Un'italo-cinese a Londra.

Articolo pubblicato il 28 ottobre 2016
Articolo pubblicato il 28 ottobre 2016

(Opinione) Giunta nella Londra post-Brexit, ecco una breve considerazione su ciò che ho sentito, stando tra i Londinesi.

Nell'Inghilterra della Brexit ho respirato a Londra, invece, una forte aria di Bremain (in senso lato ovviamente, come si capirà da questo articolo). Da ragazza cinese, che percepisce di essere culturalmente assolutamente italiana e occidentale, ho sentito nella City un multiculturalismo che non è solo un'aspirazione, non è solo un'idea, ma è un fatto concreto.

Ho visto ragazze con il velo fare le commesse, guidare, fare le insegnanti e alla fine del mio breve viaggio sono giunta a non meravigliarmene (positivamente) nemmeno più, perché era la normalità! 

Sarà mio difetto, ma ho visto ragazze orientali non solo integrate, ma da ogni punto di vista Londinesi, quando invece io talvolta, nonostante sia nata e vissuta in Italia, nonostante ami la mia città, Milano, alla follia, mi sento ancora "ospite".

Lì ho sentito che il multiculturalismo e l'integrazione, termini difesi o attaccati anche nella stessa Gran Bretagna (e probabilmente anche da alcuni londinesi di cui magari non mi sono accorta o in cui non mi sono imbattuta) non sono concetti astratti, ma la normalità. La normalità di una maestra che fa indovinelli ai suoi alunni per intrattenerli sul treno, la normalità di una ragazza che banalmente va a fare la spesa in macchina, la normalità di un ragazzo che insegna educazione fisica, la normalità di una donna che lavora in un negozio di trucchi, la normalità di una studentessa che va a scuola.