Cultura

A Bruxelles con Cerny gli stereotipi diventano arte

Articolo pubblicato il 29 gennaio 2009
Articolo pubblicato il 29 gennaio 2009
In modo politicamente scorretto e con una gran faccia tosta, l’artista iconoclasta ceco David Cerny dà lezioni di geografia europea ai turisti in visita a Bruxelles. L’Italia? Un immenso campo da calcio con giocatori che si masturbano.

«Questo è per sfottere gli italiani, o per cosa?» esclama infastidito Ciccio, studente di economia all’Università di Taranto. Ci troviamo a Bruxelles, sotto la facciata in vetro dell’immenso ingresso del palazzo Justus Lipsius, sede del Consiglio Europeo. Sono decine i curiosi che si sottopongono al metal detector situato all’entrata, per fotografare Entropa, la creazione provocatoria dell’artista ceco Cerny, all’origine della convocazione dell’ambasciatore bulgaro presso la Repubblica Ceca, dal momento che il suo Paese è stato rappresentato come una latrina.

Una grande masturbazione

Ammassato al centro della sala, con il naso all’insù come in attesa di un’eclisse, un gruppo di apprendisti economisti italiani in viaggio di studio va letteralmente in estasi davanti all’Italia, rappresentata come un campo da calcio pieno di giocatori che si masturbano con i palloni, movimenti osceni inclusi. «Se la prendono solo con l’Italia?», si domanda Anna, un’altra studentessa, prima di sentirsi sollevata dal notare che non è stato risparmiato nessun Paese comunitario. Poco più in là, scopre che la Scozia non fa parte della comunità e che la scimmietta a forma di cornamusa che indica con il dito in realtà è l’Irlanda. Il Regno Unito? Uno spazio vuoto, a rappresentare il suo euroscetticismo. I Paesi più piccoli dell’Unione devono ricorrere a stratagemmi piuttosto stravaganti per farsi notare. Questo caso ha rappresentato un successo mediatico, quello che nella cybersfera si chiama buzz (passaparola). Tutto ha avuto origine da un inganno nei confronti del Governo ceco: David Czerny, infatti, si era impegnato a trovare altri 26 artisti con i quali condividere il progetto, uno per ciascuno Stato membro, salvo poi decidere di fare tutto da solo. «Certamente qualcuno sapeva, trattandosi di un progetto un po’ difficile da nascondere, con opuscoli e tutto il resto. Altrimenti vorrebbe dire che quelli del Governo ceco sono un po’ cretini», ci dice un funzionario del Consiglio Europeo che preferisce rimanere anonimo.

La coscienza politically correct d’Europa

Ignasi Guardans, eurodeputato liberale spagnolo, non ha ancora avuto occasione di ammirare l’istallazione, ma giudica «positivo che l’arte ci faccia riflettere e interrogare sugli stereotipi europei». D’accordo anche la conservatrice ungherese Lívia Járóka, per la quale «l’Europa si costruisce anche con il senso dell’umorismo». Dissente, invece, la connazionale socialista Zita Gurmai, che sostiene: «Credo che sia giunto il momento di parlare delle cose positive che l’Europa presenta, invece di tormentarci sempre con ciò che è negativo». Il 71% di coloro che hanno partecipato al sondaggio sull’istallazione, organizzato dal sito della presidenza semestrale ceca, considera l’opera positivamente.

In generale, la gente si diverte a contemplare la nuova opera di Czerny. Il suo sarcasmo è geniale e scuote la polverosa coscienza di politically correct che invade l’Europa

E come vede Cerny l’Europa?

La Germania è diventata un intreccio di autostrade a forma di svastica.

La Spagna non è più spiagge, sole o flamenco, ma una distesa di cemento.

La Francia è in sciopero, come sempre.

La Grecia è tutta un incendio.

La Lituania è piena di bimbi che fanno la pipì sulla Russia, suo tradizionale capro espiatorio.

I Paesi Bassi sono sommersi dall’oceano, dal quale emergono solo i minareti delle sue nuove moschee.

In Polonia, ora sono i preti che piantano la bandiera colorata del movimento di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, nel punto in cui nacque la cattolica Radio Maria.

La Repubblica Ceca è uno schermo in cui scorrono le frasi euroscettiche del suo presidente Vaclav Klaus.

La Romania è il castello del conte Dracula.

Cerny vuole che la sua istallazione venga considerata come “ un’opera simpatica”.