Cultura

Bulgaria, alla scoperta delle chiese medievali abbandonate

Articolo pubblicato il 20 luglio 2015
Articolo pubblicato il 20 luglio 2015

Sono stati praticamente dimenticati e lasciati in pessime condizioni. Il fotografo inglese James Crouchman, desideroso di documentarne l'esistenza, sta riscoprendo i monasteri e le chiese medievali sparsi in tutta la Bulgaria.

«Tutti parlano della Bulgaria per il suo patrimonio naturale. Nonostante ciò la verità è che ci sono altri Paesi dotati di altrettante bellezze, ma la Bulgaria ha qualcosa di unico, che non si può vedere da nessun'altra parte: chiese e monasteri medievali. È questo il vero patrimonio del Paese», afferma il fotografo inglese James Crouchman, osservando le foto dei posti da lui visitati.

Ripete, scandendolo, il nome di un villaggio mai sentito prima (nonostante io sia bulgara), così come farebbe una persona del luogo per spiegare un nome a uno straniero: M-a-l-o-m-a-l-o-v-o. Vicino al villaggio c'è un monastero abbandonato.

Esplorando l'ovest della Bulgaria 

Il nuovo progetto del trentenne di King's Lynn riguarda le chiese e i monasteri medievali in Bulgaria. James, che precedentemente ha vissuto in Sicilia, non solo abita a Sofia, la capitale, ma viaggia per il Paese esplorando e fotografando le tradizioni e i luoghi storici nell'area nordoccidentale della Bulgaria. Riscopre luoghi poco conosciuti anche dagli stessi bulgari. Molte di queste costruzioni hanno più di 700 anni e risalgono al periodo medievale.

«Concentriamoci su tre siti di questa regione: Godech, Dragoman e Trun. Per me in questa zona c'è qualcosa di magico,» afferma James. «Era piuttosto fiorente al periodo dell'Impero Ottomano. Qui le persone sapevano costruire chiese e creare stupendi dipinti». James sta imparando molte cose sulle chiese e le leggende che si dicono su di esse, grazie alle persone del luogo che spesso incontra mentre visita la zona. Come un cronista di luoghi dimenticati, James parla con la gente e imprime nella memoria i loro racconti, camminando per chilometri attraverso montagne e pianure, e fotografando affreschi sbiaditi e fatiscenti, ma ancora splendidi.

Chiese e monasteri "di nessuno"

La maggior parte di quelle chiese e di quei monasteri sono in condizioni pessime e necessitano un restauro immediato. Stanno crollando a pezzi sotto l'azione erosiva del tempo, ma anche per mancanza di manutenzione. Alcuni di esse hanno chiavi nascoste lì intorno, molte sono chiuse, ma altre sono aperte, come se ci fosse una mano invisibile a spingere i portoni d'ingresso.

«Sono giunto in Bulgaria perché volevo trovare un posto che per me fosse inconsueto, come una tela bianca. Questo mi è sembrato il luogo adatto. Sono sempre stato interessato a questo tipo di ambientazioni e il nord-ovest della Bulgaria è una delle regioni più ignote d'Europa. Tempo fa, nel villaggio di Godech, ho incontrato un'anziana signora che mi ha raccontato le storie sulle chiese e i monasteri nascosti nella regione e io ne sono rimasto affascinato».

Molte di esse sono totalmente abbandonate, come la chiesa di Sant'Elia (Sveti Iliya) nel villaggio di Gorochevtsi, messa da parte come un vecchio libro aperto. Non molte vengono risparmiate da incursioni e saccheggi, come nel caso del monastero Malomalovski. Con una storia secolare (anche se non sappiamo quando sia stato fondato, le fonti letterarie durante il periodo ottomano sono andate distrutte), il monastero su successivamente razziato negli anni Novanta.

I custodi (in)cosapevoli del tempo

«Sono diventato ossessionato da queste chiese. Mi sorprende il fatto che le persone non ne parlino molto, per la loro bellezza e per la loro desolazione; raramente ci sono foto di questi luoghi,» afferma James. «Da una parte sono felice, perché significa che sono come un esploratore e mi piace sentirmi tale. Ma dall'altra tutto questo è molto triste».

«È meraviglioso: tempo fa una donna mi ha rivelato dove si trovava la chiave di una delle chiese nella Stara Planina (antica montagna, n.d.r.) dell'Ovest, ma ho dovuto promettere di non dirlo a nessuno, poiché solo la gente del luogo lo sa,» racconta ancora James.

«Sono così tante, non è facile elencare solo le più importanti. Ad esempio, la chiesa di San Nicola (Sveti Nikola) a Kalotina, risalente all'incirca al 1331 (durante il regno dello zar bulgaro Ivan Aleksandar), è stata lasciata aperta. Una piccola ed anziana signora aveva le chiavi di una delle più ammirevoli chiese medievali che io abbia mai visto. Tuttavia, gli affreschi sono quasi del tutto sbiaditi. Poi c'è la chiesa di San Spas a Vasilovtsi, che è come un miracolo: una chiesetta che contiene degli affreschi straordinari».

«Per me, la fotografia documentaria è molto importante e dovrebbe catturare il bello e il brutto,» conclude Crouchman. «Mi accorgo che i bulgari vogliono che solo il bello venga fotografato. Bisogna tenere entrambi sott'occhio. Non si possono cambiare le cose, nascondendole: bisogna mostrarle. Questo è la maniera per arrivare a un miglioramento attraverso il cambiamento».