Cultura

«Capitale europea della cultura», Istanbul freme

Articolo pubblicato il 08 novembre 2006
Selezionato dalla redazione
Articolo pubblicato il 08 novembre 2006
Il museo “Santral Istanbul” aprirà le porte nel 2007. Una tappa in più per il grande appuntamento del 2010.

«Anche voi potete avere la vostra Tate Modern Gallery». La profezia, pronunciata da Donald Hyslop, uno dei responsabili del celebre museo britannico, ha incoraggiato la popolazione di Istanbul riunita in occasione di una conferenza all’Università Bilgi. Ed è cosa fatta, o quasi. “Santral Istanbul”, uno dei più imponenti progetti culturali europei di questi ultimi anni, aprirà le porte all’inizio del 2007.

Iniziati dall’Università Bilgi di Istanbul, i lavori di riconversione della centrale elettrica di Silahtara, situata nel cuore del Corno d’Oro, uno dei più antichi quartieri industriali della città, mira alla creazione di un museo di arte contemporanea che funga anche da residenza per artisti, biblioteca e museo dell’energia, lanciando così l’antica Costantinopoli nella rete mondiale della creazione contemporanea.

Se il Guggenheim patrocina...

Durante la conferenza per la presentazione del sito, uno dei fondatori della Friche de la Belle de Mai, antica fabbrica di tabacco marsigliese riconvertita in piattaforma culturale, si è avvicendato all’ex direttore del museo Guggenheim di Bilbao, Thomas Messer, per presentare Santral Istanbul. Un patrocinio prestigioso che la dice lunga sull’ambizione del progetto.

“Santral” e il suo futuro sito di 118.000 metri quadrati scommette su due aspetti della vita artistica: le produzioni riconosciute dalle grandi strutture culturali e le alternative più anarchiche, nate dalle zone industriali e dai luoghi di creazione alternativi. Museo di arte contemporanea di ampio respiro internazionale e vivaio di quasi 1000 giovani talenti, creatori e ricercatori ospitati ogni anno nella residenza.

D’altra parte, gli obiettivi dei fondatori di “Santral Istanbul” – creazione, scambio e multidisciplinarietà – riprendono il credo di numerosi luoghi alternativi europei. Dalla Friche de la Belle de Mai all’UfaFabrik di Berlino, passando per le Halles di Shaerbeek di Bruxelles, l’Usine di Ginevra, il Bloom di Milano o ancora l’Atenaou popular di Barcellona. E il fatto di essere sotto l’autorità di una struttura istituzionale non ostacola l’iniziativa di Istanbul di abbattere le barriere e investire nello spazio urbano.

Con un approccio partecipativo, l’iniziativa intende estendere il suo raggio d’azione ben al di là dei muri della centrale, attraverso laboratori di arte urbana, mobilitando l’area d’installazione e i suoi abitanti. Una rinascita per questo quartiere industriale sulle rive del Corno d’Oro abbandonato da tempo.

Non solo Santral. Obiettivo 2010 per Istanbul

Ma “Santral” non è l’unico progetto che gli abitanti di Istanbul vedranno fiorire. Nel suo cammino verso l’adesione e avanzando verso il suo status di capitale europea della cultura, la città, che ha da poco aperto tre nuovi musei di portata internazionale e sta riconvertendo numerosi siti destinati alla cultura.

Le opere di Picasso o Rodin vedranno molte sale d’esposizione pronte ad accoglierle. L’arte contemporanea procede insieme alle opere dell’età ottomana, e così i più grandi artisti dell’arte moderna turca sono esposti accanto ai pezzi di antichità… E non è che la punta dell’iceberg. Il restyling della città darà una nuova vita agli edifici ottomani e i centri amministrativi storici diventeranno musei.