Unioni gay, malumori anche nell'atea Praga

Articolo pubblicato il 28 aprile 2006
Articolo pubblicato il 28 aprile 2006

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Anche in Repubblica Ceca sono state introdotte le unioni omosessuali: e il dibattito nella società civile si fa aspro.

Praga, 14 marzo 2006. «La famiglia si basa solo sull’unione tra uomo e donna!», scandisce un gruppetto di dimostranti in una delle più frequentate strade di Praga, Na Píkopech, nel Fossato dei cervi. Un piccolo gruppo di cittadini, accompagnati dalle loro mogli e figli, hanno manifestato il loro malumore contestando la legge sui Pacs, le coppie di fatto omosessuali. La seduta del Parlamento è fissata nei prossimi giorni. I deputati supereranno il veto del presidente conservatore? In questa giornata di marzo, non solo gli omosessuali sono preoccupati da questa domanda.

Superare i pregiudizi

Improvvisamente due giovani uomini si fermano per strada di fronte ai dimostranti. Lukáš e Jakub iniziano a baciarsi davanti ad una folla irritata e sono sommersi da una valanga di insulti e indignazione. Da dove viene questa avversione verso gli omosessuali? «Io penso che derivi dagli stereotipi che ancora sono ancorati nella società», dice Slavomír Goga, il portavoce di Gay a lesbická liga, la lega dei gay e delle lesbiche. «Nel diciannovesimo secolo era inimmaginabile che le donne avrebbero ottenuto il diritto di voto. Considerate la loro situazione oggi». Senza dubbio esistono pregiudizi dentro la società. L’idea che il matrimonio tra uomo e donna debba diventare la norma ha profonde radici anche nell’Europa liberale di oggi. Le leggi sulle unioni omosessuali sono perciò discusse con preoccupazione in ogni paese, si tratti di Francia, Germania o Spagna.

Carosello in Parlamento

La legge sui Pacs è stata discussa più volte in Parlamento: un primo tentativo di introdurre la parità di diritti per le unioni dello stesso sesso divise il governo già nel 1995. Negli anni successivi non successe nulla di nuovo. La legge sulle unioni registrate è stata un tema politico che tutti i deputati del partito cristiano-democratico della Kdu-sl hanno costantemente rimandato nel tempo. Anche i deputati del liberal-conservatore Ods (Partito Civico Democratico) si sono opposti, anche se i cristiano-democratici restavano i più rigidi in materia.

Siccome fino al 2002 la Kdu-sl è stato l’ago della bilancia nella coalizione di governo, la legge sulle unioni registrate è stata accuratamente messa nel dimenticatoio. Solo il 15 marzo di quest’anno il lavoro è stato portato a termine. Nonostante il veto del presidente Václav Klaus la legge è passata in parlamento con una maggioranza risicata: 101 su 200 deputati hanno votato in favore del provvedimento.

Oggi i cechi dell’associazione Gay Iniziative possono rallegrarsi per avere, insieme alla Slovenia, una delle leggi più progressiste in difesa dei diritti della minoranza omosessuale che si possono trovare nei dieci nuovi Paesi membri dell’Unione europea. Persone dello stesso sesso possono vivere insieme e il partner può ereditare. In breve: possono vivere come una coppia a tutti gli effetti.

«La famiglia si fonda sull’unione tra un uomo e una donna!»

La maggioranza dei cittadini cechi sono a favore di questa liberalizzazione; in ottobre il 62% di loro era d’accordo con la legge. Ciò è sicuramente legato anche al fatto che, secondo un’inchiesta dell’istituto Stem, il 59% di loro si considera ateo. La Chiesa cattolica oppone resistenza protestando forte contro la legge. In una comunicazione della conferenza dei vescovi cechi si legge che «non c’è nessun fondamento per riconoscere diritti speciali a qualche gruppo sulla base dei rapporti sessuali intrattenuti. La famiglia e la vita costituiscono una unità che devono essere difese dalla società; le autorità pubbliche non dovrebbero istituzionalizzare forme di unione che non sono motivate dalla procreazione di figli e dalla loro educazione. Queste unioni non possono assomigliare al matrimonio e alla famiglia.»

Per la Chiesa le unioni omosessuali sono un pericoloso precedente. La lenta erosione dei modelli tradizionali di vita comunitaria è un argomento forte anche per i non credenti. I dimostranti nel fossato non hanno risposto alla chiamata della conferenza dei vescovi. Sono cittadini comuni, che hanno semplicemente paura di qualcosa che non conoscono, mentre i bambini cresciuti all’interno di unioni omosessuali rappresentano per loro una fosca prospettiva che tramite la legge sulle unioni registrate si avvicina pericolosamente.

Di fronte a ciò Slavomír Goga può solo alzare le spalle: «Cos’è oggi una famiglia? Per centinaia di anni è stata un padre, una madre e un nugolo di bambini. Oggi anche una madre sola è considerata una famiglia». Perciò guarda con ottimismo alla cultura e ai cambiamenti che può portare: «I concetti si sviluppano. È solo una questione di tempo, fino a quando anche gli uomini accetteranno il nostro diritto di vivere insieme».