«Viva el mal! Viva el capital!»: la Movida in televisione. Per bambini

Articolo pubblicato il 25 gennaio 2009
Articolo pubblicato il 25 gennaio 2009
«Adoro l’economia, il plusvalore e la dissenteria!», gridava dallo schermo la Strega Avería, la “cattiva” del programma televisivo La Bola de Cristal, in onda in Spagna negli anni Ottanta. Unico nel suo genere, il programma per bambini (e non solo) era animato da artisti punk della Movida. Ha partecipato anche Franco Battiato.

La Bola de Cristal è nata nell’ottobre del 1984 da un’idea di Lolo Rico. Pensato per un pubblico giovane, il programma si divideva in quattro parti dirette a fasce di diverse età, che si sono trasformate negli anni: Los Electroduendes (folletti dell’elettronica) per i più piccoli, El Librovisor per incoraggiare la lettura nei più grandi, La banda magnética (ossia il nastro magnetico) incentrato su televisione e cinema, e La cuarta parte, un notiziario per i giovani inizialmente trasmesso a parte.

Il carattere frivolo fece spazio ben presto a contenuti molto più critici, con più peso sociale, culturale e politico. La direttrice stessa ha ripetuto in diverse occasioni che La Bola non era solo un programma per bambini, opinione condivisa anche da Francisco Quintanar, documentarista della trasmissione fin dal suo debutto. «Nessuno oggigiorno passerebbe qualcosa come La Cuarta Parte tra i programmi per ragazzi» dice per telefono Quintanar, riferendosi alla sezione presentata da Javier Garruchaga sui temi d’attualità come la censura o l’Apartheid sudafricano. «Queste sono tematiche da prima serata».

Perchè La Bola piace tanto?

La Bola de Cristal rifletteva i cambiamenti in corso nella società spagnola nell’epoca della “Transizione”. Dopo quarant’anni di dittatura vengono garantite la totale amnistia politica e la libertà di stampa; nel 1977 vengono legalizzati i sindacati e il diritto allo sciopero e nel 1981 il divorzio; nel 1978 vengono bandite le leggi contro l’adulterio. Per le strade si respira un ambiente di tolleranza che alimenta movimenti culturali di rottura come la Movida madrilena, rappresentata da personaggi come il cineasta Pedro Almodóvar, il fotografo García Alix o la cantante e presentatrice de La Bola, Alaska, figlia di un militare spagnolo repubblicano esiliato e di un’esiliata del regime castrista in Messico. Secondo Quintanar si trattava di un’epoca emblematica per l’ideazione del programma. In quel periodo, spiega il documentarista, la televisione godeva di uno dei momenti di maggior libertà di informazione della storia spagnola grazie a diversi fattori: un nuovo Governo eletto in modo democratico che doveva legittimarsi come tale, e un certo vuoto di potere nella televisione, in parte nato come reazione alla censura della dittatura franchista. «Tuttavia», aggiunge Carlos Fernández Liria, uno degli sceneggiatori del programma, «bisogna evitare di mitizzare quest’epoca».

Economia, politica e altro ancora…

Descrivere La Bola come politicamente scorretta non è niente. «Quello è terrorismo!» scherza Quintanar. Lo sceneggiatore e filosofo Fernández Liria conferma che l’equipe aveva carta bianca per la scrittura delle puntate, e che solo in casi sporadici sono stati richiamati «per esempio dall’ambasciata degli Stati Uniti o da quella irachena a causa di critiche a Reagan o a Jomeini». Fernández Liria ci tiene a sottolineare il carattere politico degli “electroduendes”, quei folletti dell’elettronica che ridicolizzavano i cosiddetti “humanoides gilivatios”, ossia gli umani con le loro stranezze tecnologiche. Per un periodo, continua Liria, gli “electroduendes” hanno seguito capitolo per capitolo il Libro prFoto: www.subterfuge.comimo de Il Capitale di Karl Marx. Fernández Liria sottolinea il ruolo del collega Santiago Alba Rico nello spiegare il marxismo e l’economia ai bambini, permettendo di sondare un nuovo terreno e raccontare per una volta qualcosa di diverso. Ad esempio, per spiegare la circolazione del denaro, gli “electroduendes” rappresentavano un Robin Hood sui generis in cui uno degli “electroduendes”, Bobín de los Bosques, era obbligato a derubare l’unica persona ricca che conosceva, guarda caso la sua stessa fidanzata, per consegnare il bottino ai contadini, a loro volta vittime dell’estorsione del capitalista di turno. Oltre al discorso politico, ancora oggi stupisce il tono audace e spudorato del programma. Una sezione dava consigli per «non perdere la dignità durante i pasti»: protesta con decisione se un cibo non ti piace, tira palline di pane a tuo fratello piccolo e pulisciti sempre con la manica. In un’altra sezione una ragazza spiegava la sua gravidanza ai giovani telespettatori: «naturalmente, io e il mio ragazzo abbiamo avuto rapporti sessuali e per questo un umanoide ora sta crescendo dentro di me». La terza sezione, per stimolare l’immaginazione, dava quindici secondi di tempo: «se non ti viene niente in mente, forse dovresti vedere meno televisione!».

…ma anche musica e Movida

Secondo Fernández Liria, la musica è un altro elemento chiave per comprendere il successo del programma. In quegli anni, diversi spazi televisivi dedicati alle avanguardie musicali, tra cui La Edad de Oro e La Bola de Cristal, hanno dato spazio ad artisti e stili fino ad allora considerati di nicchia. La Bola ha ospitato molti gruppi legati alla Movida e molti artisti di rottura: Alaska, Radio Futura, Los Toreros Muertos, Nacha Pop, Gabinete Caligari, Mecano e Franco Battiato tra gli altri. La ripercussione del programma è stata tale che molti dei brani che lo hanno reso noto si sono trasformati in classici dei locali notturni e sono anche usciti in compact disc. Anche se la trasmissione ha contribuito alla diffusione della Movida, è meglio evitare un’identificazione totale tra le due cose. Senza dubbio La Bola de Cristal abbraccia un’estetica affine alla Movida e i protagonisti sono per lo più gli stessi, ma la sua messa in onda ha avuto luogo solo a metà degli anni Ottanta, agli sgoccioli del fenomeno della Movida, ed è stata interrotta verso la fine del decennio, in un contesto culturale e sociale del tutto nuovo. Il programma stesso, a sua volta, con puntate incentrate sulla critica aperta alla Movida, ne prende le distanze. Fernández Liria conclude riflettendo sull’impossibilità di trasmettere un programma come La Bola de Cristal nell’attuale Tv commerciale. Quintanar è dello stesso parere: «Forse Internet è l’unico mezzo in cui potrebbe ripetersi qualcosa del genere».