Cultura

Black, il film sulle gang di Molenbeek che fa discutere 

Articolo pubblicato il 01 marzo 2016
Articolo pubblicato il 01 marzo 2016

Prendete la storia d'amore di Romeo e Giulietta e riambientatela nei sobborghi di Bruxelles. Black è anche questo. Con una colonnna sonora perfetta e un sapiente divertissement, il film si snoda tra amore e odio, violenza e dolcezza, raccontando una Bruxelles semi-sconosciuta e chi ne popola le strade più pericolose ed emarginate.

Sono state varie le reazioni all'uscita di Black, il film belga di Adil El Arbi e Bilall Fallah. C'è chi l'ha definito «toccante e vero», chi invece lo ritiene «un cocktail di razzismo postcoloniale, esagerato e scadente». Di sicuro Black non passa inosservato. Racconta la storia d'amore tra due giovani appartenenti a gang rivali di Bruxelles: Marwan è un ragazzo marocchino affiliato ai 1080 di Molenbeek, il quartiere arabo; mentre la bella Mavela fa parte dei Black Bronx di Matonge, il quartiere africano. 

Il secondo lungometraggio dei giovanissimi registi fiamminghi di origine marocchina è tratto dai due romanzi di Dirk Bracke, un autore dalla scrittura tagliente, molto conosciuto e popolare tra i giovani della comunità belga di lingua fiamminga. I giovani Marwan e Mavela sono dei Romeo e Giulietta contemporanei, che non vivono nella Verona dei Montecchi e dei Capuleti, ma abitano la Bruxelles dei 1080 e dei Black Bronx. Amore e violenza si intrecciano sul palcoscenico della Capitale belga, con le sue strade, i suoi quartieri e le sue stazioni ferroviarie. A scontrarsi sono bande di giovani immigrati che – per quanto belgi in tutto e per tutto – fanno fatica a trovare un'identità precisa nella comunità. Marwan e Mavela, provenienti da realtà opposte e in contrasto, sono legati da un amore puro e incondizionato, ma allo stesso tempo devono fare i conti con l'appartenenza e le regole del proprio clan.

Dalla strada al cinema 

Nessun attore è professionista: Marwan è interpretato da Aboubakr Bensaïhi, un ragazzo di Molenbeek di 19 anni che ama lo sport e il cinema, e che per caso aveva letto Black di Bracke. Ad interpretare Mavela è invece Martha Canga Antonio, studentessa in un liceo di Bruxelles, anche lei venuta a conoscenza del casting per pura casualità. Tra i due si crea una chimica fondamentale per l'intera struttura del film, una forte intesa che rende la loro interpretazione spontanea e credibile. Magistrale è anche la recitazione del fratello di Marwan, Nassim (Soufinane Chilah): il ragazzo nutre un fortissimo attaccamento per la famiglia e la banda dei 1080, un senso di appartenenza che però diventa un radicalismo accecante. X (Emmanuel Tahon), invece, il capo della gang rivale, i Black Bronx: è un ragazzo segnato da un passato violento, che l'ha privato di ogni sentimento di pietà. 

Storie di ordinaria violenza  

La violenza scorre per tutta la durata del film, che non risparmia passaggi cruenti, pestaggi, stupri. Scene che – come hanno dichiarato i registi ad Agenda – possono avvenire di frequente nelle strade di Bruxelles. Una volta entrati in una banda, non si ha più possibilità di uscirne e le faide tra gruppi sono poco conosciute dalla polizia: chi parla, o anche chi prova soltanto a cambiare vita, diventa un nemico della gang, e come tale deve essere umiliato ed eliminato. «La nostra grande angoscia,» racconta ancora El Arbi, «era che la gente pensasse che alla fine è bello far parte di una gang. Volevamo che una banda sembrasse qualcosa di terribile. Abbiamo trasformato in eroi due persone che ne escono».

La multiculturalità di Bruxelles 

Il film racconta una Bruxelles multiculturale anche attraverso la lingua e i dialoghi in slang, tra fiammingo, francese e arabo. La città è colta nei suoi angoli più particolari, in scorci sconosciuti a chi arriva da fuori: «All'estero,» racconta Fallah, «la gente pensa che Bruxelles sia una città carina, amichevole e piena di waffel. Poi vedono Black, ed è uno shock. Improvvisamente, ne conoscono la realtà nuda e cruda. Black è un film del ghetto».

L'odio di Mathieu Kassovitz e City of God di Fernando Meirelles e Katia Lund, emtrambi due «film di strada», sono il retroterra cinematrografico che ispira Black. Tuttavia El Arbi e Fallah mantengono un'originalità tutta loro e – ancora acerbi a livello di esperienza alla regia – tendono a sporcare la pellicola, rendendola anocora più vera.

Il trailer di Black. Non è ancora prevista un'uscita in Italia.

Presentato in anteprima mondiale lo scorso settembre al Festival Internazionale di Toronto, Martha Canga Antonio è stata inclusa tra le European Shooting Star 2016, in occasione dell'ultima Berlinale. Nel frattempo la pellicola ha iniziato ad essere distribuita nel resto d'Europa, ma con una diffusione limitata e controversa. In Belgio il film, vietato ai minori di 16 anni, si è rivelato un successo, non senza contestazioni ed incidenti, come quelli avvenuti in occasione della prima l'11 novembre 2015. Anche le sale francesi e olandesi avrebbero dovuto ospitare Black, ma a febbraio la casa di produzione Paname Distribution ha annunciato che per il momento il film non uscirà in Francia, per timore di incidenti, e che la distribuzione nelle sale è stata rinviata a data da destinarsi.

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Pubblicato dalla redazione locale di cafébabel Torino.