Uno juventino, un napoletano e una juventina entrano su Facebook...

Articolo pubblicato il 13 febbraio 2016
Articolo pubblicato il 13 febbraio 2016

Abbiamo provato a intrattenere una conversazione tra tifosi di calcio, in maniera pacata. L'idea iniziale era di farci domande spinose ma corrette. Calciopoli e Maradona, Sarri che ama Mancini, campanilismo e hockey su prato sono stati gli argomenti affrontati. Prima che tutto, giustamente, finisse in insulti. Garbati.

Questo articolo sembra una barzelletta. Un napoletano, un massese e una torinese entrano su un gruppo Facebook e parlano di calcio. Uno juventino fa una domanda ad un napoletano che a sua volta chiede delucidazioni ad un'altra juventina. La par condicio ci fa schifo. Due contro uno ma il Napoli non gioca in contropiede. È l'azzurro che fa il gioco.

In occasione del big match di sabato sera allo Juventus Stadium, noi di cafébabel ci siamo mossi d'anticipo e abbiamo cercato di dare delle risposte a dei quesiti irrisolti. Non ci siamo riusciti, ovviamente.

(N.d.r.: l'autore, che scrive per cafébabel Firenze, non è fiorentino. Einstein sosteneva che se fosse nato uno juventino a Firenze, esso avrebbe dovuto ammazzarsi.)

Calciopoli

cafébabel Napoli: Calciopoli è storia: come si fa a tifare Juventus con tutta questa nonchalance dopo quei fatti? Vergogna.

cafébabel Firenze: Io, ad esempio, tifo i colori bianconeri e non difendo una società o una dirigenza. Ho tifato per Pirlo, Tevez e ora per Dybala. Per Allegri o per altri allenatori, volendo. Credo che di Calciopoli ormai si sia detto tutto. Vorrei solo chiarire che, da tutto il discorso sugli "scudetti sul campo", emerge un'unica verità: l'Inter non ha alcun diritto di sfoggiare lo Scudetto 2005/2006. Se è stato deciso di eliminare quelle due stagioni dalla storia della Serie A a me sta bene. Ma bisogna rispettare fino in fondo la decisione, come per i Tour di Armstrong che non sono stati riassegnati. 

cafébabel Napoli: Ma la Juventus rappresenta l'idea di "imbroglio", questo va riconosciuto e purtroppo vale anche all'estero, il che è clamoroso. Se si fa il tifo per i giocatori in sé e per sé, allora non si è tifosi di una squadra specifica.

cafébabel Firenze: La Juventus ha avuto le mani in pasta nel sistema Calciopoli, più o quanto gli altri, questo è innegabile. Un giudice ha poi deciso che ci fosse dentro fino al gomito e, personalmente, rispetto questa decisione senza inutili piagnistei: stiamo comunque parlando di una società multimilionaria con persone stipendiate per dare calci ad un pallone. I problemi sono altri. Tifo Juve per l'idea di calcio, non solo giocato, che ha sempre proposto: squadra aziendalista, valorizzatrice dei giocatori e sempre con uno sguardo verso il futuro. Mi ha permesso di vedere Vialli, Del Piero, Zidane, Nedved, Camoranesi, Trezeguet, Pirlo, Vidal e Tevez tutte le domeniche e non rinnego questa magia.

cafébabel Torino: Anche io ho sempre tifato la squadra, di certo non la dirigenza. Trovatemi qualcuno che lo faccia. Calciopoli ha scoperchiato il marciume in cui sicuramente la Juventus aveva le sue responsabilità ma è stata inchiodata come unica colpevole grazie alla sua più grande qualità: il saper unire tutti i suoi nemici in nome del comune odio anti-juventino. Le pernacchie dell'Inter su Calciopoli fanno ridere sul serio. A me fanno pena, potevano esserci loro al posto nostro. Quella vicenda avrebbe potuto provocare disaffezione e abbandono, invece la tifoseria si è stretta intorno alla squadra per una lunga cavalcata, fino alla finale di Champions, passando dalla serie B. Sapete che vi dico? Grazie Calciopoli. 

Chiudo con quello che rispondo di solito a questa domanda. Una volta Luca Rastello (che era una persona perbene e infatti juventino sfegatato) mi disse: «Quando mi fanno questa domanda rispondo con le parole di un esponente torinese di Prima Linea: sono juventino e comunista e per questa contraddizione chiedo rispetto». Io aggiungo la mia personale postilla: sono italiana, trentenne, ho la partita iva, ho studiato scienze politiche, lavoro per una onlus, sono di sinistra. Me la volete lasciare una gioia nella vita?

cafébabel Napoli: A me piace la mentalità della Juventus, questo devo riconoscerlo. Prima non mi dispiaceva e tutt'oggi, quando gioca in Europa, tifo per una squadra che comunque è italiana. Però ha un passato davvero troppo pesante da digerire.

cafébabel Firenze: A chi lo dici. È come avere un nonno nelle SS.

