Cultura

2011: l’anno del cinema bulgaro

Articolo pubblicato il 07 dicembre 2011
Articolo pubblicato il 07 dicembre 2011
Con due film in concorso a Cannes, sette film finanziati dal Centro Nazionale Bulgaro di Cinematografia e un gran numero di titoli in uscita, il cinema bulgaro è in piena forma. Ed è molto apprezzato all’estero. Non possiamo che augurargli un 2012 altrettanto positivo.

Cannes 2011: due film bulgari in concorso e un premio

Per la prima volta dalla fine dei regimi comunisti del 1990, il cinema bulgaro ha avuto una vetrina mediatica importante a Cannes: The Island di Kamen Kalev concorreva per la Quinzaine des Réalisateurs (una sezione collaterale del Festival, ndr),  Avé di Konstantin Bojanov per la Settimana della Critica. Intanto, Love.net di Ilian Djevelekov veniva presentato al pubblico, e il cortometraggio di Doroteya Droumeva, per il suo primo film Der Brief, vinceva il primo premio di Cinéfondation il 21 maggio 2011. I due lungometraggi The Island e Avé sono stati acquistati per essere distribuiti in Francia.

The Island, girato in gran parte in Bulgaria, ma in parte anche in Francia, potrebbe essere il film euriopeo per antonomasia: il regista è bulgaro (Kamen Kalev), i protagonisti vengono da Francia (Laëtitia Casta) e Danimarca (Thure Lindhardt). Il film racconta le vacanze di una coppia su un’isoletta della Bulgaria. Presto i protagonisti si ritroveranno lontani dal resto del mondo... o da loro stessi?

Kamen Kalev, giovane regista molto noto in Bulgaria, non è alla sua prima esperienza a Cannes: nel 2009 con Eastern Plays, selezionato per la Quinzaine des Réalisateurs, aveva messo in scena la dura realtà della periferia di Sofia attraverso la vita di due fratelli, ognuno con la propria follia: uno (l’artista) la droga, l’altro l’estremismo. Il primo fratello, Itso, era interpretato da Christo Christov, in un ruolo fortemente autobiografico: tossicodipendente nella vita reale, proprio come il suo personaggio sullo schermo, Christo Christov è deceduto durante le riprese. Il secondo fratello, interpretato da Ovanes Torosyan, è invece un personaggio d’invenzione: è l’emblema di una gioventù disincantata, tipica del cinema bulgaro contemporaneo. Lo stesso attore è anche il protagonista di Avé, accanto ad Anjela Nedyalkova, due giovani in un road-trip attraverso la Bulgaria.

Una riflessione su amore e giovinezza

Presente in tutti i film usciti in Bulgaria nel 2011 (una dozzina), la giovinezza rappresenta una sorta di filo rosso: non solo in Avé, ma anche in Podslon (Shelter) di Dragomir Sholev, Ketsove (Sneakers) di Ivan Vladimirov e Valeri Yordanov, Lora ot sutrin do vercher (Lora from morning till evening) di Dimitar Kotsev e Tilt, dei fratelli Chouchkov. Quest’ultimo film narra la storia d’amore tra due giovani, Stash (Yavor Baharov) e Becky (Radina Kardjilova), membri di un gruppo di amici che sognano di aprire un bar, poco prima della svolta del 1990. Separati dagli eventi tragici che hanno seguito i cambiamenti politici che hanno scosso l’Europa, i due amici si ritroveranno di fronte ad una dura realtà e dovranno battersi per salvare il loro amore. Anche quest’aspetto è comune a molti film attuali. Love.net, come indica il titolo, presenta una galleria di personaggi innamorati, di destini incrociati e di rapporti umani tramite internet. Chi è chi? Cosa è giusto? Cos’è la realtà in un mondo di rapporti virtuali?

Al di là del tema della giovinezza, il cinema bulgaro attuale è ricco di sfumature metafisiche, è un cinema irrequieto che si interroga sul suo recente passato, come in Tilt e in Stypki v pyasyka (Footsteps in the sand) di Ivaylo Hristov, una tragicommedia con Ivan Barnev sul cambio di regine in Bulgaria.

Le difficoltà di produzione e distribuzione

Nel 2011, più di una dozzina di nuovi film sono stati proiettati sugli schermi di Sofia. Tuttavia, questa produzione apparentemente florida non deve ingannare lo spettatore: il cinema bulgaro ha seri problemi di finanziamento. Quest’anno, il Centro Nazionale Bulgaro di Cinematografia ha potuto finanziare solo 7 film, contro i 28 totali del 2010. C’è da sperare che il futuro del cinema bulgaro possa contare sulle coproduzioni, anche europee, come è successo per Eastern Plays e The Island, prodotti in collaborazione con la Svezia, ma anche Svetat e golyam i spasenie debne otvsyakade (The World is big and salvation lurks around the corner) di Stefan Komandarev, una coproduzione con Slovenia, Germania e Ungheria che ha riscosso grande successo nei festival di tutto il mondo. L’accordo di coproduzione cinematografica franco-bulgara, firmato il 22 settembre a Parigi dai ministri della cultura francese (Frédéric Mitterand) e bulgaro (Vejdi Rachidov), dovrebbe permette di ovviare almeno in parte alle difficoltà finanziarie della produzione.

Un altro ostacolo per i giovani registi bulgari è rappresentato dall’assenza quasi totale di un vero circuito di distribuzione: a Sofia, solo tre sale cinematografiche proiettano film europei, e quindi bulgari. Al di fuori della capitale, i cinema d’essai sono sempre più rari. Insomma, per i film di nuova produzione, il cammino è tutto in salita. Ma nostante le serissime difficoltà, il cinema bulgaro riesce a produrre film di ottima qualità, ricchi di riflessioni su passato e presente. Speriamo che il futuro sia ancora più florido.

Foto: © http://www.themovielove.net/ ; Video (cc)youtube