Cultura

Dove arriva "Cocaine man", arriva anche Baxter Dury

Articolo pubblicato il 30 aprile 2012
Articolo pubblicato il 30 aprile 2012
Baxter Dury si è esibito sul palco del Trianon il 22 aprile 2012, giorno del primo turno delle elezioni presidenziali francesi. Tra Lynch, Le Pen e una bottiglia di champagne, ecco la cronaca di una "Happy soup" onirica, bizzarra, fuori dal tempo e dallo spazio.

Braccialetto rosa, calzini da rugby rossi, sigaretta spenta sul cerchio del bicchiere. "Silencio".

Corridoi intonacati con foglie d'oro si ingarbugliano con i muri costellati di mattoni di legno chiaro. Con indosso cappello e calzature scarlatte, afferro il filo d'Arianna che mi guida nelle viscere di questo labirintico club parigino. Mi faccio largo nelle sale rivestite di specchi dove tronchi d'albero di plastica fanno emergere lanterne di pesci degli abissi venuti a divorare le loro prede. Ci troviamo a sei metri sotto terra, il soffitto luccica pochi centimetri sopra le nostre teste. Appare la pista da ballo dove due ragazze volteggiano al ritmo di musica anni '80. La bionda sembra nuda, la mora è coperta di paillettes. Si chiama Madaleine Hart. Stasera ha cantato sul palco del Trianon con Baxter Dury e lo ha accompagnato nel suo ultimo album. Lui sta parlando qualche metro più in là con un bicchiere in mano.

Inizia il concerto. Sono da sola allo stand che vende album e poster di Baxter Dury e dei gruppi che si esibiranno nella prima parte della serata: i Carly Sings e i We Were Evergreen. Non chiedetemi come sono finita lì. Gli altri venditori sono andati a fumarsi una sigaretta ed io sento le prime note di "Isabel".

Vestitino a fiori con collo alla Peter Pan, Carly mi fa visitare il backstage del Trianon. Il mio braccialetto di plastica rosa mi aiuta a scoprire i retroscena del teatro del XVIIIarrondissement. Scendiamo e saliamo per labirinti di scale e di stretti corridoi che conducono ai camerini, dove le pareti rivestite di una tappezzeria a quadri vecchia di almeno quarant'anni emanano un odore stantio. La giovane irlandese dalla voce soave e raffinata ha suonato all'inizio. «Ringrazio Baxter per avermi invitata a suonare sul palco del Trianon». Ha detto al pubblico sotto il rilievo di una donna nuda accompagnata da due cherubini. «L'ho incontrato quando lavoravo per una rivista musicale di Dublino. L'ho intervistato e così siamo diventati amici». Carly mi accompagna ad incontrarlo dopo il concerto ma, visto il grande successo, le persone si ammassano come sanguisughe intorno al cantante.

«Sembra che "the last bastard" di Francia si chiami Marine Le Pen. Non so. Può anche darsi che sia simpatica»

«Ho sentito che c'è stata una serata elettorale. Dobbiamo iniziare a parlare di politica? No!». Esordisce Baxter rivolgendosi al pubblico in un perfetto inglese cockney. Evidentemente gli piace giocare con il suo accento. Completo grigio e cravatta nera, capelli brizzolati e volto senza tempo, il figlio di Ian Dury (Sex, drugs & rock 'n' roll) ha saputo costruire il suo personaggio di gentleman inglese falsamente indolente. Larsen. «È il rumore che proviene da un altro pianeta» . Il temperamento aggressivo gli si addice. La canzone che segue spande nella sala del Trainon un aroma di pop psichedelico unito a suoni "della giungla". Prosegue poi parlando dei personaggi che lo fanno andare su tutte le furie (di cui aveva detto che non avrebbe parlato): «Sembra che "the last bastard" di Francia si chiami Marine Le Pen. Non so. Può anche darsi che sia simpatica».

Il camerino di Baxter Dury è immenso, raffinato, di tendenza, come tutta la gente qui presente. Anche il biliardino nero e grigio metallizzato è superchic. Il concerto è finito ma la serata è al culmine. Gli alcolici il pianoforte passano di mano in mano, una ventina di convitati si aggira per la terrazza mentre chi gioca a biliardino usa un tappo dello champagne come palla. Mezzanotte arriva in fretta, è ora di lasciare il Trianon.

Il brano Happy soup mi ricorda un po' Gainsbourg. Mi dicono che Serge è uno dei pochi compositori francesi che Baxter conosce e apprezza. «Adoro Parigi. E mi chiedo sempre se Marine Le Pen sia un uomo o una donna. "Whatever"». Baxter si è tolto il completo grigio e si aggira per il palco con una bottiglia di champagne a portata di mano mentre i suoi musicisti attaccano con Cocaine man. La folla è in visibilio davanti a quest'uomo che suona una Fender Rhodes e sa tenere il microfono con una classe ineguagliabile. "Here comes the cocaine man, here comes a man". Lascia il palco in un bagno di urla, di applausi e di "ti amo" o di insulti che giungono qua e là dai gelosi.

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Si sono riuniti tutti nel club parigino. La bionda balla, la mora piroetta. Baxter Dury non si ferma a lungo nel locale. Gli altri continuano a ballare o si fanno rapire dal potere onirico del luogo. La sigaretta si spegne meccanicamente sul cerchio del bicchiere che fa da posacenere. Marine Le Pen ha ottenuto il 18%. Non c'è più il gruppo. Né l'orchestra. "Silencio".

Foto di copertina e testo: © concessa cortesemente dal sito ufficiale di Baxter Dury; video : (cc)Youtube/indiegilles.