Vuoi diventare ateo? Rinuncia on line alla tua religione

Articolo pubblicato il 16 agosto 2010
Articolo pubblicato il 16 agosto 2010
Internet ha trasformato il nostro rapporto con le religioni organizzate ed ora potrebbe provocarne il declino. Nel 2009, il sito web irlandese CountMeOut.ie ha fatto discutere il mondo intero offrendo un modo veloce e semplice per abbandonare la chiesa cattolica. Ecco una panoramica su come musulmani, cristiani ed ebrei europei decidono di scambiare la loro fede con la libertà di parola.

La tecnologia moderna sta sfidando le tradizioni millenarie. Mentre in passato la paura e la minaccia di esclusione sociale permettevano alla religione di conservare lo status quo all'interno di una data comunità, oggi internet ha fornito un forum globale di libera discussione agli apostati europei, cioè a coloro che decidono di rinunciare alla propria religione. Visto che il 56% degli europei tra i 15 e i 24 anni affermano di non credere in Dio, è lecito chiedersi se dei siti web come questi potrebbero provocare la fine delle religioni organizzate in Europa?

Primo caso: il Consiglio degli ex musulmani britannici

Sono in tanti i "coraggiosi" che l'hanno fatto online«Stiamo abbattendo il tabù legato alla rinuncia all'islam e prendiamo anche una posizione a favore della ragione, dei diritti e dei valori universali e del secolarismo», dichiara il CEMB, il Consiglio degli ex musulmani britannici (Council of ex-muslims of Britain). Seguendo i passi del suo equivalente tedesco, ex-muslims.org, il CEMB è orgoglioso del suo motto: «Abbiamo rinunciato alla religione!». L'organizzazione online cataloga testimonianze di ex musulmani sia dichiarati che anonimi. Uno dei membri spiega come il sito web le abbia dato il coraggio di lasciare, finalmente, la sua religione, e scrive: «Se voi potete essere abbastanza coraggiosi da uscire allo scoperto in nome di ciò in cui credete, allora lo posso fare anch'io». Un altro, anonimo, afferma: «Agli occhi dei fondamentalisti, siete apostati, ma in futuro sarete riconosciuti come eroi. Ben fatto». L'apostasia, in molti paesiislamici, è un vero e proprio crimine punibile con la morte, mentre in tutta Europa gli ex musulmani sono spesso vittime di atti intimidatori da parte dalla loro stessa comunità. Il CEMB, comunque, non intende lasciarsi intimorire. «Ho ricevuto molte email interessanti da islamisti», dice l'ex musulmano Maryam Namazie. «Secondo una di queste non è possibile lasciare l'Islam. A quella, e a molte altre, dovrei rispondere: "Guardate noi!"».

Secondo caso: la catastrofe cattolica e la tassa luterana

Nell'ultimo decennio, un'esplosione di testimonianze relative ad abusi fisici e sessuali all'interno della chiesacattolica, ha scatenato un effetto domino di disaffezione a livello mondiale. A questo fenomeno ha contribuito anche il colossale insabbiamento del Vaticano che ha coinvolto, alla fine, lo stesso Papa Benedetto XVI. Sono più di 11.000, fino ad ora, gli irlandesi che hanno cliccato su CountMeOut.ie per lasciare ufficialmente la chiesa cattolica. Siti dello stesso genere sono spuntati anche in Polonia e in Italia, anche se un movimento spagnolo molto simile sembra aver già perso slancio a giudicare dal relativo sito web sull'apostasia che giace privo di aggiornamenti dal 2008. Il Cattolicesimo non è l'unica religione cristiana in declino. I legami tra lo statofinlandese e la chiesa luterana un tempo erano forti, afferma Jori Mantysalo, del servizio online di apostasia Eroakirkosta.fi (letteralmente "lascia-la-chiesa.fi"). In Finlandia, l'attività parlamentare viene inaugurata con una messa (non ho trovato conferma online per la Finlandia, ma scopro che accade normalmente in Islanda) e i luterani, l'80% della popolazione, sono soggetti ad una sorta di “tassa ecclesiastica” sui redditi del 1,3%. Due anni dopo la sua fondazione (avvenuta nel 2003) il sito web Eroakirkosta aveva già prodotto e regolato 15.000 abbandoni ufficiali della Chiesa. Da allora, ben 160.000 finlandesi hanno abbandonato ufficialmente la religione di stato.

Terzo caso: ebreo, che ti piaccia o no

«Dire di non essere un ebreo non ti avrebbe salvato dalla camera a gas - afferma Josh Kutchinsksy, scrittore e amministratore della British humanist association. - Sono gli altri a definirti un ebreo, che ti piaccia o meno». Facendo riferimento al CEMB,  Kutchinsksy pone una domanda abbastanza pertinente: «Perché non esiste un consiglio di ex ebrei?». La domanda rimbalza in tutta la rete, gettando nuova luce su una vecchia questione: si può lasciare il giudaismo? E se sì, come? Quando Josh pose questa stessa domanda sul sito ebraico di informazione Chabad.org (la cui missione è quella di «utilizzare la tecnologia di internet per unire gli ebrei di tutto il mondo»), ottenne un'immediata risposta: «Non c'è niente che tu possa fare. Sei ebreo quanto Mosè», gli disse il rabbino Aron Moss. «L'ebraicità non è un credo, un sentimento, una convinzione o uno stile di vita. E' uno stato d'essere. Possiamo gioirne o combatterla, ma sarà sempre lì». Kutchinsky potrebbe dissentire. «Sento la necessità di delineare un nuovo territorio», dice. «Molte persone di origine ebrea sono atee». Infatti, mentre la tradizione antica sostiene con soddisfazione che è impossibile lasciare l'ebraismo, una nuova comunità globale fa eco alle parole di Maryam Namazie: «Guardate noi!».

Foto: Frank Munari/monsieur haze/flickr; video: CEMBadmins/YouTube; Dugges/YouTube