"United Artists 4 Italy" celebra la diversità nel cinema italiano

Articolo pubblicato il 18 ottobre 2016
Articolo pubblicato il 18 ottobre 2016

Una nuova campagna che chiede una maggiore diversità nel cinema italiano è stata lanciata a Roma in occasione della prima di un documentario che racconta le storie degli attori di origine africana in un secolo di cinema italiano. Abbiamo parlato con il regista italo-ghanese Fred Kudjo Kuwornu di come la mancanza di diversità non sia un problema solo italiano ma europeo.

Le rappresentazioni della diversità nella società italiana sono spesso influenzate da stereotipi e pregiudizi. Basti pensare alla recente campagna del #FertilityDay promossa dal Ministero della Salute italiano dove in uno degli opuscoli si distingueva tra le "buone abitudini" da promuovere, rappresentate da un gruppo di sorridenti ragazzi bianchi, e i "cattivi compagni" da abbandonare: un altro gruppo di persone tra cui un ragazzo di colore, che sta assumendo droga.

L’insufficiente rappresentanza delle diversità nella TV e nel cinema italiano è al centro di una nuova campagna lanciata da United Artists for Italy, un gruppo di artisti italiani di origine africana e asiatica.

L’iniziativa di United Artists for Italy è stata lanciata alla Casa del Cinema nel contesto della Festa del cinema di Roma; nella stessa occasione si è tenuta la premiere italiana del documentario Blaxploitalian: 100 anni di Afrostorie nel cinema italiano, diretto dal regista italo-ghanese Fred Kudjo Kuwornu.

Blaxploitalian racconta la storia poco conosciuta del modo in cui attori e attrici di origine africana hanno contribuito alla realizzazione del cinema italiano.

«L'idea di Blaxploitalian nasce da un percorso personale che mi ha fatto capire inconsciamente che i neri non venivano rappresentati in modo adeguato nei media», spiega Kuwornu. «Durante gli anni trascorsi in Italia provavo un senso di vuoto che non riuscivo a spiegare, fino a quando mi sono reso conto che amavo seguire i calciatori brasiliani e le serie americane come Arnold e I Robinson, perché erano le prime persone di colore ad apparire nella televisione italiana. Questa riflessione mi ha spinto a indagare sulla storia delle stelle nere del cinema italiano».

Le voci nel documentario di Kuwornu sono molteplici, da quella dell'attrice di origine dominicana Iris Peynado alla stella della blaxploitation americana Fred "The Hammer" Williamson (fra i protagonisti di Quel maledetto treno blindato di Enzo Castellari). È un viaggio attraverso la storia del cinema italiano, dai film coloniali del periodo fascista, passando per il neorealismo, fino alle rappresentazioni distorte di oggi, dove la tendenza è quella di offrire agli attori neri e asiatici ruoli stereotipati.

La situazione italiana è al centro della richiesta di cambiamento di Blaxploitalian, ma è anche parte di un appello più generale per una maggiore diversità sul grande schermo. Altre iniziative includono #OscarsSoWhite, la campagna condotta da molti attori afro-americani negli Stati Uniti, così come l'impegno dei noti attori britannici neri Idris Elba e Lenny Henry che, insieme ad altri 50 attori e creativi, hanno firmato una lettera aperta a tutte le emittenti inglesi per chiedere lo stanziamento di fondi per programmi ideati da creativi neri, asiatici e altre minoranze etniche (BAME) nel Regno Unito.

Le questioni di razza continuano ad affliggere l'industria cinematografica britannica. Idris Elba è stato definito "troppo da strada" per vestire i panni di Daniel Craig come il nuovo James Bond, mentre John Boyega ha ricevuto accuse razziste per aver interpretato uno Stromtrooper in Star Wars: il risveglio della Forza.

«Si tratta di un documentario per il cambiamento sociale», dice Kuwornu, «e con l’hashtag #DiversityinMediaMatters abbiamo intenzione di creare eventi e iniziative in tutto il mondo. L'impegno di attori come Idris Elba e Lenny Henry mi ha fatto capire che forse devono essere gli artisti, sia di origine africana che di altra discendenza, a guidare la carica».

«Nel contesto europeo c’è un impegno a sviluppare e sostenere le industrie creative nazionali al fine di creare un'identità europea. Ma c’è una certa ignoranza per quel che riguarda le minoranze che vivono in questi Paesi, dalla minoranze nere e asiatiche a quella LGBT fino ai disabili, e credo che l'Unione europea dovrebbe intervenire in proposito».

Roma è solo l'inizio del viaggio per Blaxploitalian e United Artists 4 Italy. Il cammino verso una maggiore diversità nel mondo dei media sarà molto lungo.

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La Festa del Cinema di Roma si tiene dal 13 al 23 ottobre.