le frontiere del Portogallo, potrà avere successo.