Vetusta Morla: esportiamo il rock castigliano lontano dalla Spagna

Articolo pubblicato il 19 novembre 2011
Articolo pubblicato il 19 novembre 2011
Amato da molti, odiato da altri, il gruppo spagnolo Vetusta Morla scatena passioni ovunque vada. Fugge dalle etichette e, a poco a poco, il gruppo nato negli anni '90 tra le aule di una scuola di Madrid, si è guadagnato l'approvazione di un pubblico sempre più eterogeneo.

Il loro disco del 2008 Un día en el mundo è stato un autentico boom, e i "Vetusta" sono diventati gruppi più importanti del panorama spagnolo. Il brano Copenhague è stata eletto una delle tre migliori canzoni indie degli ultimi 30 anni in Spagna. Sono Pucho (voce), Guillermo Galván (chitarra), Jorge González (percussioni), David García "El Indio" (batteria), Álvaro B. Baglietto (basso) e Juanma Latorre (chitarra). Insieme percorrono in questi giorni le strade del Messico per una serie di concerti che sperano possa lanciarli a livello internazionale.

cafebabel.com: Dopo aver girato tutta la Spagna, l'Argentina, il Messico. . . quando farete un tour europeo? 

Juanma: "Nos hablan de escenas muy interesantes en Alemania y Francia, pero tenemos un pequeño hándicap que es el idioma"Juanma: A marzo saremo a Londra e, a parte qualche volta in cui siamo stati in Italia, sarà la nostra prima incursione europea. Magari potessimo andarci di più. Ci parlano di scene molto interessanti in Germania e in Francia, ma abbiamo un piccolo handicap che è la lingua. Cantiamo in spagnolo ed è più difficile arrivare a un pubblico che non parla la nostra lingua. Nonostante questo ci hanno spinto a farlo, ci hanno detto che c'è interesse verso la musica in castigliano fuori dalla Spagna. L'altro inconveniente è che si tratta di musica in spagnolo senza una componente culturale tipica; è rock. Se fosse flamenco forse avrebbe più pubblico...

cafebabel.com: Avete intenzione di cantare in un'altra lingua?

Guille: Veramente no. All'inizio abbiamo sperimentato qualche canzone in inglese, un altro brano che mescolava varie lingue, ma ci siamo resi conto che, componendo dei brani, abbiamo bisogno di un controllo totale sulle parole. Le parole meritano la stessa precisione che applichiamo agli strumenti.

cafebabel.com: Avete una casa discografica tutta vostra. Come è nata l'idea?

Pucho: Un po' per necessità. All'inizio abbiamo fatto una demo del disco e l'abbiamo fatta sentire a tutte le case discografiche, ma senza nessuna risposta. Così abbiamo deciso di passare al piano B, che consisteva nel registrare il disco senza appoggio discografico e vedere se riuscivamo ad ottenerlo dopo. Non è andata bene neanche così e siamo passati al piano C che era questo. Con il nuovo album Mapas abbiamo deciso di continuare in questo modo perché avevamo ideato questo tipo di supporto per il primo disco ed aveva funzionato molto bene, per cui siamo andati avanti in questa direzione. 

cafebabel.com: Il successo non è arrivato all'improvviso, ma in quale momento avete detto "la cosa ci è sfuggita di mano"? 

Su propia discográfica, nacida ante la falta de respuestas del mundo musical para editar sus trabajos, también ha producido este discoJuanma: Per il boom mediatico del 2009 si sarebbe potuto pensare che fossimo sbucati fuori dal nulla, ma era molto tempo che stavamo lavorando e le cose sono avvenute in modo così graduale che ci hanno permesso di assorbire l'intera situazione. Certo, è vero che ci sono stati momenti molto speciali come quello in cui cantavamo con DeluxeQué es lo que está pasando.

Guille: C'è stato un momento, di cui solitamente non parliamo, che ci ha colpito molto. È stato quando abbiamo suonato la prima volta a La Riviera a Madrid: vi ricordate? Era un concerto con vari gruppi e noi eravamo solo un gruppo tra tanti. Sembrava che il concerto fosse finito, ma la gente cominciò a cantare in coro “oeoeoe” e siamo rimasti paralizzati, mentre pensavamo "mamma mia...".

Jorge: Anche per me è stato quello il momento, perché subito dopo ho dovuto chiudere il mio chiringuito (bar sulla spiaggia). Mi sono reso conto che sarebbe stato impossibile seguire tutte e due le cose e che la musica avrebbe richiesto un'attenzione esclusiva.

cafebabel.com: Cosa suona e chi ha il controllo della radio del furgoncino?

Guille: La controlla il copilota che è quello che si trova più vicino ai comandi e che normalmente è Juanma, anche se a volte riceve pressioni dalle fila dietro. Normalmente però, il tempo trascorso sul pulmino è dedicato al riposo e cerchiamo di far sì che ci sia silenzio.

Juanma: Io faccio delle compilation... Le preparo per il furgoncino e mi arrabbio quando le tolgono e, anche se non ho ancora ricevuto minacce, qualche bottiglia di plastica me l'hanno tirata.

cafebabel.com: Vi sentite più a vostro agio nei piccoli concerti acustici o in quelli più grandi elettrici?

Jorge: Quelli acustici sono così poco frequenti da rendermi abbastanza nervoso perché oltre ad avere quella caratteristica speciale solitamente hanno anche un punto in più di instabilità. Quelli elettrici ce li abbiamo già più in circolo ma quelli acustici sono delle piccole rarità che facciamo ogni tanto. Quali preferisco? Non so scegliere.

Quién los ha visto y quién los ve

cafèbabel.com: Dopo tanti concerti e dopo aver fatto così tanta strada c'è qualcosa a cui ancora non riuscite ad abituarvi?

Guille: Credo ai momenti prima dei concerti. Sono orribili!

Juanma: Sì, i momenti di attesa. Continuano a renderci nervosi. Durante il concerto che abbiamo tenuto per l'anniversario di Amnesty International eravamo tesi come delle corde di violino... È stato speciale perché c'erano la nostra famiglia, gli amici. E abbiamo fatto qualcosa che non avevamo mai fatto: era la prima volta che suonavamo le canzoni di Mapas in acustico. Era tutto nuovo. Credo che sia stato il concerto del tour in cui mi sono sentito più nervoso...

Foto: apertura © Marta Arias; carátula del disco y Sonorama 2008, página oficial de facebook de Vetusta Morla; vídeo: vetustamorla/youtube.