Cultura

Alex Metric: il dj con l'abbronzatura da studio

Articolo pubblicato il 14 gennaio 2011
Articolo pubblicato il 14 gennaio 2011
Perché Alex Metric il ventinovenne DJ e produttore britannico ha lasciato Radio One? Il Londinese ci porta nel suo breve viaggio musicale nel campo della musica elettronica, in attesa dell'uscita del suo disco “Open Your Eyes". L’omonimo primo singolo, una interessante collaborazione con il DJ Angello degli Swedish House Mafia, è uscito lo scorso gennaio.

E' a noi che Alex Metric concede la sua ultima intervista prima del suo concerto che si terrà stasera al Transmusicales music festival a Rennes, nella Francia occidentale, il che spiega il suo umore spumeggiante davanti al suo drink.“Molti miei amici, gli Autokratz, i South Central, The Whip, sostengono che il Transmusicales music festival è stato fantastico, una delle loro migliori performances mai fatte”, sorride. Il Londinese è atteso sul palco alle tre del mattino, un piccola parentesi della sua vita frenetica fatta di week-end in tour. "Solitamente dormo fino all’ora di pranzo” spiega, “Abito sopra un bar che prepara una colazione formidabile, poi rimango in studio fino alle cinque o alle sei del mattino. In settimana mi dedico alla scrittura, gli dedico notti complete. I week-end li trascorro in aeroporto e negli hotel, la vita da tournè. Sono così pallido che ho un’abbronzatura da studio!

Più che un semplice DJ

Negli ultimi tre anni Metric ha acquistato più notorietà come DJ che come produttore. Citato regolarmente nelle riviste e nelle stazioni radio prima di altri giganti francesi della musica elettro-house come Justice e Brodinski. “Sono le canzoni che scelgono me, di solito”, dichiara questo perfezionista, che ha remixato canzoni dei Gorillaz, Bloc Party e Ladyhawke, tra le altre. “Le case discografiche verranno da me. Ho la fortuna che alla gente piacciano abbastanza i miei remixaggi tanto da propormi offerte per pezzi davvero grandiosi. Scelgo con cura, remixo una canzone solo se mi piace e se posso apportagli qualcosa. Oddio, può capitare che finisca i remixaggi e non li consegni, eseguo effettivamente un controllo di alta qualità. Se non è migliore dell’ultimo remix che ho fatto non ha senso farlo uscire". Eletto “remixer dell’anno” dalla stazione radio XFM nel 2008 e classificato in testa alle liste di remix nel 2010 per siti web come Music Ninja, tiene la testa sulle spalle. “Non è più una questione di soldi” afferma, “suona davvero presuntuoso, un po' come dire: “fare grande arte”. Di questi tempi se fai buoni dischi la gente ti vuole prenotare. Tutto inizia da questo. Non è semplicemente essere un DJ".

"Sono andato al college e mi hanno sbattuto fuori"

Il londinese confessa che agli esordi era un ragazzino patito di musica Britpop Indie con un rifiuto del sistema. “Ho ascoltato gli Oasis, i Verve, i Primal Scream e gli Spiritualized. T in the Park è stato il mio primo festival a 15 anni. Ho visto Paul i Black Grape e i Dodgy, la mia band preferita, e quando siamo entrati nel backstage ho capito che era quello che volevo veramente fare. Non volevo studiare e andare all’università, quello lo facevo solo per compiacere i miei genitori. Sono andato al college e successivamente mi hanno sbattuto fuori; ma là ho incontrato degli amici musicisti che suonavano nelle band. Ho lavorato part-time nei ristoranti per tre anni mentre mettevo a punto la mia musica”. Ci spostiamo dal palcoscenico del festival che ha fatto scattare l’interesse di Metric alle discoteche dove ha scoperto la musica elettronica. Cita i Daft Punk, i Digital e Stuart Price come muse ispiratrici e i suoi gusti seguono l’evoluzione della scena musicale. “Alla fine degli anni '90 e all'inizio del 2000 la corrente della musica elettronica si è scissa in diversi grandi gruppi autonomi, come i Basement Jaxx e gli Underworld. L'altro giorno Sono rimasto di stucco vedendo Tom dei Chemical Brothers!".

Dubstep, post-dubstep e sogni

La musica elettronica si è evoluta dai nomi di quelle grandi band, Metric stesso predice la fine di un fenomeno popolare che è nato dalla Garage music inglese nel 2011. “Il fenomeno più importante nella musica elettronica è il dubstep. Non è niente male", dice Metric, tranquillamente. “Tutto sta giungento a un termine perché si è arrivati quasi alla parodia di ogni cosa. Senza mancare di rispetto ai rappresentanti della categoria e a chi piace il genere, ma le persone han creduto che questo avrebbe trasformato tutto. Avvicinandosi alla corrente principale, il dubstep è diventato più formale e sempre meno eccitante. Sapete che esistono tamburo e basso e tamburo e basso intelligente? C’è questa nuova cosa chiamata post-dubstep dai gruppi londinesi come i Mount Kimbie e James Blake, che, al momento, sta tirando tantissimo. Limit to your love era un disco sorprendente ma non era neanche dubstep, è solo l'idea del dubstep!”

Protagonista al festival Transmusicales 2010 a Rennes

Metric ha prodotto suoni pop-tronic per almeno 5 o 6 anni. Ha recentemente annunciato di lasciare il suo show mensile I"n New DJs We Trust" su Radio One, stazione radio nazionale specializzata di musica pop, per dedicarsi maggiormente alla sua musica e alla scrittura. “Noi giriamo su turni di 4 o 5 di noi in questa fascia oraria e io ho fatto questo mestiere per un anno e mezzo. Ho avuto l'impressione che la mia carriera in radio fosse giunta al top e ho preferito lasciare ora. Mi prenderò un paio di mesi di pausa all’inizio del 2011. Viaggiare è veramente massacrante. Sono proprio uscito spompato da un lungo e impegnativo anno e ho bisogno di cercare di concentrarmi maggiormente sulla scrittura, e viaggiare meno. Voglio riprendere a fare musica. E’ per questo che ho scelto questa carriera". Abbiamo il sospetto che non sarà facile per Alex trovare il tempo per rilassarsi. “E’ triste da dire, ma sogno il mio lavoro la maggior parte del tempo" ride. Un accenno al suo nuovo singolo Robot dreams estratto dal suo ultimo album è stato due o tre anni in cantiere. Così, rimandando i suoi progetti di radio a mai più, i festaioli di tutta Europa finalmente potranno stare pronti all'imminente lancio di Open Your Eyes.

Image: main courtesy of myspace.com/alexmetric, in-text portrait © Renata Burns