Cultura

Budapest: Darth Vader contro "il monopolio della destra" sull'arte

Articolo pubblicato il 02 maggio 2013
Articolo pubblicato il 02 maggio 2013
Cosa succede quando le autorità deludono i cittadini? In Ungheria, gli artisti hanno deciso di gestire il problema loro stessi e hanno, inconsapevolmente, creato un nuovo movimento artistico contemporaneo, allestendo una protesta decisamente non convenzioanle fuori dal contestato centro d'arte contemporanea della città.

Il critico d'arte ungherese József Mélyi scoppia a ridere mentre Dezső Szabó tira fuori una maschera di Darth Vader dalla borsa e la allaccia, tenendo in equilibrio la sigaretta con la mano. Szabó sale le scale della galleria d'arte Mucsarnok di Budapest e rimane in piedi tra le enormi colonne che incorniciano l'ingresso. Si mette le mani sui fianchi mentre viene immortalato dalla fotografa Dorottya Vékony. Cosa penserebbe Santo Stefano, patrono delle arti raffigurato nel mosaico sopra di lui, di quest'uomo vestito di nero?

Darth Vader è solo una delle azioni intraprese dagli artisti di Budapest contro la decisione di lasciare che l'Accademia di Belle Arti ungherese (MMA) arrivi a ottenere un monopolio sulla scena artistica nazionale. Ogni settimana, József Mélyi, che insegna anche all'Università di Belle Arti (HUFA), e i suoi due dottorandi, Márton Pacsika ed Eszter Ozma, si ritrovano qui con un nuovo gruppo di artisti per protestare contro la MMA, accademia d'arte conservatrice, considerata oggi la massima autorità dell'arte in Ungheria. Insieme, fotografo e artista, creano un'immagine che verrà poi aggiunta al blog Kívül tágas. Márton Pacsika dice: "Grosso modo, significa 'fuori è più spazioso', ma è anche una maniera gentile per dire 'Vai via' in ungherese". "Abbiamo discusso a lungo sull'opportunità di uscire e sederci davanti al Mucsarnok per una settimana o una notte", dice József Mélyi riguardo al modo di reagire alla decisione di consegnare il salone dell'arte nelle mani della MMA.

Invece, alla fine, hanno optato per una protesta artistica a lungo termine. "L'unica possibilità che abbiamo è di mantenere la questione nella sfera pubblica fino alle prossime elezioni del 2014". E così le scale che portano fino all'entrata con l'immensa Piazza degli Eroi di fronte sono diventate un nuovo, inaspettato, scenario per l'arte contemporanea ungherese.

Il patrocinio di Fidesz

Guardando in alto verso l'enorme edificio, Dorottya non riesce a esprimere a parole la sua opinione sulla MMA. "Ed è anche per questo che sono qui", afferma. La 'Magyar művészeti akadémia’ (MMA) è stata fondata nel 1992 come accademia d'arte privata da un gruppo di artisti conservatori. Nel 2011, un anno dopo la vittoria del partito Fidesz di Viktor Orbán che ha concesso alla destra i due terzi del parlamento, è diventata l'accademia d'arte ufficiale dell'Ungheria ed è stata inserita nella costituzione. I rappresentanti del Ministero delle risorse umane non rispondono alle mie domande sulla concessione del potere alla MMA ma mi indirizzano alla stessa accademia, che risponde indirettamente: "Siamo pienamente consapevoli di entrambe le opinioni, quelle a sostegno e quelle contrarie, riguardo il futuro funzionamento della galleria. Tuttavia, le critiche, adesso, non possono essere così parziali e feroci, dato che la collaborazione tra i due istituti appartiene ancora al futuroe ancora non c'è nulla di stabilito".

La controversia ha coinvolto il direttore della MMA, György Fekete, 82 anni, che in un'intervista ha dichiarato che gli artisti dovrebbero essere orgogliosi della loro nazione e non dovrebbero criticare l'Ungheria né la religione. Di recente, ha accusato di blasfemia nazionale una mostra al Mucsarnok chiamata "Che cos'è l’ungherese?". Poco tempo dopo, è stato annunciato che la MMA si sarebbe insediata nel Mucsarnok. La MMA non manderà via l'attuale direttore, Gabor Gulyás, che era stato nominato dal governo Fidesz, ma egli stesso ha dichiarato che si dimetterà non appena il cambiamento sarà effettivo.

