W. Ischinger propone uno « statuto neutro »

Articolo pubblicato il 21 novembre 2007
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Articolo pubblicato il 21 novembre 2007
Wolfgang Ischinger, mediatore europeo della troika americano-russo-europea per la risoluzione del futuro statuto del Kosovo, propone uno « statuto neutro » per le prossime discussioni del 20 novembre a Bruxelles tra Belgrado e Pristina.
Per la prima volta, Prsitina e Belgrado sono d’accordo : le due parti rifiutano subito il proposto, però non per le stesse ragioni, ciascuno difende la sua concezione della provincia serba la quale popolazione e per la maggior parte albanese.

Secondo le agenzie, W. Ischinger ha dichiarato che l’obiettivo di questo proposto sia la normalizzazione delle relazioni tra Pristina e Belgrado e che la possibile risoluzione « non conterrà alcuna parola sullo statuto ». « Un accordo su uno statuto neutro sarà un proposto allo scopo di creare delle relazioni independentemente da quella che può essere la determinazione dello statuto del Kosovo. Oggì non esiste alcuna relazione tra la Serbia e il Kosovo, ne alcuno tentativo per una qualunque collaborazione » ha sottolineato il diplomatico tedesco.

Ha spiegato che sarà un accordo di collaborazione sull’economia, il commercio e la lotta contro la criminalità. L’accordo definirà degli obblighi per il Kosovo, come per esempio, consultare la Serbia sulle questioni delle minorità e delle frontiere, quello che secondo il mediatore europeo : « interessa le due parti. »

Questo proposto segna una svolta nel ruolo della troika che passa da mediatore a attore presentando un proposto sullo statuto del Kosovo, precisa la porta-voce di Javier Solana, Cristina Gallach, nel quotidiano albanofono Koha ditore.

Aleksandar Bocan-Harčenko, il mediatore russo ha precisato subito dopo le dichirazioni di W. Ischinger che la troika riflette su un insieme di varianti e proposti allo scopo di stimolare le due parti durante il prossimo incontro del 20novembre in Blic Online, quotidiano serbo. E, aggiunge « che per fare questo non è una buona soluzione evocarne una piuttosto che un’altra ».   

Tuttavia, un giorno prima, il 14 novembre, l’agenzia russa RIA Novosti, rapportava che secondo il ministro russo delle Affari straniere Sergueï Lavrov, la troika del Gruppo di contatto per il Kosovo ha elaborato una buona base per i negoziati sullo statuto della provincia, precisando che bisognava « evitare di predeterminare il risultato dei negoziati e di fissare una data finale ».

Il vicesegretario per le questioni politiche del dipartimento di Stato Americano, Nicolas Berns ha reiterato suo sostegno ad un’ « independenza sovraintesa” se le due parti non arrivano ad un accord il 10 dicembre (data alla quale la troika deve rendere suo rapporto al segretario general delle Nazioni Uniti, Ban Ki Moon) e ha messo in guardia la Serbia contro ogni uso di violenza.

Una posizione sorprendente allora che da già qualche settimana il governo della Serbia pro-europeo urla ad alta voce che nel caso di una proclamazione unilaterale d’independeza della parte albanese, nessun esercito serbo si spiegherà al Kosovo, così la Serbia ha scelto la non-violenza e proietta di collocare delle istituzioni parlelle.

Snejana Jovanovic  Kosovo.over-blog.net

Traduzione Sophie Janod