Zapatero lascia con dignità: “Bambi” travolto dalla crisi economica

Articolo pubblicato il 04 aprile 2011
Articolo pubblicato il 04 aprile 2011
Il premier spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero non si ricandideràalle elezioni politiche del prossimo anno. L’annuncio è stato dato dallo stesso Zapatero sabato 2 aprile. Per la stampa lascia con dignità, anche se la sua politica è stata travolta dalla crisi economica.

Público: Zapatero ha riconosciuto che non può più essere il leader migliore (Portogallo)

Nonostante le critiche alla politica del premier spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero, la sua uscita di scena è quantomeno dignitosa, secondo il quotidiano Público: “Gli si rimprovera di aver reagito alla crisi finanziaria in maniera tardiva e non sempre corretta. Inoltre, lo si accusa di aver spinto i valori della sinistra progressista troppo oltre – in un Paese che è ancora pervaso da un certa arcaicità cattolica. Eppure se ne va con un incalcolabile vantaggio: ha riconosciuto che “non sempre si può essere il leader migliore”. E c’è un momento in cui rinunciare al potere è la soluzione migliore sia per il partito sia per il Paese. […] Anche se la destra non perdonerà mai la sua agenda sociale, la sua valutazione futura dipenderà dall’evolversi della crisi finanziaria. Tuttavia, potrebbe anche darsi che l’atteggiamento dignitoso, altruista e onorevole con cui ha deciso di lasciare il potere lo aiutino a riconquistare il prestigio agli occhi degli spagnoli.” (Articolo del 03/04/2011)

Corriere della Sera: il suo volto di cerbiatto lascia una chiara impronta nella storia spagnola (Italia)

L’annunciato ritiro del premier spagnolo Zapatero è il risultato dell’andamento economico e del suo forte calo di popolarità, secondo quanto riporta dal quotidiano Corriere della Sera: “Bambi – il soprannome datogli dall’opposizione per il suo volto di cerbiatto, che è stato anche il marchio del suo successo, lascia un’impronta chiara – anche se non indelebile – nella storia spagnola. […] Gli spagnoli ne apprezzavano il socialismo gratuito dei diritti civili, perché dopo la lunga notte del regime franchista, un po’ di libertà e sviluppo culturale hanno trasmesso la sensazione di essere finalmente entrati nell’era della modernità. Tuttavia, la popolazione saggia e pragmatica che si concedeva Bambi finché l’economia era fiorente, ora è pronta a dargli il benservito, poiché l’economia è collassata in seguito al crollo del mercato immobiliare e delle banche, i veri motori del miracolo-Zapatero”. (Articolo del 03/04/2011)

Frankfurter Allgemeine Zeitung: Zapatero ha contribuito alla crisi che in un primo momento non aveva riconosciuto e che poi ha negato a lungo (Germania)

Il Capo del Governo spagnolo Zapatero resterà in carica ancora un anno fino al suo ritiro. Finora è stata una “misera bufala”, secondo il conservatore Frankfurter Allgemeine Zeitung, ma può trattarsi anche di qualcosa di molto importante per l’Europa: “In questo momento potrebbero […] essere prese altre decisioni drammatiche. Qualora il Portogallo dovesse chiedere assistenza al fondo di salvataggio europeo, ci sarebbero ripercussioni anche sulla Spagna, che registra un elevato impegno finanziario nel Paese vicino. E comunque, il tutto avviene in un momento di precarietà con più del 20% di disoccupati. […] L’opposizione conservatrice che invano chiede da tempo elezioni anticipate, può davvero rallegrarsi se davvero il premier resterà in carica “fino all’ultimo giorno”, per attuare misure di riforma e risparmio spiacevoli, ma necessarie. Zapatero ha contribuito alla crisi che in un primo momento non aveva riconosciuto e che poi ha negato a lungo. Il fatto che ora abbia intrapreso la strada giusta per far uscire la Spagna dal pantano è positivo anche per i partner europei”. (Articolo del 04/04/2011)

El País: la regola non scritta che due legislature sono il limite massimo per restare al potere (Spagna)

Così come il suo predecessore conservatore, José María Aznar, anche il premier socialista Luis Rodríguez Zapatero resterà in carica per soli due mandati. In questo modo Zapatero crea una regola non scritta, così come riportato dal quotidiano della sinistra liberale El País: “Dopo l’annuncio di Zapatero e quello di Aznar, per i futuri inquilini della Moncloa sarà davvero difficile rompere questa regola non scritta, per cui due legislature sono il limite massimo di tempo per restare al potere. Se tale pratica è destinata a consolidarsi è meglio che avvenga così – grazie a una consuetudine democratica – e non per una legge approvata dal Congresso”. (Articolo del 03/04/2011)

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Foto: (cc)Socialistes Valencians/ globolandia_doc/ flickr