Cultura

A proposito di suocera...

Articolo pubblicato il 05 luglio 2007
Articolo pubblicato il 05 luglio 2007

"Finché è viva la suocera, nessun uomo può sperare di avere una vita familiare serena" scrisse più di duemila anni fa il poeta satirico romano Giovenale. E su questo punto gli europei del Terzo Millennio sembrano concordare. Gli spagnoli chiamano la suocera suegra, un termine simile al nostro e a quello utilizzato dai portoghesi e dai catalani: sogra. Ma i tedeschi la chiamano Schwiegermutter, una parola che richiama alla mente Schwiegermonster, vale a dire l'"incubo"!

Oltre Manica si opta per la formalità: il rapporto con la suocera esiste solo perché lo prevede la legge. Mother-in-law significa letteralmente "madre secondo la legge". Un tempo, nell'Inghilterra dell'Ottocento, lo stesso termine indicava una birra avariata e amara. Ancora oggi, nel Paese, un appartamento attiguo a un'altra casa viene definito mother-in-law suite, "appartamento della suocera".

Gli spagnoli, dal canto loro, nella notte di San Silvestro si divertono a spaventare i loro invitati con delle stridenti trombette chiamate matasuegras, "uccidi la suocera", più conosciute da noi, manco a dirlo, come "lingue di suocera". In Italia, inoltre, un proverbio recita: "Suocera e nuora, tempesta e gragnuola". E sarà un caso che in Francia e in Spagna un cactus originario del Messico, molto usato come pianta d'arredo, è soprannominato, rispettivamente, coussin de belle-mère e asiento de suegra ("cuscino di suocera")?

Solo i francesi e gli olandesi usano un'espressione lusinghiera per definire la madre delle loro spose: rispettivamente belle mère e schoonmoeder, che significa "bella madre". Lo faranno per galanteria, per essere ruffiani o perché sono forse vittime del cosiddetto complesso d'Edipo?