Zapatero e lo zelo riformatore

Articolo pubblicato il 10 gennaio 2005
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Articolo pubblicato il 10 gennaio 2005

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La Spagna socialista del premier Zapatero ha approvato il matrimonio gay . Per seppellire il franchismo. E influenzare il resto d’Europa.

La camera dei deputati spagnola ha approvato i matrimoni e le adozioni gay rovesciando così il verdetto del senato della scorsa settimana. Questo atto segna un passo in avanti ulteriore nella rivoluzione socio-culturale che la Spagna sta vivendo dalla morte, nel 1975, del Generale Franco, ed il susseguente stabilizzarsi di un regime democratico. Nonostante l’opposizione al progetto di legge, a questo “bacillo per il paese” come alcuni prominenti membri della Chiesa cattolica l'hanno chiamato, il 65% degli spagnoli sembra accettare l’estensione dell'antica istituzione del matrimonio alle unioni omosessuali.

La religione non può arrestare il progresso

Una simile riforma era attesa da anni, e l'amministrazione Zapatero andrebbe encomiata per aver messo i matrimoni gay, così come l’eutanasia, al centro del suo mandato liberale per le riforme sociali. Tuttavia, considerando l’Europa nel suo insieme, si tratta di un passo tutt’altro che innovativo. Schemi di unioni civili sono già stati stabiliti in Scandinavia, in Germania e, più recentemente, in Francia dove, nonostante gli sforzi di deputati di destra come Christine Boutin, i PACS sono entrati in vigore nel 1999. Né tantomeno il quadro normativo rispetto alle unioni gay disegnato dal Governo spagnolo appare particolarmente degno di nota, poiché, nel portar avanti il processo di riforma, esso sta semplicemente ricalcando l’esempio di Olanda e Belgio. Quel che invece resta particolarmente significativo ai più, è che la riforma in Spagna rende meno vera la considerazione generalmente assunta per cui su tali questioni l’Europa meridionale si sia attardata rispetto ai paesi settentrionali. Un’opinione che va tanto più minimizzata in considerazione della forte eredità religiosa e delle tradizioni spagnole.

Effetto domino?

Ma quale sarà l’impatto al di là dei Pirenei del via libera del Parlamento spagnolo? È possibile che come l'introduzione di coppie civili ha spinto la questione dei matrimoni gay nell'agenda politica di Madrid, così l'approccio sociale di Zapatero porterà la sua nuova legge altrove in Europa. Se ne sente già l’impatto in Gran Bretagna, dove la Camera dei Lord (camera alta ndr) si è mostrata d'accordo nel creare delle unioni civili per le coppie dello stesso sesso. E risulta particolarmente significativo che la proposta volta a far registrare le unioni dello stesso sesso, abbia ricevuto un appoggio bipartisan, ovvero anche dai banchi di quei Tories (conservatori ndr) fedeli per tradizione ad enfatizzare l'importanza delle politiche favorevoli ai ‘valori familiari’. Anche se potrebbero passare molti anni prima che altri paesi europei possano seguire l’esempio del Regno Unito, è ben possibile che la sfida varata contro i concetti tradizionali di unità familiare, modi di vivere ed orientamento sessuale possa, nel tempo, portare i ‘ritardatari’ a mettersi al passo.

La riforma sociale spagnola mostra come ormai il processo sia avviato: è tuttavia importante che le società europee non si cullino su questi allori, poiché la sifda per la modernizzazione del continente è tutt’altro che vinta. Se è vero che in paesi come il Regno Unito sono state intraprese delle azioni per riconoscere le unioni dello stesso sesso, non esiste ancora una legislazione che garantisca pari protezione alle coppie eterosessuali al di fuori dal matrimonio. Mentre dunque i paesi europei si accordano in modo sempre più armonioso nell’eliminare ogni tipo di discriminazione verso alcuni gruppi di minoranze, alcuni Stati membri farebbero bene a ricordarsi che le discriminazioni possono esser negative e positive, e che bisognerebbe sempre garantire parità di diritti ogni volta sia essa possibile.

(Articolo aggiornato il 1° luglio 2005)