Campanilismo

cafébabel Napoli: La rivalità tra Juve e Napoli va oltre il calcio in sé e spesso cade nel campanilismo: possiamo dire che questo scontro calcistico vada ben oltre lo sport e metta di fronte Sud contro Nord?

cafébabel Firenze: Il rapporto del tifoso italiano medio con la propria squadra preferita è a dir poco malato. Ad esempio tutti odiano la Juve e, di conseguenza, gli juventini. Napoli e i suoi tifosi sono il bersaglio preferito degli insulti a "sfondo territoriale", o come diavolo è stato rinominata questa infamia. Molte tifoserie del nord contano tra le loro schiere un numero cospicuo di razzisti, fascisti e pseudo-tifosi che usano lo stadio come sfogo sociale. Nel momento in cui questo sfogo non ha più a che fare con il senso di rivalsa e diventa un mezzo per offendere, in tutti i sensi, lo sport e la cultura perdono. Al nord esiste di più questa tendenza. Insultare il napoletano è più facile. Come dare la colpa ai barconi per tutto. E scusa se il passaggio può sembrare forte o forzato ma ritengo che la radice sia comune. Chi si crede più forte attacca chi è più debole o sfortunato. 

Napoli è l'unica grande società del sud a parlare nel clan degli "scudettati" ed è sempre presa di mira. Firenze ad esempio, nonostante abbiano anch'essi due scudetti di cui vantarsi, non viene attaccata mai. Anzi, è famosa proprio per la rivalità con la Juve, e va a creare una forma di "campanilismo al contrario" rispetto a quello che si può notare tra le società del nord e il Napoli.

cafébabel Torino: L'Italia è il Paese campanilista per eccellenza e il calcio non fa che dimostrarlo. Anche perché è lo sport che, più di tutto, scatena il cuore e l'emotività delle persone, perciò raccoglie i migliori slanci e le peggiori bassezze dell'essere umano. Questo sarebbe il bello, secondo me. Mi appassiona proprio questo: la storia, le tifoserie, le rivalità, le risse, le gioie. Sì, sono un'idealista.

Diego Armando

cafébabel Firenze: Come tutti adoro Maradona in quanto calciatore più forte di sempre. Fuori dal campo però è un uomo controverso. È un santino intoccabile o se ne può parlare criticamente?

cafébabel Napoli: Maradona è un idolo, non solo calcisticamente, ma anche dal punto di vista umano. Noi siamo cresciuti con l'idea del supereroe, di Batman e Superman, ma la vita non è così. Chi ha occhi critici, può andare oltre gli errori di una persona e cogliere anche lì delle positività. Maradona ha fatto molti errori nella sua vita, lo dice anche lui. Ma per me è un modello da tenere in seria considerazione. Uno che è finito nel giro della cocaina, con gente poco raccomandabile, è ingrassato, ha avuto problemi familiari. Guardatelo adesso. Si è rialzato come pochi e ha la risata facile. Nella vita si sbaglia, l'importante è imparare anche nel male. Per quanto riguarda l'immagine collettiva di Maradona, a Napoli è una divinità perché rilascia in continuazione messaggi sulla città e sulla squadra. Si vede che Napoli è come una seconda casa per lui e ciò fa molto piacere.

cafébabel Torino: Ho sempre vissuto il personaggio Maradona da lontano: quando era un grande, io ero ancora piccola. E non sono di Napoli, perciò il culto di Diego è qualcosa che ho sempre osservato da lontano, con curiosità e anche con un po' di invidia. È uno di quei personaggi da saga sudamericana, uno di quelli che ami o che odi (io tutto sommato lo amo). Un eroe da film, uno che fallisce in mille modi e si rialza, e per cui una città intera ancora palpita. Dici poco.

Insulti, non "sfottò"

cafébabel Napoli: I cori razzisti nei confronti dei napoletani sono una realtà in molti stadi italiani, specialmente allo Stadium: qualcuno parla di "sfottò", ma non credete piuttosto che i tifosi juventini siano razzisti e antisportivi?

cafébabel Firenze: Una parte della curva juventina è schifosamente razzista e antisportiva. Allo Stadium, l'unica volta che ci sono stato, mi sono un po' schifato nel riconoscere gli striscioni di certe "divisioni" della curva bianconera. I cori razzisti purtroppo sono una realtà di tutto il calcio italiano, vedi quelli contro Koulibaly della maggica tifoseria laziale. A me gli sfottò uelli veri però fanno impazzire: "Giuletta è 'na zoccola", e via dicendo. Su voi napoletani è troppo facile, perchè non vi lavate. Ma nemmeno io, se è per questo.

cafébabel Torino:  I tifosi juventini sono razzisti e antisportivi tanto quanto le curve di tutte le squadre d'Italia. la curva juventina è spesso additata come esempio negativo anche per la sua connotazione di estrema destra, ma è in ottima compagnia. Però mi unisco all'amore per gli sfottò: il politically correct ci ha rovinato, dentro e fuori gli stadi. "Grazie Reagan, bombardaci Parma".

