Vita alla bolognese

Articolo pubblicato il 29 agosto 2005
Articolo pubblicato il 29 agosto 2005

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Dai giovani in tenuta leopardata a una pasta divina: vivere a Bologna significa scoprire tutte le meravigliose eccentricità della più antica città universitaria d’Europa.

La prima cosa che mi ha colpito di Bologna è stato l’incredibile andirivieni quotidiano dei suoi 400.000 laboriosi abitanti. Se la cornice dei londinesi sono marciapiedi e cieli grigi, a Bologna la gente passeggia o va in bicicletta su antiche strade pavimentate. I bolognesi entrano nei bar ogni mattina per cappuccino e cornetto, chiacchierano in piedi al bancone e poi proseguono per la loro strada, forti dei loro occhiali da sole ultimo grido.

Tortellini di origine divina

I bolognesi sono famosi per essere i più maniaci in Italia in materia di moda. I loro gusti stravaganti ispirano gioia e costernazione. Le regole sono semplici. Se hai più di trentacinque anni ed è inverno, il visone Gucci è un must, a patto che non dimentichi il cappello giusto: sarai quindi pronto per la passeggiata delle cinque del pomeriggio in piazza, o anche per un semplice spostamento in autobus. Se hai meno di 35 anni, allora è meglio scegliere abiti di cuoio o tessuto leopardato: molto diffusi tra i locali.

Come per i vestiti, i bolognesi prendono il cibo molto seriamente. Mai chiedere parmigiano per qualsiasi pietanza a base di pesce, né per quella che noi inglesi chiamiamo “salsa alla bolognese” – pardon! – “ragù”. La città è famosa soprattutto per i suoi tortellini, che furono inventati addirittura dagli dei. La leggenda vuole che Marte, Bacco e Venere soggiornassero presso una locanda del paesino di Castelfranco, dove si erano riuniti per mettere pace tra due famiglie bolognesi. Dopo aver loro augurato la buonanotte, l’oste non seppe resistere dallo sbirciare nella camera di Venere dal buco della serratura. Ma la sua impudenza fu punita. Colpito dalla vista dell’ombelico celestiale della dea, fu condannato a ricreare nella pasta quella divina immagine per il resto dei suoi giorni.

Ma quale caffè?

Bologna è una città universitaria – per la precisione, la più antica d’Europa –, ma gli studenti e i giovani in generale non bevono alcool quanto i nordeuropei. Vanno piuttosto a prendere un caffè o un gelato in macchina o in motorino. Ma – attenzione – se bevi un cappuccino dopo le undici del mattino, sarai scambiato per un turista. I bolognesi, infatti, pensano che sia una follia e che il cappuccino, per la sua schiuma, sia perfetto per accompagnare il cornetto a colazione. L’espresso, forte e non macchiato, deve essere bevuto dopo i pasti o per una veloce “iniezione di caffeina”. Ecco perché i bolognesi lo bevono in piedi al bar, come fossero degli shot di vodka.

Aprendo il capitolo alcool, intorno alle sei del pomeriggio, quando l’università chiude e la gente inizia a lasciare il lavoro, gruppi di amici si ritrovano nei bari o nei caffè per prendere un aperitivo. I bar migliori, le “osterie”, servono prosecco e stuzzichini per circa tre euro. La più antica è l’Osteria del Sole. Certo, puoi essere sbattuto fuori se non piaci al proprietario ma, se riesci a entrare, puoi portare il tuo cibo da casa. Mentre un tempo gli italiani non si sognavano di bere a stomaco vuoto, ora scolarsi birre in uno degli otto Irish pub della città è molto cool. A notte inoltrata, alle due, non è raro trovare ingorghi nelle strade principali, quando la gente esce dalle discoteche del centro e si dirige verso i bar o le gelaterie aperte fino a tarda notte. Il gelato è infatti un’altra specialità di Bologna: alla frutta o alla crema, il gelato fresco farà parte della vostra routine quotidiana.

Studente o lavoratore, chi abita a Bologna deve assolutamente trovare il tempo di sedersi in Piazza Maggiore. Durante il giorno puoi ammirare chitarristi capelloni un tempo piacenti col giubbotto di cuoio. E intanto può capitarti di imbatterti in una folla composita: borghesi e gente trasandata che girano in bici quasi sfiorandosi. Le sere d’estate ci sono proiezioni gratuite di film in bianco e nero su maxischermo, mentre a Capodanno la città organizza esibizioni con ballerini, cantanti, ginnasti e focolieri, il tutto accompagnato da fuochi d’artificio. Altre volte, i baristi giocano a calcio dopo la chiusura dei locali. Ho dormito in quella piazza, ho bevuto mojito, mangiato caldarroste o semplicemente fissato il cielo. La amo. Spero come voi.

GUIDA

Lingua

Il centro di Cultura Italiana ha sede nel centro della città e propone corsi di lingua. La città organizza lezioni di italiano a prezzi ridotti: presentarsi di persona all’Isi, Istituzione dei servizi per l’immigrazione: via Drapperie n.6, tel. (+39) 051 233 338.

Università e corsi

L’Università di Bologna è la più antica d’Europa ed ha un’influenza enorme sulla città. In molti dei dipartimenti universitari ci sono musei aperti al pubblico su richiesta: è l’occasione per visitare palazzi splendidi. Vale la pena farci un salto.

Il posto da non perdere

Villa Serena, via della Barca n. 1, tel. (+39) 051 615 6789. È un edificio a tre piani appena fuori città con un cinema, mostre al piano superiore, musica dal vivo al piano terra, e uno spazio per ballare con dj all’aperto. È aperta fino a notte inoltrata.

Cosa fare

Se sei stato stregato dalla frizzante aria di montagna? Perché non affittare il tuo maiale da tartufo e vedere se riesci a scovare anche tu un po’ di oro nero?

Per informazioni: tel (+39) 0721 796 741; e-mail: sorsauro@tin.it

Cosa non fare

Pensare di trovare immediatamente un posto da insegnante in una scuola privata. Ci sono più di trenta scuole di lingua a Bologna: ma la competizione è spietata. Alcune delle più piccole possono darti una mano... ma ti pagheranno per quello che ti promettono?

Alloggio

La Bussola/Centro Erasmus può aiutarti a trovare un appartamento o una camera in una famiglia. L’indirizzo è: via Zamboni n.16. E-mail: erasmus@alma.unibo.it. Tel. (+39) 051 229 264.