Cultura

Binche: dai conquistadores ai gilles

Articolo pubblicato il 20 febbraio 2006
Articolo pubblicato il 20 febbraio 2006
Festa di suoni e colori nella più pura tradizione vallona, dal 2003 il Festival di Binche è patrimonio mondiale dall’Unesco.

«Non esiste una festa tanto magnifica quanto quella di Binche» si soleva dire alla corte di Spagna nel Sedicesimo secolo. Binche? Questo piccolo borgo vallone, a una sessantina di chilometri da Bruxelles, accoglie ormai da secoli il più famoso Carnevale del Belgio. Anche se le sfilate Un festeggiamento che risale al 1549, quando Maria d’Ungheria, allora Signora di Binche, desiderosa di impressionare suo fratello Carlo V e il figlio Filippo II di Spagna, organizzò sette giorni di balli, banchetti, parate militari e fuochi d’artificio. La circostanza coincideva, inoltre, con il ritorno in patria dalle Americhe degli esploratori spagnoli. Per commemorare le recenti vittorie di questi “conquistadores”, si decise allora di far mascherare i cortigiani dei principi iberici... da Incas. Il popolo belga, affascinato dallo splendore di questi variopinti costumi, perpetuò questa tradizione, tanto da farla giungere sino ai giorni nostri.

C’era una volta Gille

Il “Gille” – nome che deriva dal pronome spagnolo “Gil”, assai comune nel Cinquecento – è il personaggio tradizionale, l’elemento essenziale di questo Carnevale. Celebra il ritorno della primavera e si distingue per la sua danza caratteristica, per il suo costume decorato con i colori nazionali, e il suo imponente copricapo di piume di struzzo. Ogni ornamento ha un particolare significato simbolico: leoni del Belgio, blasoni, corone, stelle… Dominano i toni del nero, del giallo e del rosso. Decine di metri di stoffa si rendono spesso necessari per realizzare alcune parti del costume, come il colletto per la quale vengono utilizzati fino a 150 metri di nastro. Il Gille indossa, inoltre, un «apertintaille», una cintura con un numero di campanelli che va da sette a nove, e porta un sonaglio sullo sparato della camicia. I Gille sono anche tenuti a rispettare alcune consuetudini: essere sempre accompagnati da almeno un suonatore di tamburo, non sedersi mai in pubblico, provenire necessariamente da Binche… Come dire, il Gille fatica a passare inosservato.

Tre giorni «grassi»

I festeggiamenti si sviluppano in due momenti: il Carnevale e il pre-Carnevale, altrimenti detto soumonces. Il Carnevale vero e proprio inizia 49 giorni prima di Pasqua, e le «soumonces» sei settimane prima che cominci il Carnevale. La sesta e la quinta domenica precedenti il Carnevale, le società (raggruppamenti di diversi Gille o combriccole improvvisate) si ritrovano a inizio serata e girano senza costume per le strade di Binche accompagnate dal suono dei tamburi. Tre giorni prima della fine, la domenica grassa, i Gille, i Marinai, i Pierrot, gli Arlecchini sfilano per la città, danzano al suono delle fanfare, esibendo i loro sfavillanti costumi. Ogni sera, un fuoco d’artificio illumina la Piazza Grande di Binche e le strade si colorano dei coriandoli lanciati in aria dalla folla. La festa giunge al suo apogeo il martedì grasso, unico giorno in cui i Gille sfoggiano i loro famosi copricapo che ricordano le capigliature inca, con le loro circa 300 piume di struzzo, per un peso di quasi tre chili. Sfilano nascosti da maschere di cera, che, simboleggiando l’uguaglianza fra tutti, sono tutelate dall’Ufficio europeo dei Brevetti, e non possono perciò essere esportate o commercializzate all’infuori di Binche. Tutto ha inizio verso le quattro di mattina, con il raduno dei Gille al suono della “serenata mattutina” (una zufolata), nel momento in cui questi si danno il benvenuto reciprocamente con una coppa di champagne. Quasi un migliaio di Gille prosegue poi per la stazione di Binche, dove si riuniscono per fare colazione con ostriche e champagne. A questo punto, inizia la loro lunga parata, durante la quale offrono (o lanciano) arance alla folla.

Al calar della sera, tutti si ricongiungono per danzare attorno a un immenso fuoco di Bengala. La festa continua per tutta la notte, fino a quando, al levare del sole, non tacciono i tamburi, per segnare, con il mercoledì delle Ceneri, l’inizio della Quaresima.

Il Carnevale di Binche si terrà il 26, 27 e 28 febbraio prossimi