Vincent Lacoste, l'attore che non deve chiedere mai

Articolo pubblicato il 23 gennaio 2014
Articolo pubblicato il 23 gennaio 2014

Dopo l'a­do­le­scen­te bru­fo­lo­so di Les Beaux Gos­ses (L'a­do­le­scen­za ri­tro­va­ta), que­sta volta Vin­cent La­coste in­dos­sa il burka per il nuovo film di Riad Sa­touff, Jacky au Royau­me des Fil­les. Nel gotha del cinema francese, fi­nal­men­te il ri­trat­to di un ra­gaz­zo "come gli altri".

Come succede spesso, la serata d'inaugurazione del XXXVI Festival del cinema internazionale Rencontres Henri Langlois continua con un bicchiere di vino. In un angolo del bar, Vincent Lacoste diletta il pubblico, rilassato e socievole. "È sempre bello incontrare il pubblico, ti permette di testare il terreno e constatare se il film è piaciuto, o meno", spiega. Una zazzera di riccioli arruffati, la giacca beige sulle spalle, sorride: "L'ho sentito bene, stasera il pubblico ha riso di gusto".

tutto ha ini­zio in mensa

Il cinema arriva per caso mentre mangia in mensa e iniziano a girare dei volantini per iscriversi a un casting. "Il vicedirettore del liceo era un figurante e un grande appassionato di cinema. Qualcuno era venuto a scuola per distribuire dei volantini". Vincent ammette di non essersi subito interessato al casting, perdendo addirittura la scheda d'iscrizione. Ma quando un amico fu selezionato per una seconda audizione, suona la sveglia. "Mi sono detto che se lui ce l'aveva fatta anche io potevo. Sono andato all’audizione e mi hanno preso. Non sapevo nemmeno per quale ruolo", racconta l'attore.

A 15 anni, Vincent Lacoste si ritrova nel cartellone Les Beaux Gosses (L'adolescenza ritrovata), il primo film di Riad Sattouf. "Nella mia prima inquadratura, mi trovavo in un autobus e dovevo divertirmi. Ero sconcertato, non proprio nervoso, ma qualcosa traspariva dal mio look. In quel momento ho realizzato che stavo per girare un film", dichiara arruffandosi i capelli. In questo primo lungometraggio, Lacoste è Hervé, un adolescente pieno di brufoli dedito alla masturbazione e non a suo agio in un corpo che cambia. "È sempre difficile farsi brutto per un film che tutti i tuoi amici vedranno. A 15 anni non si è belli, è un'età ingrata. Non è stato facile, ma la cosa più importante per me era il film. Certo avrei sicuramente preferito interpretare il ruolo di un liceale bello e ambizioso", afferma ridendo. 

Dopo il successo del film, l'attore si trova nel mondo delle stelle: viene nominato ai César (migliore promessa maschile nel 2010, ndr.) e presentato a un agente che gli propone altri ruoli. Vincent Lacoste confessa di "non aver dovuto faticare per entrare nel cinema. A 16 anni nessuno sa cosa vuole fare. A me è stata data la possibilità di non dover scegliere: dovevo solo farmi trascinare. E poi, è un lavoro fantastico!". Dal 2009, ha già girato 10 film e recitato nell'ultima opera teatrale di Édouard BaerÀ la française. Tra i registi e gli attori con cui ha lavorato, ci sono alcune donne che l'attore ha particolarmente a cuore: Julie Delpy (Le Skylab) o ancora Noémie Lvovsky (Camille Redouble).

IL FRATELLO MAGGIORE

Vincent non smette di elogiare Riad Sattouf, il suo mentore e colui che lo ha lanciato nel mondo del cinema. "Siamo amici, vicini di casa, ci vediamo in continuazione. Lui veglia su di me", dice. Basta vederli insieme per capirlo. Uno accanto all'altro, il regista e l'attore ridono a crepapelle ricordando il rapporto tra gli artisti e le loro muse. Vincent prende in mano la situazione: "Riad è molto esigente. Non ci pensa due volte a dire se qualcosa fa schifo. Bisogna concentrarsi. Non è molto divertente durante le riprese, ma sa quale sia la strada da prendere: sa quello che vuole". Il regista ha pensato subito a lui per il ruolo di Jacky au Royaume des Filles, ma Vicent non avrebbe mai avuto quel ruolo se non avesse preso il diploma di ragioneria. Per il resto, il giovane attore si pone poche domande quando si parla del lavoro del suo amico: "Non mi sono mai chiesto se le sceneggiature fossero belle o no. Ho piena fiducia in lui".

Nella pellicola, Jacky è un giovane scapolo che vive a casa della madre e che ha solo un sogno: sposare la colonnella, figlia della dittatrice di Bubunne (Charlotte Gainsbourg, ndr.), in un mondo immaginario in cui le donne hanno il potere sugli uomini, sottomessi e violati. Semplice e ingenuo, Jacky cerca a ogni costo di trovare la donna della sua vita, a dispetto degli avvenimenti. Vincent confessa che, grazie all'aiuto di Sattouf e un coach, non ha dovuto lavorare molto sul suo personaggio. "Dovevo interpretare un personaggio sottomesso e obbediente. Non sono molto virile, ma ho un vocione. Ho dovuto solo fare attenzione a non cadere nello stereotipo", racconta trasformando la sua voce.

IL GIURAMENTO DI IPPOCRATE E GTA 5

Vincent resta vago riguardo alla sua vita privata. Vivere normalmente per lui significa "'cazzeggiare' a casa (è andato a vivere da solo all'inizio dell'anno, nda.), uscire, prendere la metro, bere shottini e giocare a GTA 5". Non cerca davvero di essere riconosciuto: succede di rado e a lui va bene così. I suoi progetti? l'artista risponde scherzando che "se la spasserà ai Rencontres Henri Langlois, mangerà e si divertirà con i partecipanti al festival". Poi, in tono serio, aggiunge che "essere un attore va bene, ma essere regista permette di raccontare le tue storie. È la migliore professione del mondo e avere un festival che proietta i tuoi film è fantastico!". Vincent Lacoste ha appena finito di girare Hippocrate di Thomas Lilti (la cui uscita è prevista per l'inizio del 2014, nda.), in cui interpreta un medico". È il mio primo ruolo fuori dalla commedia – precisa contento, – ma sono riuscito a metterci dentro 2-3 belle battute". Non si smentisce mai.

Trai­ler di  Jacky au royau­me des fil­les (nelle sale il 29 gen­na­io 2014 )