Unione Europea: quali aiuti per la Grecia?

Articolo pubblicato il 12 febbraio 2010
Articolo pubblicato il 12 febbraio 2010

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Prima del vertice straordinario di giovedì a Bruxelles, vari paesi dell’Ue si sono dichiarati pronti ad aiutare la Grecia, colpita da una forte crisi. La stampa teme una perdita di valore dell’euro e lega l’aiuto allo Stato ellenico a richieste impegnative.

von eurotopicsFrankfurter Allgemeine Zeitung - Germania: «I tedeschi, in futuro, dovranno lavorare fino a sessantanove anni, perché i greci possano godere del prepensionamento?»

Secondo la testata conservatrice Frankfurter Allgemeine Zeitung, la Germania non deve rispondere dei debiti della Grecia: «Alla Germania l’euro non è stato venduto così: prima dell’addio al marco tedesco è stato firmato ufficialmente il Trattato di Maastricht, che vieta esplicitamente che un membro dell’unione monetaria risponda dei debiti di un altro. (...) I tedeschi, in futuro, dovranno lavorare fino a sessantanove anni, invece che fino a sessantasette, perché i greci possano godere del prepensionamento? (...) Se la “no bail out clause” del Trattato di Maastricht viene infranta, si elimina l’ultima ancora di salvezza per la stabilità dell’euro, perché poi non ci sarà più nessun freno né per gli speculatori né per i debitori pubblici. Se l’unione monetaria diventa un’unione debitoria, tutti i cittadini ne pagheranno ad alto prezzo le conseguenze in forma di svalutazione del proprio denaro e delle proprie pensioni. A questo vertice la cancelliera Merkel deve mostrarsi dura con i capi di Governo europei affinché l’euro non diventi troppo debole». (Articolo del 11.02.2010)=

Dnevnik - Bulgaria: «I greci devono tirare la cinghia»

Il quotidiano Dnevnik sostiene che, per avere la solidarietà dell’Europa, la Grecia deve dare qualcosa in cambio, e mette in guardia dall’avere troppa fiducia nel Paese: «Secondo la logica della solidarietà europea, oggi al vertice si dovrebbe decidere che gli aiuti saranno dati solamente in cambio di un prezzo fissato: i greci devono tirare la cinghia ed effettuare delle riforme, così come anno fatto molti Paesi dell’est negli anni Novanta. (...) E non bisogna prendere per oro colato le statistiche greche manipolate politicamente: dopo che i greci si sono infiltrati con l’inganno nell’Eurozona ed hanno nascosto per dieci anni lo sperpero di budget e sovvenzioni, è ora possibile il contrario, cioè che gonfino il problema per far vedere che progressi sono riusciti a fare». (Articolo del 11.02.2010)

De Standaard - Belgio: «Il peso è portato dalle spalle forti e da quelle deboli in modo irregolare»

La situazione precaria del debito in Grecia grava innanzi tutto sulla moneta unica europea, scrive il quotidiano De Standaard: «La situazione greca mostra che intervenire troppo tardi porta ad interventi dolorosi. Il peso è portato dalle spalle forti e da quelle deboli in modo irregolare: la gente perde il lavoro, viene dato un taglio agli aiuti sociali e le pensioni sono minacciate, mentre gli speculatori guadagnano denaro con cui smerciano i prestiti statali e li rivendono a prezzo ancora minore. L’euro, fino ad ora il risultato più impressionante durante i cinquanta anni dell’integrazione europea, non esce illeso da questa avventura. Il fatto che abbia anche un lato positivo ci lascia speranzosi: alla fine è chiaro per tutti che è necessaria un’ulteriore integrazione politica dei Paesi della zona euro». (Articolo del 11.02.2010)

Hospodárské noviny - Repubblica Ceca: «Per chiedere gli aiuti al Fondo Monetario Internazionale»

I Paesi dell’Eurozona, in questo caso la Grecia, dovrebbero farsi aiutare dal Fondo Monetario Internazionale (FMI): «L’Europa, come insieme, non può aiutare la Grecia; lo vieta il Trattato da cui è nata e su cui si basa l’Europa. Si potrebbe pensare solo ad aiuti bilaterali, per cui sono più propensi Francia e Germania. (...) La cosa migliore sarebbe, però, chiedere aiuti al Fondo Monetario Internazionale a Washington, ma fino ad ora i Paesi dell’Eurozona rifiutano tale possibilità: un aiuto dall’esterno potrebbe significare che i Paesi della zona euro non siano in grado di risolvere da soli i propri problemi. Nel caso Grecia, però, bisognerebbe lasciare da parte l’orgoglio: alla fin dei conti si tratta del futuro dell’unione monetaria e della forza della sua moneta. Il FMI dispone di mezzi sufficienti per obbligare i Paesi ad un risparmio draconiano, come hanno dimostrato gli esempi della Lettonia e dell’Ungheria». (Articolo del 11.02.2010)

Foto di tom.tziros/flickr