Sarri più Mancini, uguale: emoticon del cuore

cafébabel Firenze: Il Napoli ha bisogno di stimoli e personaggi forti, anche pittoreschi, come Sarri per caricarsi? Come si è schierata la gente dopo l'infelice uscita sugli omosessuali contestata da Mancini? Io, dalla Toscana, ho riso di gusto.

cafébabel Napoli:  Riguardo la prima domanda, è difficile dirlo, perché qui si sfocia in materia puramente tattica: insomma, se hai un allenatore che ti fa vincere, poco importa la sua personalità. Però è vero che a Napoli devi avere le "palle" per allenare, perché tutti si aspettano il massimo dalla squadra. Quindi è preferibile un allenatore di esperienza e di carisma. Infatti quando arrivò Sarri molti di noi erano scioccati: un allenatore semi-sconosciuto e dalla personalità un po' dark, non troppo estroverso e molto "difensivista" con la stampa, però ci sta smentendo assurdamente. Riguardo la vicenda del «frocio» a Mancini, a Napoli difficilmente le persone si schierano contro le figure del Napoli Calcio, quindi Mancini è stato considerato come il "nemico". Poi alla fine abbiamo visto che Mancini non la racconta proprio tutta giusta, eh. Comunque, a me e a molti altri napoletani che sono meno tifosi, non è piaciuto l'atteggiamento di Sarri. Sebbene tutti sappiamo che nel calcio esiste una consuetudine: ciò che accade in campo, resta in campo.

cafébabel Firenze: La città soffre un po' l'ansia da Scudetto o surfa sull'entusiasmo?

cafébabel Napoli: Napoli è una città unica. Io ho vissuto in periferia fino a quando avevo 9 anni, poi mi sono trasferito qui, quindi sono partito con il vantaggio di iniziare a viverla con maggiore oggettività, libero da "nazionalismi" locali e altre cazzate. Napoli vive di giorno in giorno: quando si vince, è l'euforia allo stato puro. Cioè, veramente la si palpa nell'aria: nei bar la gente è di buon umore e ti offre il caffè, per le strade le persone sono più cordiali. Quando si perde, in città aleggia un brutto umore e se sei un buon osservatore lo avverti facilmente. No, a Napoli non c'è pressione dal punto di vista dei tifosi. L'entusiasmo va oltre queste pippe mentali. Il problema è che proprio per questo, i napoletani non realizzano la realtà e possono restare molto delusi.

Ultima domanda

cafébabel Napoli: Il calcio sta diventando un casinò e questi tipacci guadagnano migliaia di euro per non aver neanche capito il fuorigioco. Non credete sia ora di seguire anche qualche altro sport? Magari l'hockey su prato.

cafébabel Firenze: Io seguo il ciclismo. Sono uno sfigato cronico? Cosa ho sbagliato nella vita?

cafébabel Napoli: Sì, praticamente per il 90% delle persone sei un nerd asociale, tipo strano, gente da evitare.

cafébabel Torino: Guarda anche io ciclicamente affronto questa crisi. Seguire il calcio in Italia è come essere cattolici: è mainstream, è la DC, è la maggioranza silenziosa. La mia doppia personalità fa ammenda per questo, scrivendo "pastafariana" sulla carta d'identità e seguendo la pallavolo, le oscure vicende del basket ex jugoslavo, il tennis (solo per Djokovic) e il baseball (sono due anni che cerco di capirne le regole, so che posso farcela un giorno). Il vero motivo è che voglio colmare le mie lacune per quando gioco a Trivial e mi capitano le domande di sport. Non potrò mai tradire la me stessa bambina a cui venne messa la bandiera della Juve nella culla. Nella vita puoi tradire tutto, ma non la tua natura.

cafébabel Firenze: Ma come si farebbe senza pallone, dai.

cafébabel Napoli: Che poi a Napoli l'ambiente non ti aiuta manco. girando per strada ci sono palloni e ragazzini sudati ovunque. Per chiudere con tutte le stronzate che abbiamo detto in questo gruppo, passiamo al pronostico fatto da un esperto (cioè me medesimo). Juventus - Napoli 1 - 3. 3' autogol Bonucci. 4' autogol Dybala. 5' autogol Valdifiori dalla panchina. 90' + 8 Higuain. Addio.

cafébabel Torino: Noi stiamo qui a parlare ma alla fine lo sappiamo che il risultato di questa partita dipende da una sola cosa: su cosa hanno scommesso Bonucci e Buffon.

cafébabel Firenze: Vince la Massese. O Bartali.

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Grazie ad Armando (senza Diego) e Federica per la collaborazione.

Pubblicato dalle redazioni locale di Firenze, Torino e Napoli.