Cultura

Da Berlusconi a Helmut Kohl: achtung, biografia non autorizzata!

Articolo pubblicato il 17 marzo 2011
Articolo pubblicato il 17 marzo 2011
Beffati, investigati, glorificati: da François Mitterrand a Margaret Thatcher, passando per Nicolas Sarkozy e naturalmente Silvio Berlusconi, i leader mondiali devono fare i conti con decine di biografie cinematografiche non autorizzate.
E quando possono cercano di boicottarle: è il caso del trailer di Silvio Forever, censurato dalla tv pubblica italiana perché mette in scena la madre defunta del premier, la cui memoria verrebbe offesa.

 Dell’Italia si dice spesso che è un paese capace di vivere in un eterno presente. Zero passato, zero futuro. Un atteggiamento simile si riscontra in questi giorni: la Rai, la televisione di stato, ha censurato il trailer del film di Roberto Faenza e Filippo Macelloni Silvio Forever, a causa di non meglio specificate «immagini inopportune». Il riferimento è alle dichiarazioni di Rosa Berlusconi, madre del premier Silvio, ora defunta, che parlando del figlio (persona «di bontà e di generosità») afferma sicura che «non si vedranno mai foto di Silvio in giro con donne o altro». Mamma Rosa morì nel 2008, e forse è proprio da quel momento il suo giovanotto si trasformò in senex libidinosus.

La Lucky Red, società che ha prodotto il documentario, gongola. Tutta pubblicità. Anche perché in rete il trailer impazza. Seppure questo collage di battute e situazioni grottesche tenda a santificarne e celebrarne involontariamente il mito. Un approccio diverso da quello di Erik Gandini, che in Videocracy (2009, boicottato ugualmente da Rai e Mediaset) aveva trattato con toni horror-sociologici la società dell’apparire ed il «Berlusconi che è in noi», pur colpendo poco nel segno. Si trattava di un’operazione estetica piuttosto che etica.

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Le opere dedicate a Berlusconi in realtà si sprecano. Tra le prime, Quando c'era Silvio - Storia del periodo berlusconiano (2005) e Uccidete la democrazia! Memorandum sulle elezioni di aprile (2006), entrambi opera di Enrico Deaglio, Beppe Cremagnani e Ruben H. Oliva, giornalisti che hanno indagato tra ricchezze spuntate fuori dal nulla, potere delle immagini e dettagli grotteschi (ad esempio il mausoleo costruito in casa sul modello della tomba di Tutankamon). ThePrime Minister and the Press (Citizen Berlusconi) di Andrea Cairola e Susan Gray, coprodotto dalla Stefilm di Torino, dalla tv finlandese Yle e da Channel 13 di New York, è invece un’inchiesta programmata da diverse emittenti americane ed europee. Anche qui possiamo parlare di censura: in Italia non è mai stato trasmesso da alcun canale terrestre o digitale, mentre è andato in onda sul canale satellitare Current. Inoltre all’European Documentary Festival di Oslo del 2004 l’ambasciata italiana ha fatto forti pressioni sul direttore Vigdis Lian per cancellarne o sospenderne la proiezione dalla programmazione. Peggior sorte è toccata a Le dame e il cavaliere (2010) di Franco Fracassi, mai arrivato sui media italiani.

Nel resto d’Europa le cose non vanno poi così diversamente. In FranciaKarl Zéro e Michel Royer hanno suscitato risate e scalpore con le biografie non autorizzate di Jacques Chirac e George W. Bush in Dans la peau de Jacques Chirac e Being W. (ispirato nel titolo al film di Spike Jonze, Being John Malkovich). Lo stesso Karl Zéro era apparso nel video montaggio Peuple Fiction intento ad uccidere Jacques Chirac. Il risultato fu il licenziamento dall’emittente Canal Plus dove conduceva con successo la trasmissione 'Le Vrai Journal'.

In passato era stato Robert Guédiguian a mettere a nudo il re narrando gli ultimi giorni di vita di François Mitterand in Le promeneur du Champ de Mars. A Nicolas Sarkozy toccherà in anticipo: il 5 maggio uscirà nelle sale francesi il thriller politico di Xavier Durringer La conquête, biografia del premier transalpino dalla nomina a ministro degli interni nel 2002 all’elezione a capo di stato del 2007. Le fattezze di Sarkozy sono quelle di Denis Podalydès, attore già visto in À l’attaque! dello stesso Guédiguian, Laissez-passer di Bertrand Tavernier e Il est plus facile pour un chameau... di Valeria Bruni Tedeschi. Casuale chiusura di un cerchio?

Sul proprio ruolo l’attore ha dichiarato: «Nell’interpretare Sarkozy, il minimo che potevo fare era non giudicarlo e soprattutto non farlo diventare una caricatura. Il mio compito è stato quello di renderlo umano, di dargli profondità, di giocare con le sue contraddizioni». La risposta del presidente non si è fatta attendere, ironica e gradassa: «Non è giusto! Podalydès ha meno capelli di me!».

La dama di ferro e il cancelliere cuore di pietra

In Inghilterra Margaret Thatcher ha avuto il volto di Patricia Hodge nel docudrama di Michael Samuels The Falklands Play (2002); nel televisivo Margaret di James Kent è stata Lindsay Duncan ad interpretarla, mentre sono in corso le riprese di The Iron Lady, in cui sarà Meryl Streep ad incarnare l’ex primo ministro per la regia di Phyllida Lloyd. Negli altri ruoli, Jim Broadbent sarà il marito Denis Thatcher e Anthony Head il fidato Geoffrey Howe.

In Germania ha scatenato numerose polemiche The Man from the Palatinate (2009) di Thomas Schadt, film sulla vita di Helmut Kohl, cancelliere della Germania Ovest dal 1982 al 1990 e poi della Germania riunificata fino al 1998, andato in onda sulla televisione pubblica tedesca. Un polverone suscitato soprattutto dalle dichiarazioni di Walter Kohl, figlio di Helmut, che ha giudicato inaccettabile il modo in cui il regista ha dipinto suo padre, come se fosse un uomo distaccato dalla famiglia e interessato esclusivamente al potere. Torna in mente Paolo Sorrentino e la biografia del sette volte premier italiano Giulio Andreotti in Il Divo (2008): quarant’anni di storia politica italiana racchiusi in un paio d’occhiali, una gobba e un pugno di battute fulminanti.

Immagine home-page: (cc) Lucky Red ; Video: youtube