Viaggio nel mondo interiore di Chagall

Articolo pubblicato il 08 maggio 2015
Articolo pubblicato il 08 maggio 2015

Fino al 28 giugno, i Musei Reali delle Belle Arti di Bruxelles ospiteranno una mostra retro-spettiva dedicata all'artista russo Marc Chagall. Un percorso cronologico attraverso le sue creazioni, che ci invita a fonderci nell'universo dell'artista, segnato dai movimenti d'avanguardia, dalle sue origini ebraiche, dai suoi viaggi e dagli eventi storici del XX secolo.

Circa 200 opere appartenenti a diverse collezioni pubbliche e private di tutto il mondo, attualmente esposte ai Musei delle Belle Arti di Bruxelles, ci svelano l'universo personale di Chagall. Il nostro percorso inizia nel 1908, data alla quale risalgono le prime creazioni dell'artista nel suo villagio natale. Da quel luogo egli sarà influenzato e trarrà le sue fonti di ispirazione di tradizione russa. Seguono i suoi anni a Parigi e i suoi contatti con l'avanguardia della Ville Lumière, per finire con gli anni dell'esilio negli Stati Uniti

Chagall, l'ebreo errante

Marc Chagall (Vitebsk 1889 - Saint-Paul-de-Vince 1985) è senza dubbio uno degli artisti più rappresentativi del XX secolo. Grazie allo stile molto vivido che lo contraddistingue, le opere di Chagall rappresentano infatti sia una testimonianza degli avvenimenti personali della vita dell'artista sia una cronaca del suo tempo. Nelle sue creazioni sono rintracciabili temi collegati alla tradizione russa, così come alle sue origini ebraiche: il violinista, il circo, i rabbini erranti, che fanno tutti riferimento alla sua cultura familiare e riflettono metaforicamente la sua condizione di emigrante in un'Europa colpita dalle Guerre mondiali e la Rivoluzione russa. I suoi viaggi in Francia e negli Stati Uniti hanno inoltre segnato profondamente le sue opere, con l'influenza del cubismo e del surrealismo (La tentazione - 1912 o Nudo sopra Vitebsk - 1933). La maggior parte dei suoi quadri sono caratterizzati dall'uso di diverse tecniche avanguardiste europee e americane, nonostante lui non sia mai stato legato a nessun movimento artistico.

Anche nella Bibbia Chagall scorge una preziosa fonte di ispirazione e non esita a incorporare l'iconografia cristiana ed ebraica all'interno delle sue opere. Nonostante il suo spirito ottimista e brillante, i suoi dipinti diventano irrimediabilmente più cupi durante la seconda guerra mondiale. Il tema della crocifissione appare nelle sue opere come simbolo della sofferenza dell'umanità (Apocalisse in lillà - 1945 e Crocifissione in giallo - 1938). Tuttavia, l'amore e la speranza restano temi presenti all'interno delle sue creazioni. Bella, sua musa e prima moglie, è per lui una fonte di ispirazione nelle sue opere più celebri e affascinanti (L'anniversario - 1915 e La passeggiata - 1918).

L'artista cronista del suo tempo

In questa mostra ci troviamo di fronte a uno Chagall più intimo, con dipinti che riflettono i suoi sentimenti di fronte agli avvenimenti storici e alle sue preoccupazioni personali. Allo stesso modo è riconoscibile lo Chagall intellettuale, in contatto con diverse forme di creazione artistica: la letteratura con le sue illustrazioni delle favole di La Fontaine e gli incontri a Parigi con ApollinaireMazin; il teatro, con le sue scenografie per le opere di Gogol Aleikhem in Russia; e la musica, che egli stesso definì come «il mezzo per superare la sofferenza della morte, dell'esilio e della guerra», simbolo della creazione divina e umana.

Sopravissuto alle Guerre mondiali e alla Rivoluzione russa, Chagall decide di trascorrere i suoi ultimi giorni in un villaggio nel sud della Francia. All'età di 86 anni realizza Don Chiosciotte (1975), esposto alla fine della mostra come una sorta di epilogo del nostro percorso, un'ultima opera che riassume perfettamente la vita del personaggio: l'immagine di un cavaliere portatore di libertà e sempre ottimista di fronte alle avversità, l'antieroe vittorioso che scova sempre una luce nell'oscurità.