Wwoofers per caso in quel di Strasburgo

Articolo pubblicato il 09 aprile 2015
Articolo pubblicato il 09 aprile 2015

Mancanza di alloggi in Francia e di scuole di calcio in Burkina Faso uniti in un unico progetto? Ebbene sì. Il protagonista di questa ambiziosa avventura è l'ostello di Strasburgo: Tom's Fair House.

Il treno si ferma. Félicien mi viene a prendere vicino alla stazione. Con poche frasi mi spiega che non abbiamo abbastanza tempo per lasciare il mio bagaglio nell'appartamento. Ci districhiamo attraverso stradine affollate nel centro di Strasburgo. Ci accompagna Vuk, serbo, che studia chimica all'università locale. Lavorano entrambi per Tom's Fair House, l'ostello in cui passerò la notte.

All'inizio l'idea era di venire a Strasburgo per visitare Félicien, che avevo conosciuto ad un workshop di teatro. Mi aveva detto che lavorava in un ostello perché non era riuscito a trovare nessun appartamento a prezzi ragionevoli. Qua può alloggiare gratuitamente. Poi sono rimasto affascinato da quello che ho scoperto su questo ostello. Cosi, invece di rimanere solo un weekend, come avevo pensato, sono rimasto un'intera settimana.

Appena arrivato in ostello, mi presento velocemente. Mi rispondono con un: «This is your bed», accompagnato da relativa indicazione del mio letto con un dito. Su questo letto dormirò anche le notti successive. Félicien ed io ci sediamo sopra. Appoggiato alla parete di fronte sta un letto a soppalco. Sette persone siedono su sedie, divani e letti, e Thomas Hincker-Frotz, il proprietario, è da qualche parte lì in mezzo.

Lavorare in cambio di un letto

Thomas ha 35 anni, è nato qua a Strasburgo ed è un po' un sognatore che vuole salvare il mondo. Non si ferma davanti a niente, una volta è stato persino sul punto di comprare la squadra di calcio di Strasburgo per un euro. Ha inaugurato il Tom's Fair House nell'agosto 2013. Wwoofing, l'abbreviazione di "World-Wide Opportunities on Organic Farms" è un concetto diffuso soprattutto in regioni rurali con alta presenza di backpackers. Quindi è abbastanza sorprendente trovare un progetto, in mezzo alla città di Strasburgo,  che offra l'opportunità di fare Woofing sul suo sito Internet. L'idea di Thomas è semplice: dare agli ospiti dei piccoli lavori da fare in cambio di sconti sull'affitto. Per un maggior carico di lavoro possono alloggiare gratuitamente. «È un'iniziativa di grande successo», dice Thomas. Più di successo di quanto avrebbe mai potuto immaginare.

Il fondatore di Tom's Fair House ha sempre in mente il significato originario di queste parole, ovvero produrre prodotti bio. Ma per ora non è stato ancora organizzato niente al riguardo. Quello che rimane però è il principio: «Lavorare per l'alloggio». È solo la tipologia di lavoro ad essere interpretata in modo diverso. Dovrebbe essere libero.

Thomas voleva aprire una scuola di calcio per ragazzine in Burkina Faso ma, prima di tutto, doveva trovare un modo per finanziare il progetto. A poco a poco ha trovato un modo per farlo. Ha affittato due appartamenti dei suoi genitori sulla Quai Finkwiller, che ha poi messo in offerta su AirBnB. Nel marzo del 2014 si è aggiunto l'appartamento sulla Rue Gustave Doré. I letti non rimangono vuoti neanche per una notte (o quasi). La maggior parte degli ospiti ha tra i 18 e i 30 anni, vuole imparare il francese, studiare molto, alcuni lavorano oppure vivono a Strasburgo semplicemente per approfittare degli scambi interculturali. Oltre 40 nazionalità diverse di tutti i continenti sono già state, secondo Thomas, ospiti dell'ostello-Woofing di Strasburgo.

Non solo AirBnB

«All'inizio avevo tre Woofers, ora ne ho dieci». Félicien è venuto a Strasburgo nell'estate 2014, per studiare teatro. Ma un mese dopo non aveva ancora trovato un alloggio. I prezzi delle stanze sono calcolati in base al turismo e quindi fuori dal suo budget. Una stanza a Strasburgo costa in media 449 Euro al mese. L'indice degli affitti in questo senso è paragonabile a città come Amburgo o Helsinki.

Anche le istituzioni sono sovraffollate da studenti che necessitano un alloggio. Il Crous, l'ufficio francese di assistenza per gli studenti, sostiene che tutti i posti negli studentati siano occupati. E, soprattutto a causa della troppa concorrenza, non si può fare affidamento sulla lista di attesa. 

Appena arrivato alla Tom's Fair House, Félicien ha organizzato con altri Woofers un concerto Reggae, i cui profitti sono andati al progetto di Thomas in Burkina Faso. «Pubblicizzare, organizzare l'evento e poi realizzarlo, tutte cose che avevo imparato al progetto teatrale per cui avevo lavorato. Thomas mi aiuta, quindi mi fa ancora più piacere contribuire, dare qualcosa», dice Félicien.

Qualcosa di simile hanno fatto anche Nuno di Lisbona, che disegnava locandine e manifesti per i concerti; Marina, che insegna francese una volta alla settimana nel soggiorno di Rue Gustave Doré o Rafael, dal Messico, che ha lasciato il suo anonimo lavoro come guida turistica per accogliere gli ospiti della Tom's Fair House. I Woofers si trovano lavori da fare di propria iniziativa, se si dà loro abbastanza libertà. «Fare i letti e pulire gli appartamenti è un conto, ma quando per esempio si tratta di organizzare concerti così, su due piedi, certi Woofers si scoprono molto più motivati».

Intanto il progetto di Thomas non è più solamente un profilo AirBnB ben pubblicizzato, ma un'organizzazione noprofit ufficiale. Thomas scrive regolarmente delle sue attività in Burkina Faso sul suo blog. Tom's Fair House sembra proprio la soluzione ideale in una città in cui il fiorente turismo nasconde un'ingiustizia sociale cronica, e nasce da una nicchia che ha inaugurato e sviluppato progetti come Share Economy e altre reti sociali.