"Voci nel silenzio - la violenza nega l'esistenza"

Articolo pubblicato il 01 aprile 2009
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Articolo pubblicato il 01 aprile 2009
Articolo di Francesca Magistro Le abbiamo sentite eccome le “Voci nel silenzio” che da Torino si sono spostate prima a Vercelli, poi a Novara e che presto raggiungeranno tutte le province piemontesi.
Impossibile non sentirle, non vederle, non leggerle: le piazze principali dei capoluoghi di provincia piemontesi sono state invase da una moltitudine di sagome di donne, ognuna delle quali porta sul busto il nome, l’età e la storia di una donna vittima di violenza domestica.

Voci nel silenzio 2300 sagome, 150 storie di violenza accadute in Italia negli ultimi anni, 300 voci uscite dal silenzio.

“Voci nel silenzio” è un evento di sensibilizzazione con il quale l’Assessorato alle Pari Opportunità della Regione Piemonte in collaborazione con Province, Comuni e le Istituzioni Regionali di Parità, si schiera contro la violenza domestica. Il fenomeno, che ancora oggi è una delle principali cause di morte violenta in Italia e nel mondo, viene considerato problematica di “natura privata” e rimane un argomento particolarmente difficile da affrontare. Per questo motivo non viene riconosciuto come un’emergenza sociale e spesso gli episodi restano impuniti o ignoti.

L’iniziativa “Voci nel silenzio”, che s’ispira liberamente al format internazionale “Silent Witness Program” nato negli Stati Uniti nel 1990, ha ricevuto il patrocinio del Ministro per le Pari Opportunità, del Segretariato Sociale Rai e dell'Università di Torino non solo per il servizio di denuncia offerto, ma anche perchè offre a ogni passante l’occasione di entrare in contatto con una storia reale, riflettere, informarsi e, in alcuni casi, di attivarsi attraverso la segnalazione di servizi specifici.

L’iniziativa ha messo in piazza 150 storie di donne provenienti da classi sociali, fasce d’età, appartenenza etnica diversa, stampate su 300 sagome tutte uguali, perché uguali sono i diritti violati. L’unica differenza, il colore: le sagome viola rappresentano storie finite in tragedia, le bianche storie risolte, storie del coraggio che ha accompagnato alcune donne a denunciare la propria situazione.

L’evento è stato proposto alle istituzioni dall’Associazione Persefone – Percorsi di Partecipazione e Sviluppo che ha voluto riproporre nelle piazze anche un laboratorio pubblico interattivo basato sui format promossi dalle Direzioni dal Consiglio d’Europa e da altri organismi internazionali. A più di 700 studentesse e studenti provenienti da scuole medie inferiori e superiori di tipologia varia oltre che a un pubblico generico è stata proposta un’attività di dialogo interpersonale e di confronto per avvicinare i visitatori a una tematica così complessa. Il laboratorio ha raccolto le emozioni e le riflessioni emerse dall’incontro con le sagome, offrendo la possibilità di confrontarsi con persone che in modi differenti (esperienza personale, occupazione, attivismo, ...) portano una propria testimonianza di impegno e di concreta possibilità di rompere il silenzio della violenza domestica.

Emilia Astore, presidentessa dell’Associazione Persefone, spiega che “senza presa di coscienza della portata del fenomeno risulta difficile, se non impossibile, attivare la cittadinanza in un percorso di responsabilizzazione individuale e collettiva.”

Per info:

Meltinglab - Laboratorio di innovazione sui diritti e la parità

Regione Piemonte - Assessorato alle pari opportunità