victor tsoi, L'ultimo eroe del rock

Articolo pubblicato il 15 agosto 2013
Articolo pubblicato il 15 agosto 2013

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Un piccolo, ma necessario tributo al meraviglioso talento di Victor Tsoi, il più grande rocker russo di tutti i tempi, nella speranza che ovunque continuino a risuonare le sue parole e la sua meravigliosa voce roca. I suoi testi, spesso cupi e introspettivi, hanno spinto un’intera generazione di giovani a riflettere sulla loro condizione sociale e a cercare il cambiamento.

Per un attimo lasciate perdere le balalaike, le danze cosacche e persino, con tutto il rispetto, Tschaikovskij e il balletto. Siamo nel 1981, a Leningrado, oggi San Pietroburgo. Mancano pochi anni all'entrata in scena di Michail Gorbacev e soltanto dieci alla definitiva disgregazione dell'Unione Sovietica. Il Partito comunista, capeggiato da Breznev, è ancora ben saldo al suo posto e continua a dettare legge. Anche e purtroppo, per quanto riguarda l'arte e la cultura.

Mentre in occidente sulla scena musicale si susseguono, uno dopo l’altro, grandi nomi come Elvis, i Beatles, Jimi Hendrix, i Led Zeppelin e i Sex Pistols, al di là della cortina di ferro il rock viene considerato un "prodotto capitalista" e messa al bando dal Partito.

KINOMANIA

È in questo clima che tre ragazzi, Victor Tsoi, Aleksei Rybin e Oleg Valinskij formano inizialmente la rock-band Garin i Giperboloidi ("Garin e gli Iperboloidi", dal titolo del romanzo The Hyperboloid of Engineer Garin, di Aleksei Tolstoj). Solo un anno dopo cambieranno nome e diventeranno i Kino ("Cinema"). Ovviamente, come tutti gli altri gruppi, sono obbligati a esibirsi in semiclandestinità, nei club underground o in appartamenti privati. Pubblicano due album, "45" (in collaborazione con un altro gruppo chiamato Aquarium) e Noch, prima che, grazie alla Perestrojka, la loro popolarità esploda. La vetta del successo viene toccata nel 1988, con l'album "Gruppa Krovi" ("Gruppo sanguigno") e il film Igla ("Ago"), in cui recita lo stesso Tsoi e che vanta alcuni pezzi della band nella colonna sonora. La televisione sovietica comincia a trasmettere i loro video e live. Improvvisamente scoppia la "Kinomania".

INNO ALLA LIBERTÀ

L'anno successivo escono addirittura altri due album: Posliednij Geroi ("L'Ultimo Eroe") e Zvedza poimeni Solntze ("Una stella chiamata Sole"), in cui il messaggio politico, quasi latente nei testi precedenti e affrontato soprattutto tramite un continuo "inneggiare alla libertà", si fa più esplicito. In pezzi come Peremen! ("Voglio un cambiamento!") e nella stessa Zvedza po imeni Solntze, Victor canta: "la guerra è un affare dei giovani, l'antidoto alle rughe, è il rosso, il rosso del sangue". La loro musica diventa il simbolo di un'intera generazione di ragazzi che, con coraggio e in maniera spregiudicata, pretendono riforme nella struttura sociale. Il loro successo aumenta e i Kino vengono invitati a suonare in Danimarca, Francia, Italia e persino a New York.

L’ALBUM NERO

Ma ecco che giunge il 1990. Più precisamente, il 15 agosto del 1990. Il gruppo, dopo un lungo periodo in tour, decide di prendersi una breve pausa prima di registrare un altro album. Tsoi passa le vacanze in Lettonia. Mentre è al volante lungo la strada che collega Sloka a Talsi, la sua vettura si schianta contro un autobus. La morte del cantante è un fulmine a ciel sereno. Ha soltanto 28 anni. Uno in più rispetto ai classici "27" che gli avrebbero consentito di entrare nella lista dei "maledetti", accanto a Jimi Hendrix, Jim Morrison e Janis Joplin. L'intera nazione è sotto shock. La Komsomolskaya Pravda, il quotidiano più importante dell’Unione Sovietica, scrive: "Per i giovani del nostro Paese, Tsoi era più importante di qualsiasi celebrità, di qualsiasi politico, di qualsiasi scrittore. Tsoi non ha mai mentito: non si è mai "svenduto". Era ed è rimasto se stesso. Era impossibile non credergli... Tsoi è stato l'unico rocker che viveva esattamente ciò che cantava nelle sue canzoni, non c'era alcuna differenza tra la sua immagine e la sua vita reale... Tsoi è l'ultimo eroe del rock". In onore del loro frontman, gli altri componenti della band terminano l'album per il quale Tsoi aveva già registrato alcune parti vocali. Il disco rimane senza un titolo preciso ma viene battezzato Chorny Albom ("Album Nero").

IL MURO DI TSOI

Il 15 agosto 1990 a Mosca, all’incrocio tra via Arbat e il vicolo Krivoarbatsky, al numero 37, qualcuno scrive su un muro: "Victor Tsoi è morto oggi", ma la replica è immediata. La scritta "Victor Tsoi è vivo!" appare in un altro murales e, in breve tempo, centinaia di graffiti dedicati alla rock star e alla sua band trasformano la parete in un memoriale.

Ribattezzato come "Tsena Tsoya", ("Muro di Tsoi"), i fan, ancora oggi, usano lasciarvi le loro sigarette spezzate e accese in speciali posacenere. Il luogo diventa un simbolo sia dei Kino che di Mosca e nel 2012, in occasione del 50° anniversario della nascita di Tsoi, Google crea un doodle in suo onore.