Cultura

Cinque quartieri gay friendly in Europa

Articolo pubblicato il 03 febbraio 2012
Articolo pubblicato il 03 febbraio 2012
Mentre spettacolari gay pride fioriscono in tutta Europa, ecco le squadre locali di cafebabel.com dai blog di Parigi, Lubiana, Berlino, Budapest e Atene sulla scena europea.

Lubiana: leader nella regione ma non ancora gay friendly

Episodi di discriminazione e perfino violenza negli ultimi anni indicano che Lubiana non è ancora pienamente considerata una città gay friendly. Un vero peccato, se si pensa che capitale slovena è stata tra i punti di ritrovo del movimento gay e lesbico in Europa centrale e orientale durante la metà degli anni ottanta. L’annuale film festival gay e lesbico di Lubiana, lanciato nel 1984, è più antico d’Europa nel suo genere. Per il venticinquesimo anniversario del movimento sui diritti dei gay il 24 Aprile 2009 è stato aperto a Lubiana il Centro Culturale Q. E’ stato realizzato da un progetto comune del “Skuc” (“centro culturale studentesco”), una delle organizzazioni artistiche e culturali più grandi della Slovenia, con i due club gay e lesbici più in vista: “Tiffany” e “Monokel”, situati nel centro culturale di Lubiana, Metelkova. Anche Café Open è un bar pubblico gay e lesbico molto carino, che ospita eventi culturali con tavole rotonde da tre a quattro volte a settimana. La Lesbian Library and Archive, fondata nel 2011, è un’altra organizzazione con sede a Metelkova, con la più completa collezione di letteratura sull’omosessualità in Slovenia.

Klub Tiffany, Masarykova 24, Metelkova, 1000 Ljubljana

Cafe Open, Hrenova ulica 19, 1000 Ljubljan

Berlino: tutto ciò di cui hai bisogno è amore

A prima vista, Berlino offre tutto ciò che un gay o una lesbica possano desiderare. Per bocca del sindaco, “Sono gay ed è una buona cosa!” è diventato lo slogan della città. La vita gay e lesbica a Berlino è diffusa ovunque, di solito dove ci sono grandi feste: Prenzlauer Berg, Kreuzberg, Friedrichshain e Mitte. La settentrionale Schoneberg è casa della classe media indigena, mentre Kreuzberg è luogo di attivismo politico. Solo dall’altra parte della strada rispetto al centro delle donne (Chocolate Factory ha festeggiato il suo trentesimo compleanno nell’ottobre 2010), il club SO36 ha avuto “lesbiche, gay, transessuali e loro amici incontratisi sulla pista da ballo GayOriental” per quasi otto anni. In ultimo, quasi tutti i negozi di Oranienstrasse nel cuore di Kreuzberg hanno poster in vetrina contro l’omofobia e le vittime del razzismo.

Oranienstr. 190, 10999 Berlin

Leggi l'articolo completo su cafebabel.com, Berlin: 'BLOG ACTION DAY Berlin - Stadt der Toleranz!?'

Budapest: una sola regina

L’idea di un quartiere gay a Budapest è da sempre in programma, ma le attuali condizioni economiche e politiche non favoriscono il mondo Lgbt. Tuttavia, Capella e Alterego bar&lounge sono gay friendly. Capella è stato molto popolare circa sei anni fa grazie alla regina senza corona delle drag queen, Lady Domper, che era solita a esibirsi nel locale. I deejay del Capella sono all'avanguardia nelle tendenze musicali, il chè può spiegare una diffusa presenza eterosessuale nel bar. Alterego ora ha una posizione di monopolio, accresciuta dalla sua posizione centrale, dal design moderno e pulito e dall'acquisto di Lady Domper come special guest. Feste illegali sono anche pubblicizzate via facebook, come brutkò diszkò (disco brutale), dove suonano deejay della radio Tilos, o la più recente, elegante e costosa Confetti.

Capella, Belgrád rakpart 23, 1056 Budapest

Alterego, Dessewffy u. 33. Nagymezö utca. Budapest, 1066

Leggi l'articolo completo su cafebabel.com Budapest: 'The gay community of Budapest still stays hidden'

Parigi: quartiere gay, ebreo e snob tutto in uno

Paris, le MaraisA Parigi, la zona centrale del Marais è associata alla comunità lesbica, gay, bisessuale e transgender della capitale. Negli anni ottanta gli omosessuali divennero sempre più visibili lì, quando il Marais era ancora in ristrutturazione e gli affitti bassi allettavano proprietari di locali e ristoranti. Trendsetter ne affollavano le strade, manifestando il proprio orientamento sessuale sempre più apertamente. Ora il Marais è quartiere di boutique e ristoranti costosi, case di colletti bianchi, famiglie benestanti e artisti, sebbene rimanga il fulcro della vita notturna gay e dello shopping alternativo o di seconda mano. La gente vive soprattutto nel decimo, undicesimo, diciassettesimo o diciottesimo (nella parte orientale e settentrionale della città) arrondissement di Parigi, più convenienti e cosmopoliti. Oggi, il Marais non è più il principale centro della vita gay e lesbica, ma rimane comunque un ottimo posto dove divertirsi.

Leggi l'articolo completo su cafebabel.com di Parigi:'Gay Blog Action Day: où est le quartier LGBT à Paris ?'

Atene: Lesbo

L’omosessualità è tabù in Grecia, ma Atene è considerata “la più tollerante”. Bar gay hanno aperto nel quartiere da poco rinnovato di Gazi, nel 2007, e l’omofobia è oggi meno diffusa.

Il 4 giugno 2011 nella città di Atene si è tenuto il primo gay pride. La maggiorparte dei Greci pensa che gli omosessuali rimanga “lontana” dalle città, il che non è completamente falso: infatti scelgono di andare in vacanza in una delle isole Mykonos o nell’isola di Lesbo. Come suggerisce il nome, l’ultima è famosa per essere un’isola lesbica dai tempi degli antichi Greci. I moderni hanno il solo difetto di non accettare il fatto che nei tempi antichi le relazioni omosessuali tra uomini fossero una pratica comune, dal momento che ogni uomo aveva il diritto di avere rapporti sessuali con un suo "pari”, dato che le donne erano considerate inferiori.

Leggi l'articolo completo su cafebabel.com Atene: 'Gay neighborhood (sic) in Greece'

Foto di copertina: (cc) mimolag; testo: (cc) TOF alias christophe hue; (cc) D1v1d/Flickr; video: gay19891005/ Youtube