Cultura

"Che palle": come sdoganare la volgarità

Articolo pubblicato il 19 novembre 2008
Articolo pubblicato il 19 novembre 2008
Ode ai miei colleghi che evocano, spesso, i maroni. Agli occhi di una tedesca l’attitudine latina di usare il turpiloquio sembra una particolarità dell’Europa del Sud.

«Che palle!», esclama la mia collega italiana: Internet ci ha lasciato per l’ennesima volta. Questa cosa inizia a“rompere i coglioni”. 

In Italia sono abituati al turpiloquio, soprattutto genitale, per manifestare i sentimenti. E la cosa non sciocca. Il significato volgare del termine è praticamente perduto. In Germania, se una ventenne utilizzasse tanto frequentemente parole come “Nüsse”, “Eier” e “Sack” (“noce”, “uovo” e “sporta”, teutoniche metafore dei testicoli) verrebbe, almeno, guardata con sospetto.

L’espressione piuttosto secca “Das geht mir auf den Sack (“non mi rompere la sporta”, una sorta di “non rompere i coglioni”) è utilizzata piuttosto di rado. Lascia basiti, invece, con quale banalità le lingue romane ci si lanciano senza complessi. “Non mi rompere i coglioni” o “le palle” passa molto naturalmente tra colleghi, al lavoro.

La variante sul tema, “maroni”, ha permesso in italiano, alcune battute sull’omonimo Ministro dell’Interno, il leghista Roberto. Il Manifesto non si è risparmiato, in copertina, La rottura di Maroni, al momento delle sue proposte sull’immigrazione. L’uso che gli spagnoli fanno delle “espressioni genitali” è altrettanto divertente. E un collega me lo spiega in modo piuttosto chiaro: «In Spagna tutto quello che è positivo è paragonato ai coglioni, quello che è negativo con il sesso femminile». Quindi abbiamo “cojonudo”, cioè qualcuno o qualcosa “con i maroni”, per dire che qualcosa “è figo”. Quando si muore dal ridere ci si “descojonarse”, ci si “scogliona” insomma. Il contrario che in Italia.

In spagnolo si può praticamente esprimere tutto usando parole che girano intorno alla genitalità. Si possono avere le “palle quadrate” (“tener los huevos cuadrados”) o portarle come una cravatta (“tener los cojones de corbata”). Ma i francesi, anche se non se non te lo aspetteresti, fanno la loro parte: “être couillu” significa avere fortuna.

Ma non esagerate: la situazione potrebbe degenerare e tutto “partir en couilles". Che palle cari colleghi!

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