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"The summer of Sangaïle", la grazia allo stato puro

Articolo pubblicato il 05 agosto 2015
Articolo pubblicato il 05 agosto 2015

E' uno dei film previsti per l'estate 2015. Premiato per la miglior regia al festival di Sundance, il lungometraggio lituano esce in Francia il 29 luglio prossimo, col titolo "Summer".  L'abbiamo visto per voi in anteprima. 

Atlanté Kavaïté, una regista lituana espatriata in Francia da una ventina d'anni, ci regala un film commovente sul suo Paese d'origine. Ne dipinge la bellezza dei paesaggi estivi attraverso una fotografia eterea e una scenografia rurale, che fa venir voglia di prender subito il prossimo volo per Vilnius. Il lungometraggio descrive l'ossessione del popolo lituano verso il cielo e l'aviazione, il cui immaginario si riversa in un film in tutto e per tutto "aereo": dal desiderio di "elevarsi" della protagonista, a cui piace arrampicarsi su alberi e gru, ai costumi svolazzanti e leggeri delle attrici. 

La storia si concentra sul cammino iniziatico di Sangaïle, un'adolescente a disagio con se stessa, che trascorre un'estate in campagna dai suoi e sogna di diventare una pilota di aerei. In una base aeronautica incontra Auste, una ragazza che cambierà la sua vita; ma per farlo dovrà superare le sue paure, quella dei sentimenti e quella di volare, perché tutto quello che l'attrae maggiormente sembra essere al tempo stesso la causa dei suoi più grandi timori.

Non passa certo inosservata la straordinaria interpretazione delle attrici. La stessa Kavaïté confessa di averle scelte personalmente, in parte per la loro simmetria corporea, evidente nella scena del bagno al lago: corpi ancora adolescenti, uno più rotondo, l'altro più magro. Julija Steponaityte, che incarna Sangaïle col suo fisico da heroin chic, non è un'attrice professionista ma è stata scoperta grazie a un cortometraggio in cui aveva recitato. Tutto il magnetismo che riesce a portare sullo schermo deriva dai cambiamenti del suo sguardo. Anzi, tutto ruota proprio attorno agli sguardi: quello dell'adolescente sulla vita, e quello dell'altra ragazza, che aiuterà "il bruco a diventare farfalla". Nei panni della magnetica e estroversa Auste, Aiste Dirziute ci ricorda un po' Romy Schneider. Auguriamo a entrambe di diventare le prossime star del cinema europeo.

Quando si parla di un «film LGBT», Kavaïté nomina i precedenti 25 anni di lotta in Lituania, ma non menziona mai nel film l'orientamento sessuale dei personaggi. Si intuisce certo il disagio della protagonista, adolescente emarginata, ma esplicitamente non si dichiara niente rispetto a quali siano le motivazioni... Come in ogni storia d'amore, le parole poi vengono da sé.