Cultura

Che strano cambio in questa stagione turca

Articolo pubblicato il 09 novembre 2009
Articolo pubblicato il 09 novembre 2009
Turchia non significa solo kebab e hamman. La stagione turca in Francia tenta di aprire gli occhi dei cittadini d'Oltralpe su un paese «dinamico e moderno». Un evento culturale di un certo spessore… con uno sfondo politico: l’opposizione di Sarkozy all’ingresso della Turchia nell’Unione Europea.

Foto di Vincent Montibus/ photos.montibus.net/panoramiques/La Tour Eiffel ha brillato di mille luci dei colori della Turchia dal 6 all’11 ottobre 2009. Strano, no? No, perché dal primo giugno e per sei mesi è partita in Francia la stagione turca. «Questo evento è l’occasione per i due paesi di abbattere i luoghi comuni e smetterla di guardare alla Turchia con occhio orientalistico», afferma il curatore Stanislas Pierret. «I media sono responsabili della mancanza di informazioni su questa nazione. Oltre alle idee che ne abbiamo, la Turchia ha una cultura e una geografia ricchissime. Dai problemi delle minoranze alla questione della laicità, vorremmo tratteggiare un ritratto autentico di una Turchia multiculturale», prosegue.

Per nove mesi, quindi, sono state organizzate numerose attività in molte delle principali città francesi, dal teatro alla danza, dalla fotografia alla letteratura, dalla musica all’architettura, passando anche da cucina e sport. In totale più di 400 attività culturali.

Relazioni tese con Sarkozy

Naturalmente la questione dell’entrata della Turchia nell’Unione Europea è nella mente di tutti. Il fotografo Attila Durak ha realizzato un reportage ambientato nei quattro angoli della Turchia per mostrare i 44 gruppi etnici, linguistici e religiosi che vi vivono, le sue foto sono attualmente in esposizione a Bordeaux, nella Gironda: «Non accettare la Turchia nell’UE significa respingere questi gruppi, impedire agli armeni, ai curdi, ai circassi di prendervi parte», non ha esitato ad affermare Durak al momento dell’inaugurazione della sua mostra. Parigi, stesso registro il 6 ottobre 2009: mentre insigniva di medaglie d’argento il fotografo Ara Guler, lo scrittore Orhan Pamuk (già premio Nobel per la letteratura) e Nuri Bilge Ceylan, regista premiato a Cannes, Bertrand Delanoë, sindaco della capitale francese, ha precisato l’importanza della Turchia per un’Europa democratica, sottolineando la forza della sua cultura e della sua civiltà.

Foto di DR Jean-Philippe BALTEL/ .saisondelaturquie.fr/Questa stagione culturale in Francia è ambiziosa per la Turchia, che prima d’ora non si era mai vista coinvolta in un programma di tale ampiezza in una nazione estera. Nel 2006 gli allora presidenti Ahmet Necdet Sezer e Jacques Chirac si erano accordati per un budget di 23 milioni di euro. Dal 2007, tuttavia, le relazioni franco-turche sono diventate più tese e si è perfino rischiato che tutto saltasse. Nel giugno 2009 il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha minacciato di annullare tutto: «Sarkozy rimpiangerà le proprie azioni, presto o tardi. Avevamo contatti con l’ex presidente Jacques Chirac e non abbiamo mai percepito in lui un atteggiamento simile», avrebbe affermato secondo il quotidiano Le Monde, «esasperato da una campagna portata aventi in Francia, prima delle elezioni europee, contro l’entrata della Turchia nell’Unione Europea». Sullo stesso tema, il Salone del libro di Parigi, che nel 2010 doveva essere consacrato alla Turchia, ha optato per un cambio di direzione. Gli organizzatori preferiscono evitare un tema troppo a rischio e che non farebbe onore a nessuno dei due paesi.

Trovi qui tutto il programma

Da scoprire a Parigi: il Caffè turco al Jardin des Tuileries con concerti e ateliers, le mostre “De Byzance à Istanbul : un port pour deux continents” (Da Bisanzio ad Istanbul: un porto per due continenti), al Grand Palais fino al 25 gennaio, e “A la cour du Sultan : Caftans du Palais de Topkapi” (Alla corte del Sultano: caffettani del palazzo di Topkapi), al Louvre fino al 18 gennaio.