Va dove ti porta il voto: studenti Erasmus esclusi dal governo

Articolo pubblicato il 25 gennaio 2013
Articolo pubblicato il 25 gennaio 2013
Il 21 dicembre 2012 la profezia dei Maya aveva pronosticato che non avremmo visto l'alba del giorno dopo e, invece, contro ogni previsione, il 22 dicembre è arrivato. Proprio in quel giorno il Presidente della Repubblica ha indetto ufficialmente le elezioni che si svolgeranno in Italia il 24 e 25 febbraio 2013.
Tuttavia, un’altra minaccia apocalittica ha scatenato la furia di orde di studenti indignati ed emigrati “a breve termine”. L’impossibilità di partecipare al voto e la negazione di un fondamentale diritto cittadino.

Il testo del decreto incriminato (DPR n.226) definisce le modalità di voto per i cittadini italiani che si trovano in territorio straniero, nello specifico i residenti iscritti all'AIRE e coloro che si trovano temporaneamente all'estero “per motivi di servizio o missioni internazionali” (come gli appartenenti alle Forze armate, i dipendenti pubblici, i professori e ricercatori universitari). Tutti gli altri cittadini residenti temporaneamente all'estero “potranno votare esclusivamente recandosi in Italia presso le sezioni istituite nel proprio comune di iscrizione nelle liste elettorali”. 

Un diritto negato

Chi sono i cittadini italiani ostacolati nell'esercizio del diritto-dovere di voto? Sono gli studenti e i lavoratori fuori sede e gli studenti che si trovano in altri paesi, in Erasmus. Un numero consistente di italiani, insomma, non avrà la possibilità di tornare in Italia o recarsi in un seggio estero per votare. Basti pensare che solo una di queste categorie – quella degli studenti Erasmus – comprende almeno 25.000 persone.

Da Strasburgo

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Gli appelli sono stati tanti per cercare di cambiare la situazione in tempo per l'imminente tornata elettorale, come quello dell'europarlamentare Silvia Costa, per un registro d'iscrizione apposito per gli studenti Erasmus, presso i consolati italiani, o un rimborso per le spese di viaggio, per il ritorno in Italia.Dal canto loro, gli studenti hanno unito le proprie voci, soprattutto grazie ai social media, catalizzando l'attenzione dei media mainstream sulla loro petizione diretta al Ministro Cancellieri.

Ma perché questo problema, pur coinvolgendo altre categorie, sembra riguardare più da vicino gli studenti Erasmus? Il problema non è nato adesso. Altri cittadini e studenti fuori sede o all'estero, in passato, si sono trovati obbligati a scegliere se affrontare le spese di viaggio e tornare nel proprio comune o incrementare la percentuale degli astensionisti. Allora perché, in questi giorni, l'attenzione mediatica è così alta? 

il No del Governo è il primo passo di una battaglia per un'Italia più democratica ed Europea

Lo abbiamo chiesto ad alcuni studenti. Alessandra P., 21 anni, originaria di Bari ma studentessa fuori sede a Trento e attualmente in Erasmus in Gran Bretagna, è tra chi ha deciso di mobilitarsi sul web per esprimere la propria indignazione, creando una delle pagine facebook più attive e seguite in questi giorni (“Studenti italiani che non potranno votare alle prossime elezioni”). “Credo che si sia data risonanza al problema ora, per via della nostra grossa mobilitazione”. Secondo Alessandra, i social media sono stati essenziali per “riunire tutti coloro desiderosi di votare e impossibilitati a farlo”.

Per Andrea M. - napoletano di 24 anni, studente di ingegneria, in Erasmus a Parigi - “È una questione di principio: garantire il voto a tutti quelli che hanno la cittadinanza italiana che sono nel mondo per motivi come lo studio, la ricerca, il lavoro… e che tra qualche mese torneranno in Italia. Gli Erasmus sono all’estero partecipando a un progetto firmato anche da un governo italiano, lo stesso governo che oggi non riesce a garantire il voto”.

Una sconfitta o il primo passo per un cambiamento?

Eppure, nonostante le proteste e l'indignazione, il Consiglio dei Ministri ha dichiarato che, almeno per questa tornata elettorale, gli studenti all'estero impegnati nel programma Erasmus –almeno 25.000 - non potranno votare, a causa di “difficoltà insuperabili: anzitutto di tempo e di praticabilità e, soprattutto, di costituzionalità nel selezionare unicamente gli studenti Erasmus, escludendo tutti gli altri soggetti che si trovano all'estero per ragioni di studio, ma senza una borsa Erasmus, come nuova categoria di elettori temporanei”.Una sconfitta, insomma. Ma non per Alessandra: “Personalmente non ritengo il No del Consiglio dei Ministri una sconfitta, anzi è solo il primo passo di una battaglia, che ci costringe a non accontentarci di un cambiamento temporaneo dell’ultimo minuto, ma a richiedere al nostro Paese un passo ulteriore verso una dimensione più democratica ed Europea". Parole che riflettono l'indole dei giovani italiani, spesso colpevolizzati per la loro disaffezione politica, per essere “bamboccioni” o “cervelli in fuga” che abbandonano il Bel Paese al proprio destino. Tale rivendicazione suggerisce un'immagine ben diversa: ragazzi intraprendenti nell’uso dei nuovi strumenti di comunicazione e con tanta voglia di muoversi al di là dei propri confini, senza tuttavia considerarsi esclusi dalla vita politica del proprio Paese. “Abbiamo dimostrato che l’Italia ha in sé un bacino di giovani desiderosi di cambiare le cose e che insieme possiamo avere un grosso impatto”.

In Italia, dove la politica diventa, spesso, motivo di derisione o di sfiducia, in un clima elettorale le cui parole chiave sono state “rottamazione”, “rivoluzione”, in un paese dove gli astensionisti sono “il primo partito d'Italia”, l'indignazione non deve essere ricercata nel mero atto fisico dell'ostacolare un cittadino nell'esprimere la sua preferenza alle urne. Ciò che ha indignato questi ragazzi sono le promesse della generazione politica e una chiamata al cambiamento che non trova mai riscontro nell'immobilismo della realtà italiana. 

Abbiamo fatto un'ultima domanda ai due studenti Erasmus, forse la più importante: "tornerai in Italia per votare il 24-25 febbraio?". Purtroppo ci sono le spese di viaggio e i corsi da seguire, sono queste le vere “difficoltà insuperabili”.

Foto: tutte © pagina facebook Studenti italiani che non potranno votare alle prossime elezioni