Cultura

"Ascoltando Garzon", mentre il più famoso giudice spagnolo è sotto accusa

Articolo pubblicato il 08 febbraio 2012
Articolo pubblicato il 08 febbraio 2012
"Ascoltando Garzon" è un'intervista-documentario di 87 minuti, realizzata nel 2010, su uno dei più famosi giudici spagnoli, eroe dei diritti umani. Oltre un anno dopo l'uscita del documentario, Baltazar Garzón Real viene processato, davanti alla Corte Suprema del suo paese, con l'accusa di prevaricazione.

Il prossimo 13 febbraio 2012 ricorre il trentunesimo anno di illustre carriera del mancato politico socialista proveniente dalla Spagna del sud. Tuttavia, durante questi decenni, Garzón è stato accusato di abuso d'ufficio nell'inchiesta relativa agli oltre 100.000 casi di "sparizione" avvenuti durante la dittatura franchista, ed è sotto processo alla Corte Suprema di Madrid. L'amnistia per le vittime del franchismo, in Spagna, risale al 1977 e riguarda anche i responsabili delle persecuzioni durante la dittatura. Il celebre togato risulta essere coinvolto anche nel cosiddetto caso "Gurtel", la maggiore inchiesta sulla presunta corruzione di alti dirigenti del Partito Popolare, sempre con l'accusa di abuso di potere. Il terzo ed ultimo capo d'imputazione riguarda i presunti compensi ricevuti dalla banca Santander a New York.

Il documentario alla prova degli oscar spagnoli

Il documentario realizzato dalla regista catalana Isabel Coixet, Listening to Judge Garzon,  è stato trasmesso all'ultimo festival di Berlino nel febbraio 2011, proiettato nelle sale cinematografiche spagnole alla fine di aprile per poi essere presentato ai festival di Rio de Janeiro, Biarritz e Manchester. Il 19 febbraio 2012 sarà tra i candidati alla vittoria del premio Goya nella categoria per il miglior documentario; tra i membri votanti anche il direttore Pedro Almodovar e Pilar Bardem, madre dell'attore Javier.

Nel filmato, tratto da una conversazione di sei ore tra lo scrittore Manuel Rivas e Garzon, risalente al 18 dicembre 2010, il giudice espone le sue considerazioni riguardo alla lotta globale contro il terrorismo, e racconta di quanto fosse stato gratificante emettere un mandato internazionale di cattura a Londra per l'ex presidente cileno Augusto Pinochet. Il film è stato accolto con successo dal pubblico paneuropeo poiché Garzon, se da un lato ricorda il lavoro svolto nel Regno Unito, dall'altro rende omaggio ai giudici italiani assassinati nel passato. L'intervista offre inoltre uno spaccato della società spagnola, del malcostume rappresentato dalla frase "allunga le mani, ma non farti beccare", che sembra essere una regola non scritta in alcuni ambienti, e dell'influenza che i politici dell'estrema destra hanno raggiunto nel paese.

Vicende giudiziarie travagliate

Il documentario offre la possibilità di conoscere le travagliate vicende giudiziarie di Garzon, esplose in seguito alle sue indagini sulle vittime del franchismo. Il giudice è sicuramente un osso duro: basti pensare che aveva cercato di portare in tribunale anche Silvio Berlusconi, attraverso i tribunali europei.  Il 13 gennaio, il gruppo internazionale "Human Rights Watch" ha rilasciato una dichiarazione che avvalora il lavoro del magistrato, contro le persecuzioni giudiziarie; l' avvocato del gruppo, una Ong, ha dichiarato: "finalmente, 36 anni dopo la morte di Franco, la Spagna processa qualcuno coinvolto nei crimini commessi sotto la sua dittatura". Cinematograficamente parlando, non ci si poteva aspettare di più da Coixet. La regista nata a Barcellona e membro della giuria del film festival di Berlino nel 2009, prende le distanze, girando attorno, in maniera del tutto naturale, al tavolo al quale è seduto Garzon.

Molti sostengono che si sia trattato di una mossa azzardata, poiché trasmettere una figura sotto accusa come quella di Garzon potrebbe rivelarsi un boomerang per la stessa regista. Le domande sottoposte a Garzon sono risultate piuttosto compiacenti, come quella relativa alla sua famiglia. Si tratta comunque di un contributo da apprezzare per l'umana rappresentazione che offre di un giudice, uno dei più famosi nell'Europa degli ultimi decenni, a prescindere da quale potrà essere il risultato del processo.

I giornalisti possono iscriversi sul sito e guardare il documentario qui.

Immagine di copertina: (cc) facebook.com/SolidariosconGarzon; testo: cortesia di Miss Wasabi