Vertice G20 infruttuoso: l’economia mondiale continua a vacillare

Articolo pubblicato il 28 giugno 2010
Articolo pubblicato il 28 giugno 2010
Gli stati del G20 devono dimezzare il loro decifit di bilancio almeno fino al 2013, si dice nella dichiarazione di chiusura dell’incontro al vertice di Toronto pubblicata domenica sera . Non si è raggiunto un accordo sui contributi delle banche o sulle imposte di transazione finanziaria. La stampa ritiene che i risultati siano da scarsi a miserabili e richiede più controlli sull’economia mondiale.

El País: „ Può portare a ricadute nella recessione”; Spagna

Dopo il vertice dei G20 a Toronto il quotidiano di sinistra liberale El País deplora che ancora non ci sia un organo che coordini l’economia mondiale: „ In nessun punto ci si è preoccupati dell’urgente e necessario coordinamento della politica economica dei 20 stati (nemmeno di quella degli otto stati più sviluppati del G8). Proprio questo è perciò il problema più urgente della crisi. Le misure di risparmio sono necessarie, ma devono essere eseguite in modo tale che non tutti gli investimenti e i bilanci siano tagliati nello stesso tempo. Poichè altrimenti si impedisce che alcune economie nazionali possano contribuire al ritorno del progresso, che è influenzato soprattutto dai costi della recessione. In non poche economie nazionali europee, fra cui anche quella spagnola, si può arrivare a ricadute nella recessione, e quindi la creazione di posti di lavoro richiederebbe troppo tempo. Il G20 deve assumere un ruolo di coordinatore, che al momento non ha ancora adottato”. (Articolo del 28.06.2010)

Frankfurter Rundschau: „ Corsa senza freni per evitare il favore dei mercati finanziari“; Germania

I partecipanti del vertice G20 non hanno messo al guinzaglio i mercati finanziari, bensì hanno deciso di tagliare le spese sociali, si arrabbia il quotidiano di sinistra liberale Frankfurter Rundschau: „ Poichè i risparmi da soli non risolvono il problema dei debiti, tutti i paesi rafforzano la loro competitività, per generare la crescita: si privatizza, lo stato razionalizza di nuovo le spese, le tasse non vengono aumentate nonostante la scarsità di denaro e i mercati del lavoro si flessibilizzano. Ciò che è iniziato come una grande azione per „contenere i mercati“, sembra sfociare in una nuova edizione del programma, che dalla crisi è stato criticato come “Neoliberalismo”. Questo minaccia una nuova corsa globale alla “competitività”, in cui tutti i paesi concorrono per le alte rendite di capitale e i costi minimi. Questo significa che è altrettanto importante, oltre ad una regolamentazione dei mercati finanziari, che gli stati industrializzati coordinino i loro sforzi nella necessità di risparmio, per evitare una corsa senza freni al favore dei mercati finanziari”. (Articolo del 28.06.2010)

Večer: „Ognuno vorrebbe far parte del G20, anche se non è chiaro perché”; Slovenia

Un altro incontro dei G20 senza risultati, scrive il quotidiano Vecer , cercando di capire il senso della manifestazione: „ L’atmosfera negli hotel di lusso era morbosamente ricercata e ipocritamente amichevole. Alcuni davano persino un’occhiata alle partite di calcio. Dietro ai blocchi si bastonavano i poliziotti, gli anarchici e gli oppositori della globalizzazione. I dimostranti sanguinavano. I temi più seri erano troppo numerosi e i problemi insolubili, le differenze di opinione troppo grandi, e il tempo per i colloqui troppo poco. I leader mondiali hanno chiaramente fallito. Le decisioni per la crisi economica, per il settore bancario, per il mercato libero ieri non sono state pronunciate. I partecipanti concordavano soltanto sul fatto che il recupero dell’economia mondiale è fragile. I leader mondiali si conformavano al loro ruolo e hanno offerto una manifestazione superficiale. L’incontro dei G20 non è più da tempo una questione di prestigio nazionale. Ognuno vorrebbe farne parte, anche se non è chiaro perché”.(Articolo del 28.06.2010)