Cultura

Benicassim 2011: il ritorno dell'impero atlantico

Articolo pubblicato il 21 luglio 2011
Articolo pubblicato il 21 luglio 2011
Il primo ha i debiti, il secondo le banche. Uno ha le chitarre, l'altro la lingua franca. Il fascino e l'inventiva, il carpe diem e la grinta. Se Spagna e Inghilterra prendessero le redini d'Europa, sarebbe un cocktail micidiale!

Nel 1551, Carlo V vede tutto l'oro del Perù sbarcare all'improvviso in Spagna. Per creare il suo impero onnipotente, l'imperatore spagnolo vuole l'appoggio degli inglesi. Fa sposare suo figlio con Maria Tudor, la Regina d'Inghilterra. E la Spagna comincia a sognare un impero atlantico.

In alto, a destra, "#spanishrevolut..."

460 anni più tardi, gli spagnoli e i britannici restano buoni amici. Ma il ricco di ieri è il povero di oggi, e viceversa. Il magnate dei festival britannici, Vince Power, ha perso la testa per Benicassim, questo posto tranquillo, dove si va in bicicletta e si fa talassoterapia... In realtà, il fondatore di Music Festivals qui è diventato ancora più ricco, e nel fare concerti commerciali con grandi nomi famosi ha perso per strada il pubblico di amanti della musica indie.

La programmazione dei fratelli Miguel e José Moran, i due madrileni che hanno fondato il FIB nel 1995, ha ispirato i soliti commenti: "E' sempre la stessa cosa", dice il cantante madrileno del gruppo Algora, invitato al festival off (quello parallelo dedicato agli artisti emergenti. "Gli artisti dei palchi minori sono mediocri, contrariamente al Primavera Sound di Barcellona dove si scoprono belle sorprese", scrive un giornalista sulla rivista spagnola Beat.

L'Europa tatuata

Sulle strade sporche dal Festival, neanche l'occhio più abituato sarà in grado di distinguere il festivaliero britannico dai suoi amici spagnoli. Tatuaggio di teschio o di geisha giapponese sulle spalle, piercing alle orecchie, pantaloni cortissimi per le ragazze, i ragazzi a petto nudo... tutti se ne fregano! Se la moda anglo-spagnola dettasse legge, Cartier e Gucci sarebbero considerati volgari, e il pudore sarebbe messo finalmente da parte.

Leggi anche Cinque ragioni per non andare al Festival Internazionale di Benicassim

L'Europa ubriaca

A ognuno il suo. I britannici sono preferiscono la "sbronza express", gli spagnoli fanno durare il piacere fino al giorno dopo. A Benicassim è lo stile britannico che predomina. Quando Elbow si affaccia dal palco Marvillas il venerdì sera, chiede alle migliaia di facce euforiche prima di tutto se hanno abbastanza da bere. Il cantante dei The Paris Riot tende la sua pinta al pubblico quando non ha più sete. Il pubblico ha sempre sete. Dopo aver devastato i supermercati circostanti, i festivalieri fanno fuori tutto anche grazie ai volontari spagnoli che fungono da bar ambulanti. Se si bevesse all'anglo-spagnola ci si sbronzerebbe molto presto e si continuerebbe fino al mattino.

L'Eurock indie

Benicassim è il Glastonbury in brutta copia e con meno persone, dice un britannico. Allo stesso tempo Chris, di Portsmouth, ha quasi la bava alla bocca quando evoca le spiagge spagnole. Se gli inglesi si alleassero con gli spagnoli, il famoso festival di Glastonbury sarebbe sulle spiagge di Tenerife, e Creamfields si sposterebbe sulle coste galiziane. Ci andrebbero tutti dopo un pellegrinaggio a Santiago de Compostela.

L'Europa del capitalismo umano

Le uniche parole di Julian Casablancas, leader degli StrokesI britannici hanno la City, gli spagnoli gli "indignati". Quando gli iberici vanno a Londra, il risultato sono i Russian Red "un pop banale in lingua straniera, di conseguenza, vuota, senz'animo" secondo un critico di El Mundo.  Se invece, la popolazione insulare andasse verso la Penisola, non per passarci le vacanze, come 13 milioni di persone all’anno, ma per adottare l'atteggiamento degli indignados, tutta l’Europa si trasformerebbe. L'alleanza franco-tedesca non sarebbe più alla guida dell'UE. La sola regola sarebbe quella contenuta nelle due parole che il cantante degli Strokes ha rivolto al pubblico di Benicassim durante il suo concerto: "Stay crazy!".

Nel XVI secolo, l'alleanza anglo-spagnola aveva penosamente fallito. Maria Tudor morì precocemente, Filippo II rimase in Spagna per tutta la vita. Le generazioni attuali sono pronte a riprovarci? Se sì, gli indignati spagnoli dovrebbero fare un giro a Benicassim, per politicizzare un po' la nuova allenza."Toma la playa!", griderebbero, al posto dell'originale slogan "Toma la plaza".

Foto: home-page e testo © Emmanuel Haddad