"Vitya, ciao!" 

Articolo pubblicato il 10 dicembre 2014
Articolo pubblicato il 10 dicembre 2014

CafebabelFirenze vi racconta Maidan, MemoriaOculta ed Escort i film vincitori della 55° edizione del Festival dei Popoli.

Il Festival dei Popoli è un festival internazionale del film documentario, organizzato dall’omonima associazione non-profit, che da oltre 50 anni  si svolge a Firenze. Il 28 Novembre  è cominciata la 55° edizione del festival che come ogni anno ha visto  numerosi partecipanti provenienti da ogni parte del mondo,  confermando la sua vocazione internazionale.

Oltre alle proiezioni dei documentari in gara, tenute in due dei cinema del capoluogo toscano (Odeon e Spazio Alfieri), il Festival dei Popoli  ha visto svolgersi anche dibattiti, workshop e incontri con gli autori dei film presentati al festival all’interno del programma Doc at Work- How I Did it, un’ottima opportunità per  saperne di più sul genere del documentario. Tra i tanti workshop che si sono tenuti, è stato particolarmente interessante per gli amanti del genere, quello condotto dal regista Joes de Putter,  intitolato                                                                                                           “Verità e Finzione del cinema Documentario”. 

Hanno partecipato al concorso internazionale 21 documentari  inediti in Italia, che hanno toccato le più disparate tematiche ( arte, ambiente, società, politica, attualità, famiglia), ma oltre ai film in gara, sono state presentate al Festival altre selezioni come SUI GENERI(S)  e Realityismore

La premiazione dei film vincitori si è tenuta il 5 dicembre presso lo Spazio Alfieri, è stato scelto un film per ognuna della categorie in gara. CafebabelFirenze era lì per voi e vi racconta i film vincitori : per il cortometraggio Escort di Guido Hendrikx (Paesi Bassi), per il mediometraggio Memoria Oculta di Eva Villasenor (Messico) ed infine per il lungometraggio Maidan di Sergei Loznitsa (Paesi Bassi-Ucraina).  

Escort rivela una realtà agghiacciante di intolleranza ordinaria: in tre settimane un comune cittadino si può trasformare in un agente specializzato nel rimpatrio forzato di immigrati a cui è stato negato l’asilo politico. Il documentario adotta il punto di vista degli aspiranti agenti che vogliono imparare a svolgere in maniera adeguata il loro compito, (di) mostrandoci ancora una volta come il male possa diventare  facilmente banale; basta non farsi troppe domande sul ruolo che si decide di interpretare nella società. 

Escort ci ricorda come la  presunzione di essere nel giusto, di essere solo cittadini che si limitano ad assicurare che la legge sia rispettata, metta a tacere qualsiasi ragionevole dubbio se ci sia davvero giustizia nelle nostre azioni. Le conseguenze estreme della paura della perdita d’identità  tipico dei c.d. perdenti della modernizzazione di fronte al fenomeno dell’immigrazione vengono raccontante con estrema lucidità e crudezza dal regista olandese. 

Memoria Oculta è la storia di una donna che avendo perso la memoria, cerca di ricostruire il vuoto nella sua mente attraverso i racconti di tre persone a lei vicine (la madre, il fratello e una cara amica), così un processo che comincia come ricostruzione diventa allo stesso tempo creazione .

La perdita di memoria è una circostanza che spesso è stata raccontata nel cinema, ciò che affascina e allo stesso tempo spaventa di tale eventualità è che con i nostri ricordi si perda definitivamente una parte di noi stessi, della nostra personalità. Dall'altro lato  ricostruire ciò che ci è accaduto come se lo si conoscesse per la prima volta ci fa vedere la nostra vita sotto un punto di vista completamente nuovo, che può svelarci significati prima impensabili. Lo stile onirico del documentario di Eva Villasenor incanta lo spettatore dall’inizio alla fine della proiezione.

Maidan è il nome di una piazza del centro di Kiev dove è cominciata una delle più importanti rivolte di questo inizio secolo: il regime filorusso di Yanukovich e la scelta del governo ucraino di rifiutare gli accordi con l’Unione Europea hanno spaccato la popolazione ,  tra chi teme lo spettro della Russia sulla propria indipendenza e chi spinge invece per un nuovo legame formale fra Ucraina e Russia.

Il documentario di Loznitsa  racconta magistralmente cosa sta succedendo in Ucraina mostrandoci la piazza teatro del scontri, la piazza dove si canta l’inno nazionale e poi la versione rivisitata di Bella Ciao (Vitya Ciao) dove l’invasore ha il nome di Putin.  Piazza Maidan è scenario e simbolo allo stesso tempo della rivoluzione di un popolo dell’Europa dell'Est che lotta per la sua indipendenza.

Non deve essere stato facile scegliere solo tre vincitori data l’alta qualità di tutte le proiezioni presentate, ma non possiamo che concordare sulla scelta. Ed ora non ci resta che aspettare la prossima edizione del Festival dei Popoli che siamo sicuri non ci deluderà.