Cultura

Amy Winehouse a Belgrado: il suo ultimo concerto

Articolo pubblicato il 25 luglio 2011
Articolo pubblicato il 25 luglio 2011
Era il 18 giugno al Tuborg Festival davanti alla fortezza di Kalemegdan, Belgrado. Circa 20.000 persone assistevano all'ultimo concerto della diva soul, morta un mese dopo a soli 27 anni. Senka Korac vide lo show dal vivo e lo raccontò a cafebabel.com, esprimendo costernazione e preoccupazione per le sorti della cantante. Cronaca di una serata triste.

I fan di Polonia, Turchia, Grecia, Spagna, Svizzera, Italia, Austria, Ungheria e Romania non assisteranno agli show della cantante per il resto del suo tour 2011, dopo tre anni di silenzio. E' stato davvero uno strazio vedere Amy Winehouse a Kalemegdan Park in quelle condizioni. Era fuori di sé a e si auto-umiliava. Non rimpiango di aver speso la cifra che ho pagato perché non ci avrei creduto senza vederlo con i miei occhi. Pensavo che fosse tutta una farsa e aspettavo con impazienza che prendesse il microfono e dicesse Gotcha ("vi ho fregato!"). Almeno delle due prime canzoni si ricordava il testo (Back to Black, You Know I'm No Good), ma biascicava le parole, tutte praticamente fuori tempo. La metà del tempo che ha passato davanti al microfono l'ha trascorsa coprendosi il viso con una mano, come se si vergognasse. In alcuni momenti sembrava addirittura che stesse per mettersi a piangere, ma continuava tenere le mani sullo stomaco, come se stesse soffrendo.

La Winehouse ha lasciato il palco per ben due volte ma solo per un paio di minuti. La prima volta che è tornata il pubblico l'ha applaudita perché sembrava che avesse ripreso il controllo. Ma quando ha ricominciato a biascicare tutti hanno iniziato a fischiarla e hanno iniziato ad acclamare Moby (che era in scaletta dopo di lei). Alcuni hanno addirittura iniziato a gettarle addosso pezzi di carta e bicchieri di plastica. Un ragazzo ha tirato il suo cappello da cowboy firmato Amy (che aveva comprato poco prima dello show), ma invece di colpire la cantante ha colpito una guardia del corpo. Lei non era per nulla cosciente di quello che stava succedendo. Sembrava che la maggior parte dei "buuh" venissero dal fondo della platea, da quelli che avevano comprato i biglietti più economici, mentre gli spettatori delle prime file erano semplicemente scioccati. Il resto della band ha tenuto un comportamento professionale, soprattutto i due coristi Zalon Thompson e Ade Omotayo, che hanno cercato di metterci una pezza cantando due cover. Se ne è parlato a lungo nei giorni successivi. Alcuni lo hanno definito il peggior concerto della storia di Belgrado, e chiedevano il rimborso del biglietto. La maggior parte del pubblico ha semplicemente provato pena e compassione, lasciando a quelli che non sono venuti il commento “Ve l’avevo detto!”

Viste le condizioni della Winehouse, i suoi manager devono assumersene le responsabilità. Avevano fatto un’ottima propaganda prima del concerto, annunciando il divieto di consumare alcolici negli hotel in cui Amy alloggia e uno show a sorpresa al 100 Club di Londra il 12 giugno (come mai non ci sono video a riguardo?). La mia impressione è che Ray Cosbert & co. non la stiano tenendo troppo d'occhio (o che lei non glielo permetta), ma che continuino a sfruttarla almeno finché cammina. Il suo contratto prevedeva che lei arrivasse a Belgrado in tempo e che fosse rimasta sul palco per 70 minuti. Nonostante fosse pronta ad abbandonare il palco per ben due volte, l'hanno rimandata indietro, malgrado le sue condizioni, per poter rispettare i patti. Ovviamente le entrate del concerto vanno a lei, ma di sicuro anche loro avranno la loro bella fetta di torta!

That’s where she spent half of the concert onstage, whilst the band and backing singers were playing

Testo originale di Shadow. Traduzione di Matteo Paone.

Foto: home-page (cc) NRK P3/flickr ,  © Senka Korac