Cultura

"Circus Bulgaria", esempio di narrativa contemporanea bulgara

Articolo pubblicato il 27 luglio 2012
Articolo pubblicato il 27 luglio 2012
Le cinquanta storie raccolte nell'antologia dello scrittore bulgaro e tradotte in lingua inglese da Kapka Kassabova, sono così intensamente ricche e cariche di stramberie che si è tentati di citare alla lettera pagine intere. È uno di quei rari libri in cui ogni parola sembra svolgere un ruolo da protagonista.

Il gusto finale che gli episodi di Circus Bulgaria lasciano in bocca vedono competere l'una contro l'altra tristezza, bellezza e stravaganza; ma ciò che più colpisce è l'ampio ricorso alla commedia – il grottesco o il personaggio eccentrico vengono sempre raccontati bonariamente; sembra essere un manifesto dell'ironia: l'espressione più brillante della condizione umana.

La voce degli spiriti di Sofia

Nato a Sofia nel 1960, Deyan Enev ha cominciato a pubblicare le sue raccolte di racconti quando il regime dell'ex dittatore comunista Todor Zhivkov cominciava a disgregarsi. Secondo la sua biografia ha lavorato come pittore, inserviente ospedaliero, insegnante e giornalista, rubando da ognuno di questi impieghi - come solo una gazza farebbe - le storie di una Bulgaria in continuo mutamento e al contempo immobile. Con la caduta del comunismo e con scrittori bulgari come Vladimir Zarev, che cominciavano a trovare un nuovo pubblico e scoprivano un più ricco materiale d'ispirazione grazie all'incontro con il capitalismo occidentale, Enev ha miscelato nel suo lavoro questi nuovi scorci di modernità post-1990.

Lo scrittore si è ispirato sia alle fiabe meravigliose del folklore bulgaro, sia alle leggende urbane che aleggiavano sull'utopica realtà comunista. Come prodotto di queste differenti voci ed epoche che 'conversano' tra di loro, Circus Bulgaria tocca l'apice dei lavori di Enev, unico interprete della voce degli spiriti di Sofia.

È insolito che metafore e sintassi di un intero libro incarnino fino alla più piccola particella la struttura dei suoi racconti, ma Enev sembra dipingere usando tutti i colori contemporaneamente, ogni riga è articolata come se fosse una storia a parte. Le molte caratteristiche che contraddistinguono i vari mondi vengono delineate, come se Circus Bulgaria potesse racchiuderli in un unico insieme: rituali, bugie, la paralisi che segue la perdita, la conformazione della campagna, l'originalità delle abitazioni, il mito dei grattacieli, delle scapole delicate come "ali di cavallucci marini", della pelle "tenera come la pellicola del latte appena bollito", la malinconia di scimmie ammaestrate, il segreto logico dell'emarginato, universi velenosi di un abuso incestuoso.

La descrizione di mondi emarginati sembra essere il terreno su cui Circus Bulgaria continua a tornare: scenari incomprensibili agli estranei, come il pesce mafioso, o le storie raccontate da strani personaggi dei boschi, o ancora il pianeta in cui è vietato camminare insieme, dove una coppia di sposi sta ben attenta a non sfiorarsi neanche a letto per paura di essere sentita. Quando gli amanti accettano stoicamente che le api invadano la loro casa coprendo il corpo della donna stesa a letto, ebbene tutto questo assume un senso ben preciso - in questo mondo – con la moglie che rassicura il marito, dicendogli: "non fare domande".

Ma sempre attuale è la storia dei personaggi che tentano di scappare dai loro mondi assorbenti o di sfidare la logica della situazione, come Niki-Nikola, l'Icaro ottimistico dei grattacieli di Sofia, o il ragazzo di quattro anni che, in occasione del suo compleanno, riesce ad entrare nella mente del proprio padre rinchiuso nel reparto di psichiatria. Nel frattempo, Zornista ha l'occasione di guadagnare e perdere un mondo quando, oramai non più così sola e con un nuovo lavoro, smette di parlare con le sue marionette francesi.

"Il linguaggio si insinua nel mondo naturale, e il mondo naturale diventa testo"

La pienezza dei racconti di Enev si raggiunge tenendo conto dell'alta considerazione che lo scrittore nutre nei confronti delle parole. Il linguaggio si insinua nel mondo naturale, e il mondo naturale diventa testo. Le parole "si posano sulle righe come colibrì" e fiocchi di neve brillano "come punti e trattini di un qualche nuovo e strano codice Morse", mentre una luna piena "continua a crescere fino a diventare più grande delle sue metafore". Ugualmente, sembra che le storie stesse continuino a crescere fino a diventare quasi troppo grandi per il libro, e che alcuni dei personaggi presenti in Circus Bulgaria siano schiacciati dal peso delle storie che devono raccontare.

Forse la bellezza spettrale del linguaggio di Circus Bulgaria, nella sua versione inglese, è in parte dovuta a Kapka Kassabova: scrittrice di grande talento nonché poetessa affermata. Qualunque sia la ragione, questi cinquanta racconti sembrano servirsi di una grande tavolozza fatta di esperienze umane e ricercatezza nel linguaggio, zoomando con una precisione di figure retoriche e timbro. Un vero e proprio dono, Circus Bulgaria è anche un'ottima introduzione alla narrativa contemporanea bulgara.

Cortesia di © Portobello Books Ltd; nel testo: Deyan Enev (cc) Justine Тoms/ wikimedia.