Cultura

Curt Ficcions: salvate il soldato cortometraggio

Articolo pubblicato il 23 novembre 2007
Selezionato dalla redazione
Articolo pubblicato il 23 novembre 2007
Mentre l’Accademia del Cinema spagnolo sottovaluta il cortometraggio, una selezione sottotitolata dei migliori corti del Paese, circola nei territori francofoni.

Cerimonia di premiazione dell'ultima edizione di Curt Ficcions nel marzo 2007. Il gruppo insieme ai vincitori. Al centro Carmen Isasa, direttrice dell'Associazione (Foto: Bertrand©)

I rappresentanti di Curt Ficcions sono dei veri don Chisciotte del cortometraggio spagnolo. Lottano contro i mulini a vento delle grandi distribuzioni a modo loro. Ogni anno il Festival spagnolo di cortometraggi più prestigioso di Spagna è frutto del loro lavoro. L'undicesima edizione del Festival avrà luogo nel febbraio del 2008. Intanto, mesi prima, selezionano i 21 cortometraggi finalisti, dei quali sette verranno proiettati per tre settimane nei cinema di Barcellona e Madrid. I cinque vincitori, eletti da giurati e pubblico, saranno in tournée fino alla prossima estate nei cinema di dieci città spagnole nelle quali si potranno vedere i cortometraggi prima dell’inizio del film in programmazione.

Cinque centesimi per i corti al cinema

Toni Bestard, uno dei vincitori della scorsa edizione, forte della sua opera Equipajes, ha dichiarato: «Il vero premio sta nel fatto che la gente può vedere il tuo corto al cinema». Inoltre non solo li portano sul grande schermo, ma hanno iniziato a esportali anche all’estero. Da quattro anni grazie alla collaborazione con l’Istituto Cervantes, una parte della squadra si occupa di sottotitolare in francese le migliori pellicole e di farle conoscere nel resto del mondo. Quest’anno dopo il Marocco e Bruxelles, fanno tappa a Parigi per poi ripartire per Lione e Bordeaux.

L'altra parte della squadra sta già organizzando il trasporto delle proiezioni da Barcellona, precisamente dal piccolo scantinato arancione con tanto di lucernaio situato in uno dei plumbei capannoni industriali del quartiere operaio di Plobenou. Lì, come un campo di battaglia, sono accumulate cartelle e pellicole delle dieci precedenti edizioni più altri festival simili. Dal suo quartier generale Carmen Isasa dirige l’associazione con la sua giovane squadra. «Da anni lottiamo per portare il cortometraggio sul grande schermo», afferma. E una delle sue proposte per renderlo possibile è «apporre una percentuale sul biglietto di 5 centesimi di euro per i corti che si proiettato prima dei film».

Dopo anni passati a proteggere queste proiezioni, sono stati introdotti nella produzione di un laboratorio di corti documentali che li ha portati fino a Tangeri (Marocco) e che secondo Carmen «è stato un primo esempio di produzione congiunta tra il Festival e l’Istituto che speriamo continui in altri paesi». Il suo discorso, inevitabilmente, porta a confrontare l’atteggiamento che ha avuto l’Istituto Cervantes nei riguardi dei cortometraggi (attraverso la collaborazione e la diffusione), con quello adottato dall’Accademia del Cinema spagnolo.

Gli indignati

La reazione dei registi non si è fatta attendere. E ha preso forma nella Piattaforma Indignati, un organo per protestare contro la decisione dell’Accademia del Cinema spagnolo di cambiare le regole per presentare i cortometraggi al Festival. Una decisione presa senza preavviso e dopo la data di consegna dei cortometraggi. Riducendo il tempo limite da 30 a 20 minuti provocando l’esclusione di molti candidati. E come se non bastasse, la consegna dei premi non avverrà nel galà televisivo “Los Goya”. Il manifesto della Piattaforma Indignati spiega che il Cortometraggio spagnolo «non è un genere minore in mano a giovani appassionati, ma una parte importante della nostra cinematografia che gode di un prestigio internazionale equiparabile al lungometraggio». In più aggiunge che «da più di dieci anni vedere cortometraggi spagnoli a Venezia, Berlino, Clermont-Ferrand, o agli stessi Oscar dell’Accademia di Cinema Americana, non è più un'eccezione bensì una cosa abituale». Tanto abituale che nella precedente edizione degli Oscar è stato nominato nella categoria di miglior cortometraggio A las 7:35 de la mañana di Nacho Vigalondo, premiato anche da Curt Ficcions. Anche J.A. Bayona, regista attualmente nominato agli Oscar con la sua prima opera El orfanato come miglior film straniero, è già stato premiato da Curt Ficcions nel 1999 per il suo cortometraggio.

Le idee, i temi e le critiche che coinvolgono i cortometraggi per poco non scampano alle censure e al politicamente corretto tanto amato dal grande pubblico consumatore. Questa essenza di libertà impedisce al cortometraggio di essere redditizio, ed è per questo che mantiene la stessa situazione nonostante i cambiamenti della tecnologia e delle abitudini. Sembra che il genere faccia fatica ad abbandonare questo rituale ambulante di circoli e di festival che calano il sipario dietro il cineforum.

Intanto Curt Ficcions continua a distribuire i corti gratuitamente e in varie lingue, aspettando l’ultima parola dell’Accademia di Cinema spagnolo che, forse, ha dimenticato come questo settore viva di festival e di premi, non di pubblicità.

CORTOMETRAGGIO CIRUGIA, UNA DELLE PELLICOLE PREMIATE ALLA 10ª EDIZIONE DI CURT FICCIONS

LA TOURNÈE FRANCESE

PARIGI 21 nov, 16.30h i 19.00h Cinema Le Latina

VILLEURBANNE 26 nov, 20.45h Cinema Le Zola

BORDEAUX 29 nov, 20.15h Centro Jean Vigo

La 11ª edizione del Festival Curt Ficcions avrà luogo nel febbraio 2008 a Barcellona e Madrid

Foto homepage e nel testo: (Curt Ficcions), vídeo: Cortometraggio 'Nasija' (M0nch4/Youtube), Cortometraggio 'Cirugía' (queridoantonio/Youtube)