Sputa il rospo

A parte una quota politicamente distorta di gallerie e istituzioni che godono di un finanziamento statale, il giornalista culturale András Földes teme che tutti gli eventi e le sedi destinate all'arte indipendente possano essere chiuse. "I musei ungheresi hanno già difficoltà a pagare il riscaldamento", dichiara all'ufficio del suo quotidiano online Index. "Gli storici si stanno sistemando in coppia come guardie del museo a causa dei tagli al personale". Secondo Földes, non tutti gli artisti MMA appoggiano Fidesz o si interessano di politica. Ci sono anche i soldi. Gli stipendi mensili che prendono i membri della MMA sono un'eccezione nella scena artistica ungherese. Non si oppone nessuno? "Chi è contrario non è più un membro", risponde. Nel dicembre 2012, undici membri si sono dimessi, ma circa 250 sono rimasti. L'età media è oltre 65 anni, e ci sono poche donne. Földes tira fuori il suo cellulare per mostrare una foto scattata da una delle file posteriori di una riunione della MMA, che fa vedere un gruppo di teste da dietro: "Vedi, hanno tutti i capelli bianchi".

"La gente pensa che il potere culturale della MMA sia una sorta di risarcimento per il passato, quando tutti gli artisti conservatori sono stati repressi durante il socialismo"

A dicembre, gli artisti liberi del collettivo di protesta si sono imbucati in una riunione. Un membro della MMA ha colpito un dimostrante con un raccoglitore, e i dimostranti furono marchiati come 'comunisti' e 'bolscevichi'. "La loro reazione dimostra come le frustrazioni e le confusioni passate derivanti dalla storia travagliata dell'Ungheria siano ancora presenti", dice Márton Pacsika, che ha preso parte all'evento. "Pensano che il potere culturale della MMA sia una sorta di ricompensa per il passato, quando tutti gli artisti conservatori sono stati repressi durante il socialismo. È la presa della cultura da parte della destra. Ogni regime autoritario comincia cercando di occupare ogni aspetto della vita quotidiana: cultura, politica, economia. Viktor Orbán non è interessato all'arte. Sta concedendo denaro e potere all'MMA per evitare che questa se ne debba preoccupare. Ci sono artisti di talento nella MMA, ma il problema è che vogliono dare vita a un sistema culturale. Dico io, lasciamo che il sistema culturale si crei da solo dalle radici popolari e non grazie a questa guida forzata in tutto e per tutto".

Nel Mucsarnok sono esposte le opere d’arte di Imre Bukta, uno degli artisti usciti da poco dalla MMA. I membri dello staff qui non amano parlare. “Io sto attento”, racconta uno dei dipendenti, che acconsente a parlare in maniera anonima al centro della grande sala. “Molti dipendenti sono preoccupati per il lavoro; non credo che lo staff cambierà, solo l’arte”. Bálint Csaba, uno giovane studente di cinematografia arrivato all’esibizione, non ci mette molto a definire i cambiamenti della MMA “scandalosi”. Spera che l’arte ungherese possa ancora essere di ispirazione. “La repressione fa bene all’arte. Hai qualcosa contro cui ribellarti. Se vivi sotto una democrazia occidentale non puoi dire niente”.

Jószef Mélyi ha paura che gli artisti ungheresi, non più liberi di esprimersi, finiranno per trasferirsi all’estero. Fuori dal Mucsarnok un turista si ferma per una foto con Darth Vader prima che la maschera vada via. Artisti e critici si separano. La prossima settimana, arriveranno altri due artisti. “L’attuale sistema rende gli artisti privi di energia”, conclude Mélyi, che fa anche una similitudine con il segretario di stato ungherese per la cultura, allestito all’interno del ministero delle risorse umane. “Nel film Matrix, le risorse umane sono robot che prendono le risorse dagli umani. A volte ci sembra di vivere in un film”.

Un ringraziamento speciale a Kinga Lendeczki e Endre Orbán di cafebabel.com Budapest

Il progetto EUtopia on the ground è finanziato dalla Commissione Europea attraverso il Ministero degli Affari Esteri, la Fondazione Hippocrène e la Fondazione Charles Léopold Mayer.

Foto: © Caroline Hammargren per 'EUtopia on the ground', Budapest, febbraio 2013