Valle della Luna: una piccola società fuori dagli schemi tradizionali

Articolo pubblicato il 10 luglio 2014
Articolo pubblicato il 10 luglio 2014

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Situata appena fuori Santa Teresa di Gallura, precisamente a Capo Testa,vi è un luogo magico e ricco di tradizione, la Valle della Luna. Il nome deriva da una caretteristica della valle, che rende il luogo estramente affascinante agli occhi del visitatore: monumentali roccie granitiche nei giorni di luna piena, vengono irradiate, illuminando completamente la vallata. 

Mi è ca­pi­ta­to di vi­si­ta­re due volte il posto, sono state due espe­rien­ze com­ple­ta­men­te di­ver­se una dal­l'al­tra: la prima volta ho avuto oc­ca­sio­ne di ap­prez­za­re la bel­lez­za dei pae­sag­gi, l'ac­qua lim­pi­dis­si­ma,la mac­chia me­di­ter­ra­nea,le rocce fan­ta­sti­che ed ognu­na con forma pro­pria, in que­sta oc­ca­sio­ne il mio sog­gior­no pres­so la Valle è stato molto breve,solo una notte. Ho af­fron­ta­to que­sta espe­rien­za più con gli occhi da tu­ri­sta il quale vede ap­prez­za e va via, la­scian­do un ri­cor­do bello ma piut­to­sto su­per­fi­cia­le del posto.

La se­con­da oc­ca­sio­ne è stata quel­la che mi ha fatto real­men­te ca­pi­re l'es­sen­za del posto, e che mi ha fatto dav­ve­ro ri­flet­te­re tanto da scri­ve­re e con­di­vi­de­re la mia espe­rien­za con chi ha la pa­zien­za di leg­ge­re que­sto testo. Il luogo fin dagli anni '60 è abi­ta­to da hip­pie, ora che il mo­vi­men­to è an­da­to via via sce­man­do­si,la valle ac­co­gle tutte quel­le per­so­ne che guar­da­no con am­mi­ra­zio­ne que­gli anni e per­chè no rim­pian­go­no di non es­se­re vis­su­ti in quel pe­rio­do (me com­pre­so). De­fi­ni­rei il luogo come una pic­co­la so­cie­tà,al­l'in­ter­no della quale vige una sorta di so­li­da­ri­tà or­ga­ni­ca tra le per­so­ne,quel­la so­li­da­rie­tà che è an­da­ta via via sce­man­do con la so­cie­tà moderna.​La mag­gior parte delle per­so­ne che abi­ta­no la valle (che sia per pochi gior­ni o ad­di­rit­tu­ra tutto l'an­no) sono do­ta­ti di una ge­ne­ro­si­tà unica,o me­glio, il con­te­sto crea que­sto tipo di ge­ne­ro­si­tà. Fa parte della quo­ti­dia­ni­tà im­bat­ter­si in per­so­ne al­l'ap­pa­ren­za sco­no­sciu­te che con­di­vi­do­no ciò che hanno con altre per­so­ne. Ap­pa­ren­te­men­te sco­no­sciu­te poi­chè sono per­so­ne che non hai mai visto nel­l'ar­co della tua vita, però hanno un qual­co­sa den­tro, non un fat­to­re pu­ra­men­te este­ti­co, ma in­ter­no che co­no­sci be­nis­si­mo e ti ri­spec­chi, che fa si che ti porta a strin­ge­re su­bi­to un rap­por­to con le per­so­ne che po­po­la­no que­sto fan­ta­sti­co posto e la vo­glia di con­di­vi­de­re un qual­co­sa con loro, per­fi­no un sem­pli­ce sa­lu­to di­ven­ta d'ob­bli­go, spon­ta­neo e sin­ce­ro. Forse mi sto fa­cen­do pren­de­re trop­po dalle mie emo­zio­ni per­so­na­li ren­den­do que­sto testo un qual­co­sa di pu­ra­men­te sog­get­ti­vo,però sono si­cu­ro che le per­so­ne che hanno vis­su­to un'e­spe­rien­za in Valle della Luna,com­pren­de­ran­no a con­di­vi­de­ran­no il mio pen­sie­ro,e, quel­le che non ci sono state sa­ran­no som­mer­se dalla cu­rio­si­tà di con­sta­ta­re ciò che sto scri­ven­do. Ri­ten­go che la no­stra so­cie­tà così im­pe­gna­ta a rin­cor­re­re la fe­li­ci­tà e il be­nes­se­re die­tro a uno stu­pi­do pezzo di carta, avreb­be qual­co­sa da im­pa­ra­re da que­sta pic­co­la so­cie­tà per certi aspet­ti così agli an­ti­po­di, e ca­pi­re che la fe­lic­tà ri­sie­de anch nel be­nes­se­re del­l'al­tra per­so­na,nel con­di­vi­de­re con le altre per­so­ne e dare la pos­si­bi­li­tà ed i mezzi alle altre per­so­ne di poter con­di­vi­de­re un qual­co­sa con te, non per forza di ma­te­ria­le.